Pietro Berselli: il video di Niobe girato su pellicola con la Lomokino

2017-01-23 2

Per noi di Lomography è sempre un grande piacere presentare il lavoro di giovani artisti emergenti. Per questo oggi siamo contentissimi di parlarvi dell'ultima fatica di Pietro Berselli, talentuoso cantautore veneto e artista a tutto tondo.

Pietro Berselli è un cantautore veneto che inizia il suo percorso come solista nel 2014. Ad aprile 2015 esce il suo primo EP Debole (Senza regole) per Dischi Sottoerranei: quattro tracce suonate in solitario, chitarra elettrica voce, dal sound molto intimo. Presto si aggiungono batteria, basso, una seconda chitarra e il sintetizzatore nella ricerca di sonorità di più ampio respiro e di atmosfere influenzate dalla scena Post Rock e New Wave.

Durante la stagione 2015-2016 Pietro e la sua band si esibiscono in tutto il Nord Italia in un un tour curato da Dischi Sotterranei, con l'opportunità di salire anche su palchi prestigiosi e suonare assieme a band come Levante, Cosmetic, L’officina della camomilla, Calcutta, Tre Allegri Ragazzi Morti, Cosmo, Gazebo Penguins e sono scelti dai Garbage per aprire il loro show a Padova.

Berselli e band registrano il primo disco “Orfeo l’ha fatto apposta” tra Febbraio e Marzo del 2016. Il titolo dell'album suggerisce la chiave di lettura del disco: la rivisitazione moderna del mito di Orfeo ed Euridice. Con l’alterego di un Orfeo sadico e masochista, Berselli esorcizza i suoi demoni e canta i suoi fallimenti in vista di una rinascita. Berselli si propone con una band al seguito e il sound tocca il Post Rock e la New Wave, senza mai abbandonare la dimensione cantautorale italiana.

Pietro ha realizzato il video di Niobe con la Lomokino, qui ci racconta tutto il percorso artistico che ha portato alla realizzazione del videoclip.

Il secondo passo è stato creare lo storyboard per fare in modo che non venisse sprecato il formato super wide che il Lomokino riesce a fornire. Attraverso lo storyboard in ogni caso si capisce quali sono le necessità di ogni scena, ma qui si ha a che fare con la pellicola, quindi bisogna essere ben preparati e sapere bene che pellicola scegliere per ogni scena in base all’illuminazione che si preferisce.

Nella mia opinione il Lomokino dà il suo meglio in esterni su cavalletto, sfruttando la luce naturale con diaframma f11. La maggior parte delle scene sono state girate infatti con la pellicola Lomography Color Negative 100 ISO, data la possibilità di avere un diaframma continuo apribile fino a f5.6 in situazioni di leggera ombra, le restanti sono state girate con la Lomography Color Negative 400 e 800 ISO. Le scene sono state girate da me con l’aiuto di un assistente che stesse dietro la macchina a girare effettivamente la manovella e impressionare la pellicola.

Una volta sviluppate le pellicole arriva il momento della scannerizzazione. A questo punto si possono utilizzare diversi metodi. C’è chi preferisce uno scanner vero e proprio e c’è chi preferisce una macchina fotografica digitale. Io ho scelto di scannerizzare le pellicole con la mia Canon 60D con l’ausilio di un tubo di estensione per il macro applicato al classico 50mm1.8 e una superficie retroilluminata. In questo modo, con le impostazioni giuste, si riesce a ottenere un file RAW molto ordinato quasi senza grana digitale estremamente editabile per la postproduzione.

Una volta scannerizzati tutti i fotogrammi (nel mio caso si è trattato all’incirca di 2800 foto), se come nel mio caso si sono utilizzate pellicole negative sviluppate in C-41, bisogna trasporli in positivo attraverso un programma di editing fotografico (nel mio caso Lightroom) dove si penserà anche ad una correzione colore quasi definitiva. Una volta esportati tutti i file ormai positivi, bisogna ottenere delle clip video dalle sequenze di immagini. Per questo passaggio io preferisco utilizzare Photoshop per via della velocità e possibilità di personalizzazione del processo ma anche After Effects, ad esempio, fa un ottimo lavoro.
Ed ecco che finalmente ho ottenuto delle clip video vere e proprie da montare per realizzare il video.

Certo bisogna spingerlo ai suoi limiti per apprezzarne il valore, ma per me rimane una della macchine Lomography più riuscite, mi sa che ne comprerò un secondo su cui sperimentare!
Il mio sogno è un “Lomokino 2.0” per pellicole 16mm con motore a molla tipo Bolex! Inizierei a girare solo con quello!


Complimenti a Pietro per il suo lavoro, potete ascoltare il suo ultimo cd su Spotify e seguire tutte le novità sulla pagina Facebook.
Merita sicuramente dare un'occhiata alla Lomohome.

Scritto da lomosmarti il 2017-01-23 in #videos

2 Commenti

  1. onewayenzyme
    onewayenzyme ·

    Complimenti per la realizzazione! il video con il Lomokino è stata davvero una gran bella idea! È la canzone mi è piaciuta moltissimo: ho ascoltato e visto il video più volte. Spero di vederne altri e ti auguro di riuscire al meglio.

  2. yaridg
    yaridg ·

    Grande Pietro!

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