Intervista al nostro LomoAmigo Marco Dabbicco: l'amore per la fotografia ritrattistica

2015-11-13

“Ci deve essere, in un certo senso, una specie di seduzione tra il fotografo e il suo soggetto. Se non si genera quella complicità, la foto non funziona”.
Parole di Marco Dabbicco nella nostra intervista. Felici di aver lavorato con un professionista giovane come lui. Dopo questo articolo siamo sicuri che avrete voglia di iniziare a fotografare visi e provare la nuova lente Petzval.

Ciao Marco, rompiamo il ghiaccio e parlaci un po’ di te. A che età ti è venuta la passione per la fotografia? E come sei riuscito a capire che questa sarebbe stata la tua professione?

Ho cominciato a fotografare ai tempi del liceo perché non sapevo disegnare: l’arte visiva mi affascinava e cercavo il mezzo per potermi esprimere. I miei risultati all’epoca erano discutibili e solo durante la facoltà di Architettura ho cominciato a studiare Fotografia e a praticarla seriamente. Dopo la laurea ho deciso che la fotografia sarebbe diventata la mia professione: sentivo che era troppo importante, era molto più di un hobby, così ho preso armi e bagagli e mi sono trasferito a Milano, dove ho cominciato a lavorare come assistente fotografo per Agostino Osio. Con lui ho affinato la tecnica e ho imparato ad amare la precisione nei dettagli.

Dai tuoi lavori si nota una spiccata tendenza verso la fotografia ritrattistica. Come mai ti sei specializzato in quest´area? Cosa vedi nel volto delle persone? Cosa ti comunicano e cosa vuoi comunicare?

Sarà che ho studiato e progettato per tanti anni oggetti inanimati, ma fotografare persone mi affascina molto di più. Mi piace l’idea che non si debba solo capire dove posizionarsi per fare la foto migliore, come quando fotografi uno spazio o un’architettura, ma bisogna riuscire a relazionarsi con il proprio soggetto: ci deve essere, in un certo senso, una specie di seduzione tra il fotografo e il suo soggetto. Se non si genera quella complicità, la foto non funziona.

Qual è la parte del viso che preferisci?

Non c’è una parte del viso che preferisco, mi piacciono i volti nelle loro differenze e asimmetrie. Mi piace studiarli e, spinto da questa curiosità, qualche anno fa ho realizzato un progetto fotografico di documentazione dei visi di chi ha fatto parte della mia cerchia di amici più intimi durante il mio periodo di permanenza parigina. Ho cominciato a fotografarli da molto vicino, cercando di vederli come normalmente non facevo, sperando di poterne conservare un ricordo visivo onesto. Alla fine ne è nata una piccola serie di immagini in cui tutti appaiono liberamente se stessi: nessuno è davvero dritto, nessuno è davvero bello.

Preferisci fotografare uomini o donne?

Preferisco fotografare le donne perché più facilmente riesco a creare quel momento di complicità di cui ti parlavo prima, ma ovviamente fotografo anche gli uomini!

Se dovessi usare tre aggettivi per descrivere il tuo stile, quali sceglieresti?

Preciso e onesto, il terzo davvero non saprei dirtelo con precisione.

Hai mai scattato in analogico? Quali sono i pregi di questo tipo di fotografia a tuo avviso?

Io sono un nativo digitale! Mio padre mi ha messo di fronte ad un computer a 4 anni e ho sempre avuto un ottimo rapporto con il mondo digitale. Nella professione uso solo ed esclusivamente il digitale perché i tempi di sviluppo e la velocità di postproduzione rendono possibili cose che altrimenti sarebbero complicatissime.
Tuttavia, per alcuni miei progetti artistici uso l’analogico e in particolare le istantanee. Mi piace l’idea che, al contrario del digitale, non possano essere postprodotte: sono finite appena nate. E soprattutto sono subito materiali: le puoi toccare, scriverci su, stropicciare, incollare.

Come ti sei trovato con la lente Petzval?

La Petzval permette di avere direttamente in fase di scatto effetti tanto affascinanti quanto imprevedibili e questa cosa mi ha molto divertito. Dover cambiare manualmente l’apertura focale inserendo le diverse linguette ha stimolato la mia curiosità: volevo provarle tutte! Però poi devi stare attento a non perderle quando rimetti a posto la macchina!

Quali sono le caratteristiche della lente che ti sono piaciute di più?

Mi è piaciuta molto la sua fisicità: il color ottone attirava molto l’attenzione delle persone e così son riuscito più facilmente a far loro un ritratto. Dal punto di vista tecnico, ho dovuto sperimentare un po’ prima di capire esattamente come avere l’effetto boken che desideravo, ma una volta trovati gli sfondi adatti, la strada è stata in discesa.

Cosa puoi dirci di questa serie scattata per Lomography? Che criteri hai utilizzato nella selezione dei soggetti fotografati?

La serie che ho scattato si inserisce in un progetto più ampio che porto avanti da anni. Mi piace l’idea di poter realizzare un ritratto a quelle persone che attirano la mia attenzione mentre passeggio per Milano. La fotografia mi permette di scambiare due parole e scoprire qualcosa di loro. Devo dire che, al contrario di quanto si possa pensare, moltissime persone sono disposte a scambiare due chiacchiere e a farsi fare un ritratto. In futuro mi piacerebbe continuare a raccogliere ritratti in strada e costruire un mio piccolo archivio di volti provenienti da tutto il mondo.

Che consiglio daresti a chi usa per la prima volta questa lente?

Sicuramente consiglierei di controllare due volte il fuoco perché, se si usano delle aperture molto grandi di diaframma e la messa a fuoco manuale, è molto facile sbagliare. Dal mirino sembra tutto perfetto, invece quando vai a zoommare nell’anteprima rischi di trovare qualche sorpresa.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Prossimamente vorrei sperimentare dei ritratti con delle luci particolari, giocare con gli effetti di luce e vedere che succede. Sicuramente le persone saranno al centro della mia ricerca.

Ringraziamo infinitamente Marco per averci dedicato un po’ del suo tempo ed averci raccontato la sua storia e recensioni sulla nuova lente Petzval 85mm.
Se volete scoprire qualcosa di piú su di lui, visitate il suo sito personale oppure seguite i suoi lavori sul profilo Instagram.

Scritto da bartolomo il 2015-11-13 in #persone #lomoamigo

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