Delicata innocenza: i progetti analogici di Folur

2017-05-19 2

La sfida della fotografia è catturare un'emozione e custodirla per sempre. Chiara è una giovane studentessa che riesce a raccontare la sua storia e quella dei propri amici con estrema empatia e delicatezza. Ha trovato nella fotografia analogica il mezzo più efficace per riuscire a raggiungere questo fine con maggiore realismo e concretezza.

In questa intervista ci parla del suo percorso di avvicinamento a questo medium e di alcuni suoi progetti.

Ciao Chiara e benvenuta su Lomography. Ti va di raccontarci qualcosa su di te e sulla tua passione per la fotografia?

Ciao a voi! Mi chiamo Chiara, ho 20 anni e vivo a Bologna, anche se sono nata ad Agropoli, un paesino sul mare in Campania. La mia passione per la fotografia è nata quando mi hanno regalato la prima macchina digitale per la mia Prima Comunione. Sono sempre stata molto timida, specialmente quando ero più piccola, ma riuscivo ad esprimermi grazie alla fotografia. Mi ha sempre aiutata molto. Da allora sono sempre stata autodidatta.

Scattare in analogico non è un fatto non comune per una ragazza della tua età. Come ti sei avvicinata a questo mondo?

Per il Natale scorso i miei genitori mi hanno regalato la mia prima macchina fotografica analogica: l’analogico mi affascinava già da tempo e volevo mettermi alla prova. Fin dai primi esperiementi, ho capito che la fotografia analogica è la tenica che più mi si addice: da allora scatto quasi esclusivamente su pellicola.

Qual è la caratteristica dell'analogico che ti affascina di più?

Il fatto che, secondo me, rispetti maggiormente la vita:

Come hai scoperto Lomography e cosa rappresenta per te?

Già da tempo conoscevo (ed adoravo!) i prodotti Lomography , ma quando ho iniziato a scattare in analogico ho deciso di provare le pellicole: è stata una fantastica sorpresa. Il risultato è stato maggiore delle mie aspettative: ho utilizzato sia la Lady grey 400 ISO che le pellicole 400 ISO a colori per questi progetti che mi stanno molto a cuore, e penso che con altri rullini non avrei ottenuto lo stesso risultato.

Ci vuoi raccontare un po' degli scatti dei progetti che hai deciso di presentarci?

Before the dawn è un progetto che sto portando avanti da già quasi un anno, e fin’ora ha riguardato tre città. Tutto è iniziato qui a Bologna lo scorso luglio, quando, insieme alla mia carissima amica Lorenza, abbiamo deciso di passare la notte in giro per festeggiare la fine della sessione d’esami. Siamo uscite la sera tardi e abbiamo passeggiato, ascoltato musica, parlato. Ci siamo semplicemente godute Bologna quando tutti (o quasi) dormono fino all’alba, quando pian piano la città comincia a svegliarsi, iniziano a passare i primi bus ed aprono i bar. L’alba è sempre stato un momento magico per me. Dopo questa bellissima esperienza ho cercato di coinvolgere anche altri amici, così abbiamo fatto lo stesso a Milano ed ad Agropoli (per ora).

Sleep when you’re dead è nato spontaneamente: mi trovavo in giro con i miei amici ad Agropoli, d’estate, ed io avevo con me la mia macchina fotografica. Abbiamo deciso, a caso, di andare al luna park e tornare un po’ bambini. Tramite le foto ho cercato di farmi testimone della genuinità di quella serata: tutte le emozioni sono sincere: il divertimento, le risa, la serenità.
Soprattutto per quest’ultimo progetto e per le foto scattate a Milano, ho notato che le pellicole Lomography hanno reso fedelmente i colori, nonostante le abbia scattate di notte, senza flash né treppiede.

