Giardini di Marzo: Alessandra Scalogna con la Daguerreotype Achromat Art Lens

2017-04-07

La primavera è finalmente arrivata, portando con sé giornate luminose, la dolce natura in fiore e delicate tonalità pastello: l'ambientazione ideale per chi ama fotografare ritratti raffinati e romantici.

Alessandra Scalogna condivide con noi alcuni scatti realizzati con l'obiettivo artistico Dagurreotype Achromat nel Pescheto Ferrera, in Sicilia, rendendo omaggio alla celebre canzone di Battisti.

Ci puoi raccontare qualcosa di te?

Certo, vivo in un piccolo paese in provincia di Ragusa, Comiso. Ho 33 anni, sono una persona molto silenziosa e introversa: mi piace osservare le cose e le persone per poi ricavarne una mia idea. Spesso mi trovo in conflitto con i modi di operare, di pensare, di fare, della società in generale. Trovo che la fotografia sia uno strumento molto silenzioso e funzionale, che mi permette in qualche modo di esprimermi.

Quando è iniziato il tuo percorso fotografico?

Ho un ricordo bellissimo di quando ero molto piccola. I miei genitori erano fissati con le fotografie, amavano fotografare ogni istante della crescita mia e di mio fratello. Questo mi ha permesso di conoscere un parte della mia vita che non ricordavo.
Sono cresciuta fra queste immagini e bellissimi ricordi fino a quando, per la prima comunione, ho ricevuto la mia prima macchina fotografica. Da allora, ho seguito la scia dei miei genitori: immortalare ogni tipo di avvenimento della mia vita quotidiana, le uscite con gli amici, i viaggi, le persone che mi erano vicine, non ho caso ho scatoloni pieni zeppi di fotografie.
La fotografia, intesa come percorso fotografico, ha preso piede man mano che cominciavo a diventare grande ed in particolar modo quando ho deciso di acquistare una reflex e con essa un corso base di fotografia.

Cosa ti piace fotografare?

Sono tante le cose che mi piace fotografare, non so definire il mio genere preferito perché purtroppo non li ho ancora sperimentati tutti.
Può sembrare banale, ma della fotografia mi piace il fatto che rende immortali gli oggetti, le cose, le persone i paesaggi… Una volta fotografati restano così per sempre.

Raccontaci di questi scatti

Oltre a qualche esperimento di natura morta ho fotografato Miriana e Valeria, due bellissime ragazze che ci tenevo a ringraziare.
Ho deciso di intitolare entrambe le serie I Giardini di Marzo ispirandomi alla canzone di Battisti. Documentandomi un po’ sul lavoro fatto da altri fotografi ho scelto delle location a sfondo molto naturale perché mi dava l’impressione che si sposasse alla perfezione con gli effetti dell'obiettivo e tantissimo con i miei gusti personali.
Ho utilizzato la mia Nikon D7100.

Quali sono state le tue impressioni di questo obiettivo?

Ho cercato di sfruttarlo al meglio, cercando di utilizzare tutte le piastre di apertura di diaframma per sperimentare i vari effetti. Superate le prime difficoltà quali la focale fissa e l’obiettivo del tutto manuale, dal diaframma alla messa a fuoco ho realizzato che è quello il vero spasso di questa lente, nulla viene lasciato al caso se non i meravigliosi effetti bokeh che regala ad ogni scatto. Per gli scatti nitidi a diaframma abbastanza chiuso regala dei contrasti naturali senza bisogno di post produzione, invece giocando con i diaframmi aperti sono venute fuori alcune immagini dai contorni simili ad acquarelli e altre con un effetto sfumato molto delicato quasi surreale.

Ci tenevo a Ringraziare il Pescheto Ferrera che mi ha permesso di sfruttare i suoi spazi per gli scatti, Gianni Alescio per il backstage, Miriana Tumino e Valeria Bombace.

Scritto da lomosmarti il 2017-04-07 in #persone #nikon #obiettivi #art-lens #daguerreotype-achromat #obiettivi-artistici

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