Domenico Pescosolido: street photography con l'obiettivo Minitar1

2017-07-12

Nonostante un passato da fotografo sportivo, Domenico Pescosolido ha a lungo coltivato una passione per la street photography, in quanto la considera un modo per superare i propri limiti e per imparare a rapportarsi con le persone.

Per il suo progetto fotografico nel sud della Francia, Domenico ha portato con sè l'obiettivo Lomo LC-A Minitar-1, ottica che garantisce colori saturi, brillanti e le vignettature tipiche di Lomography. Vediamo gli scatti che ha realizzato e conosciamolo meglio in questa intervista.

Potresti presentarti alla nostra community, parlarci di te e della tua passione per la fotografia?

Sono nato nel 1968 a Roma, ho studiato scienze politiche e mi sono sempre interessato di questioni sociali. Ho iniziato a fotografare da bambino seguendo gli insegnamenti di mio padre, anche lui appassionato. Ho poi lavorato come fotografo sportivo per diversi anni e diverse agenzie nazionali, con pubblicazioni su molte testate giornalistiche nazionali.

La cosa che mi incuriosì di più, intorno agli 11 anni, era la possibilità di fermare in qualche modo il tempo. La macchina fotografica era uno strano oggetto che permetteva di bloccare il tempo in un dato istante, potevo rivedere una situazione passata o situazioni a cui non avevo mai partecipato o scattate prima della mia nascita.

Ricordo che la mia prima macchina fotografica fu una Kodak Instamatic. Più tardi scoprii le possibilità della macchina fotografica non solo come mera riproduzione ma anche come mezzo espressivo.

Cosa ti piace scattare e quale attrezzatura utilizzi?

Nonostante per lungo tempo abbia svolto a livello professionale l’attività di fotografo sportivo, ho sempre prediletto la fotografia che oggi si definisce street photography, anche se non mi piace dare etichette ai generi fotografici. In fondo tutta la fotografia è un una fotografia di ritratto (concetto ben espresso da Oliviero Toscani): si fa un ritratto a un paesaggio, si ritrae una persona o una situazione... in ogni caso parliamo sempre di ritrarre qualcuno o qualche cosa.

Ho scattato con molte macchine fotografiche e oggi, oltre a coltivare una passione per l’analogico, scatto con macchine Leica (digitali e analogiche).

Fare street photography non è semplice. Ti è mai capitato qualche episodio particolare?

Effettivamente la street photography non è semplice.

Forse, però, la situazione che più mi rimase impressa fu la conoscenza di un signore che viveva in strada e che aveva uno strano accento americano; raccontava di esser stato un famoso musicista, cosa alla quale non diedi molto peso ritendola frutto della sua fantasia. Ci incontrammo molte volte, parlammo spesso e realizzai diversi scatti. Dopo un po’ di tempo ci perdemmo di vista e di lui non seppi più nulla. Diversi anni dopo lessi su un giornale che invece era stato veramente un famoso musicista e che ora era tornato a suonare abbandonando la strada. Ne rimasi molto impressionato ma fui felice per lui.

Come ti documenti sulla fotografia?

Internet è una fonte inestimabile di risorse, quindi spesso ciò di cui si ha bisogno si trova online. Tuttavia, mi piace acquistare libri fotografici di autori che reputo interessanti.

Raccontaci di questi scatti realizzati con l'obiettivo Minitar.

Da molto tempo porto avanti un progetto per raccontare le persone e la vita nella Francia del Sud, luogo che frequento spesso. La calma dei luoghi unita alla varietà degli stili di vita all’interno della stessa regione permette sempre nuove scoperte. Spesso si è attratti dal paesaggio della Francia del Sud ma in realtà è la vita delle persone che assume un ritmo diverso e molto variegato. Si passa dalla grande città (Marsiglia e Tulon) ai piccoli borghi e alle cittadine. Molte storie si nascondono in una regione del genere.

Ho usato il Minitar sulla Leica M10 ed è stata una sensazione fantastica. Un obiettivo piccolissimo che praticamente non aggiungeva nulla in termini di peso e grandezza al corpo macchina. Inoltre, la messa a fuoco è semplicemente istantanea in quanto basta chiudere un minimo l’obiettivo per permettere l’uso dello zone focus senza possibilità di errore.

Quale caratteristica dell'obiettivo hai apprezzato in particolare e quale consiglio daresti a chi lo utilizza per la prima volta?

Le tinte calde e pastello dell’obiettivo rendono a pieno l’atmosfera del Sud della Francia che cercavo per i miei scatti Il Minitar è sicuramente l’ottica da mettere in borsa se si vuole andare alla scoperta di luoghi nuovi e si vuole ritrarre tutti gli aspetti del quotidiano.

A chi lo utilizza per la prima volta, direi che per scatti di street photography ci si può dimenticare della messa a fuoco impostando l’obiettivo a f/8. Se lo si usa per i ritratti, l’effetto pastello sarà assolutamente un plus.

Per concludere: cosa ti ha insegnato e continua a insegnarti la fotografia?

La fotografia non è un’arte fina a se stessa. Tutto ciò che facciamo, vediamo e ogni nostra esperienza concorre a creare dentro di noi una certa “fotografia” e questa si manifesterà nei nostri scatti.

Quando scattiamo una fotografia non ritraiamo solo quello che è davanti al nostro obiettivo ma in qualche modo anche noi stessi: essa conterrà anche ciò che è dietro l’obiettivo, cioè noi.

Per me la fotografia è una continua esplorazione interiore oltre che un momento di comprensione della realtà.


Ringraziamo Domenico per le fotografie e il tempo dedicatoci, per continuare a seguirlo potete visitare il suo sito web e il suo account flickr.

Scritto da lomogiu il 2017-07-12 in #gear #persone #street-photography #analogue-photography #fotografia-analogica

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