Prime esperienze analogiche: Juka in Marocco

2017-04-10

Per molti ragazzi la fotografia analogica rappresenta qualcosa di lontano e ancora inesplorato. Per questo, ci fa davvero piacere notare quando giovani appassionati di fotografia, che utilizzano esclusivamente attrezzatura digitale, decidono di cimentarsi per la prima volta con un rullino.

Oggi vi raccontiamo la prima esperienza analogica di Giuseppe/Juka in viaggio in Marocco, durante il quale ha scattato uno dei suoi primi rullini in assoluto.

Ciao Giuseppe, ci puoi raccontare qualcosa su di te?

Ciao, sono davvero contento di questa possibilità: per un giovane fotografo come me anche queste sono occasioni di crescita personale e artistica. Mi chiamo Giuseppe Cannone, classe ’94 e vivo nella fantastica Puglia.

Mi sono approcciato “seriamente” al mondo della fotografia in seguito all’acquisto della mia prima reflex nel 2013: era una entry level Nikon. Sono stato subito catturato da questa passione; nel giro di 3-4 settimane ho imparato a scattare in manuale da autodidatta.

Quale genere fotografico ti interessa particolarmente?

Senza pregiudizi, ho decido di provare un po' di tutto, in modo da avere una panoramica abbastanza completa.
I generi che ritengo più interessanti sono la street photography e la fotografia pubblicitaria (still life, ritratti editoriali, fotografia di moda).

Raccontaci del tuo viaggio in Marocco. Cosa ti è rimasto di questo viaggio?

Penso che il passo tra fotografia e il viaggio sia breve. Un po’ tutti quelli che amano scattare foto si spostano per trovare realtà interessanti e diverse dal loro quotidiano. Per chi viaggia, credo sia praticamente impossibile trovarsi di fronte alle bellezze che il mondo offre senza scattare una fotografia.

Ho trovato un volo conveniente, la compagnia di amici giusta e sono partito per il Marocco.

Per me è stata una vera e propria esperienza di vita e ha rappresentato un’esplorazione culturale. Siamo abituati a essere circondati da materialismo eccessivo mentre lì è tutto cosi semplice e spontaneo... Mi sono resto conto che ciò che per noi è importante in altri posti non lo è affatto.

Questa consapevolezza è ciò che mi è rimasto di questo viaggio.

Dal punto di vista dell'attrezzatura, come ti sei organizzato per affrontare questo viaggio?

Essendo un viaggio breve ho portato lo stretto necessario, anche a livello di attrezzatura fotografica: Nikon D7200 con il 18-140mm e il 55-300mm e la Zenit 12xp con il 58mm f/2. Più ovviamente batterie, schede di memoria vuote e/o rullini a sufficienza. Il treppiede e altri obiettivi li ho lasciati a casa.

Parlaci di questa serie di scatti

Ho utilizzato la mia vecchia Zenit 12xp con obiettivo Helios 58mm f/2 e un rullino Kodak ISO 200.
Come si può intuire, potendo realizzare solamente 24 scatti, ho dovuto essere molto selettivo e fotografare solo ciò che ritenevo davvero importante.
L’obiettivo della Zenit non è forse dei più adatti per un viaggio in quanto la focale fissa a 58mm ha limitato un po’ le cose... ma credo di averla comunque sfruttata al massimo.

Ho cercato di far emergere il paesaggio montuoso e desertico e il contrasto del colore rosso con l’azzurro compatto del cielo, l'assenza di vegetazione e alcune vette innevate in lontananza. Ho anche provato a raffigurare il mondo urbano e le attività quotidiane della città, come la vendita di minerali e pietre preziose e i ragazzini che giocano a calcio. Col loro consenso, e grande entusiasmo, ho fotografato infine gli uomini a lavoro.

Cosa ne pensi dei risultati ottenuti?

Questi scatti nascono in seguito alla voglia di iniziare a scattare in analogico. Non avevo mai scattato in analogico prima di allora e ho deciso perciò di unire insieme queste due esperienze: scattare per la prima volta in analogico e il mio primo viaggio in Marocco.

Quando sono tornato ho portato a sviluppare il rullino e con mia enorme sorpresa ho notato che tutti gli scatti erano esposti correttamente pur avendo scattato a occhio a causa di alcuni problemi con l’esposimetro della Zenit.

Devo ammettere che il Marocco, lo scattare in analogico e il mio interesse per la fotografia di strada sono stati davvero una combinazione vincente. Mi ritengo decisamente soddisfatto.

Hai in mente altri progetti fotografici, in analogico o digitale, per il futuro?

Certamente: ho in mente vari progetti personali a cui sto pensando di lavorare sia in digitale che in analogico.
In analogico scatterò senz’altro durante i miei imminenti viaggi in Italia, il prossimo è a Firenze questo mese. Mi piacerebbe anche scattare dei ritratti in analogico.

Per continuare a seguire Giuseppe visitate il suoi profilo Instagram e Facebook.

Scritto da lomogiu il 2017-04-10 in #persone

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