Luca Font: doppie esposizioni di corpi, forme e colori

2017-05-11 3

Luca Font è un visual artist che presenta uno stile particolarmente definito: basta dare un'occhiata veloce ai suoi lavori e sarà difficile dimenticarsene. Colori primari, linee definite e geometrie si fondono in un interessante mix che in alcuni lavori porta nella direzione del cubismo e dell'arte futuristica.

Abbiamo inviato a Luca una Sardina DIY in modo da personalizzarla e realizzare alcuni scatti. Vediamo cosa ha combinato e conosciamolo meglio in quest'intervista.

Potresti raccontarci di te, del tuo background e del tuo lavoro?

Sono cresciuto a videogiochi, skateboard e graffiti - e come se questo non bastasse a condurre una vita non troppo normale, nove anni fa ho cominciato a tatuare a tempo pieno. Viaggio molto e faccio fatica ad annoiarmi, perché ho sempre in testa qualche cosa di nuovo da fare.

Hai uno stile visivo particolarmente definito. Come è nato e si è evoluto nel tempo?

Ho sempre avuto un debole per il graphic design e la tipografia più che per le arti figurative, trovo sintesi visiva e astrazione molto più seducenti rispetto alla semplice descrizione della realtà e cerco di fare in modo che questo sia sempre l’assunto base del mio lavoro.

Qual è il processo artistico che porta alla creazione dei tuoi lavori? Qual è la più grande fonte di ispirazione?

In un certo senso quello che cerco di fare è raccontare quello che vivo, per cui lascio spesso che sia semplicemente ciò che mi circonda a suggerirmi un’idea, un’immagine o una direzione da prendere, dopodiché il processo di associazioni mentali fa il resto. A volte il punto di arrivo è piuttosto distante dal punto di partenza, il che rende sedersi davanti a un foglio bianco molto più interessante.

Quale tematiche hai deciso di affrontare e approfondire nei tuoi ultimi lavori?

Col tempo sono arrivato a ritenere imprescindibile l’idea di contemporaneità e di arte come processo narrativo oltre che estetico: per riuscire a instaurare un rapporto con l’osservatore qualsiasi opera dovrebbe comportarsi in maniera simile a una fotografia, fissando un momento per trasmettere le sensazioni di chi l’ha scattata. Questa consapevolezza mi ha portato a focalizzarmi sempre di più sulle mie esperienze dirette e sul mio background culturale, perché credo sia l’unico modo per raccontare una storia in modo sincero e interessante.

Come ti rapporti con i tuoi clienti?

Mi capita spesso di dover partire da un’idea o da un concetto più che da un soggetto definito, quindi un aspetto fondamentale del mio lavoro è ascoltare i clienti cercando di leggere tra le righe alla ricerca della giusta chiave di lettura.

Parlaci del tuo rapporto con la fotografia, e della fotografia analogica in particolare

Sono cresciuto tra reflex e diapositive quindi ho sempre avuto familiarità con la fotografia. Mi affascina l’idea di utilizzarla per produrre un oggetto tangibile. Anche se per puro divertimento, ho continuato a scattare in analogico anche dopo il sopravvento del digitale, che uso spesso ma quasi solo per lavoro. Possiedo decine di macchine che coprono un po’ tutti i formati più comuni, senza contare scatole di negativi, provini e stampe.

Cosa rappresenta per te Lomography?

Una reazione anarchica all’idea che una fotografia meriti di essere chiamata tale solo se scattata con attrezzatura costosa da un fotografo professionista con tre assistenti. Tecnica non implica necessariamente espressività!

Raccontaci della tua versione personalizzata della Sardina DIY. A cosa ti sei ispirato?

Quest’anno si celebra il centenario della rivoluzione russa, quindi mi è sembrato appropriato personalizzarla secondo un approccio suprematista basato su forme geometriche essenziali e colori primari. Le sue forme rigorose del resto si prestavano benissimo.

Raccontaci di questa serie di scatti

L’idea di base era quella di raccontare l’erotismo contemporaneo attraverso un’astrazione basata sulla sovrapposizione tra figura femminile, forme geometriche e colori. La Sardina, la cui caratteristica saliente è senza dubbio la capacità di gestire con facilità le esposizioni multiple, mi ha permesso di scattare due o tre volte su ogni fotogramma utilizzando elementi o pose diverse; d’altro canto Emilia, che si è prestata come modella, rappresenta perfettamente il capovolgimento degli stereotipi femminili basati su un’estetica da pinup in favore di un approccio più forte e naturale, che sfiora l’androginia senza per questo perdere sensualità.

Qual è il tuo scatto preferito?

In realtà ho fatto fatica a selezionare gli scatti perché mi piacevano quasi tutti, il che quando si parla di fotografia analogica è un ottimo risultato!

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Grazie mille a Luca per la bellissima versione che ha realizzato della Sardina e per aver condiviso con noi i suoi scatti. Date un'occhiata a tutti i suoi straordinari lavori sul suo sito Internet e profilo Instagram.

Modella: Emilia

Scopri le altre versioni di La Sardina personalizzate da altri artisti emergenti del panorama italiano:

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Scritto da lomosmarti il 2017-05-11 in #persone #arte #fotografia-analogica #doppie-esposizioni #tattoo-artist

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3 Commenti

  1. lunasimoncini
    lunasimoncini ·

    Queste foto sono incredibili!!! *__* complimenti!!

  2. aronne
    aronne ·

    Che meraviglia!

  3. alessandrav
    alessandrav ·

    Mamma mia che arte, tutte spettacolari e da amare!

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