Per Shades of Berlin ho utilizzato la pellicola Lady Grey 400 ISO. In questo viaggio ho portato con me due macchine fotografiche: una Minolta che la mia amica Sara mi ha gentilmente prestato e la mia fedele compagna d’avventure Canon EOS 500, per la quale ho utilizzato questa pellicola. Volevo mettermi per la prima volta alla prova con la fotografia in bianco e nero. Non sapevo bene cosa aspettarmi, ma sono rimasta anche questa volta molto soddisfatta. Temevo che l’assenza di colori avrebbe potuto togliere qualcosa alle foto, ma anzi, ritengo che abbiano assunto un’altra sfaccettatura grazie ai forti contrasti e all’ottima resa.

Quale è il tuo scatto preferito di ogni serie e che storia si nasconde dietro?

Shades of Berlin: Questa era la fermata nella fermata della metro vicino all’albergo dove alloggiavo. È la mia preferita sia perché mi ricorda quel quartiere di Berlino che mi è rimasto nel cuore, sia perché rappresenta uno stato d’animo che provo spesso, ovvero quello di essere fuori luogo ma anche in movimento.

Sleep: questa è la mia preferita perché riflette la gioia di quel momento. La sento particolarmente mia per i toni delicati che sono riuscita a catturare “naturalmente”, senza ricercarli troppo.

Before: per questo progetto, sono legata a davvero numerose foto perchè mi ricordano dei bellissimi momenti passati con i miei amici, ma forse questa è quella a cui sono più affezionata. I colori, riprodotti fedelmente dalla pellicola, rendono l’atmosfera magica e viva, due aggettivi che rispecchiano cosa rappresenta questo progetto per me.

Ho notato che in molte delle tue immagini i viso dei soggetti è nascosto. Si tratta di una scelta estetica o concettuale?

Per me lo scopo della fotografia, e dell’arte in generale, è quello di creare empatia tra l’opera e lo spettatore: è condivisione. Forse è per questo che spesso ritraggo me e gli altri di spalle, nella speranza che chiunque possa sentirsi coinvolto nella fotografia.

Hai di recente pubblicato un libro fotografico dal titolo “Presente, un’odissea”, innanzitutto complimenti. Di cosa si tratta?

Questo è il mio primo libro, uscito questo Marzo. Già da circa un anno avevo intenzione di pubblicare un libro, per dare una forma concreta al mio lavoro. Così, quasi per caso, quest’estate tramite Internet ho inviato il mio progetto alla casa editrice a cui è piaciuto e che ha accettato di pubblicarlo. Sono stata abbastanza libera nell’organizzazione, e sono molto soddisfatta sia del risultato, che delle occasioni che questa pubblicazione ha creato. Ho conosciuto molte persone grazie alle presentazioni che ho fatto (per ora a Bologna, a Genova in occasione del concerto dei Baustelle e a Agropoli).

Su quali progetti stai lavorando al momento? E cosa sogni per il tuo futuro fotografico?

Sto portando avanti vari progetti, ma molti nascono sul momento, quindi cerco di vincolare il mio lavoro il meno possibile. Sto anche organizzando future presentazioni (tra cui anche una mostra dopo l’estate a Milano).
Per il mio futuro punto a migliorarmi sia sul punto tecnico che personale; spero di continuare non solo a fotografare, ma anche di riuscire a gustare ogni occasione che la fotografia ha da offrirmi.


Grazie mille a Chiara per aver condiviso con noi i suoi bellissimi scatti. Per scoprire maggiori informazioni sui suoi ultimi progetti ed eventi potete visitare il suo sito Internet, la sua LomoHome e pagina Facebook.

Scritto da lomosmarti il 2017-05-19 in #persone

Maggiori informazioni

Lomography Color Negative 400 (35mm)

Lomography Color Negative 400 (35mm)

Amarai i colori vibranti e la fantastica definizione del rullino Lomography Color Negative 400 35mm.

2 Commenti

  1. cisupertramp
    cisupertramp ·

    Grazie, è bellissimo! <3

  2. aronne
    aronne ·

    Bellissime foto!

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