Scatti glamour di Fabio Bozzetti

2017-08-07

Fabio Bozzetti è un fotografo di moda di successo, che lavora con brand e magazine di fama internazionale. Il suo stile si caratterizza per essere mai scontato e banale, ma al contrario sempre speziato e intrigante.

Vediamo gli scatti realizzati con l'obiettivo Daguerreotype Achromat e con la Lomo'Instant Automat Glass e conosciamolo meglio in quest'intervista.

Model: Giulia Lippi

Ciao Fabio e benvenuto su Lomography! Potresti raccontarci di te e di come è nata la tua passione per la fotografia?

Beh devo dire che è stato tutto abbastanza casuale. E' vero che mio padre, come molte persone degli anni '70, aveva la sua camera oscura dove sviluppava le foto scattate. Ma, pur avendo avuto sempre queste vecchie Nikon a casa, la passione è nata verso i 28 anni dopo un lungo percorso nel quale ho cercato di capire come potevo dare la "mia visione". E ho trovato nella fotografia il miglior mezzo.

Come si è evoluto il tuo stile fotografico durante gli anni?

L'evoluzione dello stile fotografico o meglio i suoi cambiamenti sono stati dovuti in particolar modo a quelli che, nei vari anni, sono stati i miei punti di riferimento fotografici. Patrick Demarchelier è stato sicuramente il primo tra questi. Uno stile fotografico eterno, scatti che non saranno vecchi nemmeno tra 40 anni. Ma la moda è un'arte in continua evoluzione e per lavorare bisogna anche adeguarsi a ciò che viene richiesto dal mercato in un periodo specifico. Quindi col tempo oltre ai miei "maestri" ho integrato anche le riviste considerate cool in un certo periodo e che hanno dettato uno stile.

Quale aspetto ti piace maggiormente del tuo lavoro? Hai qualche fissazione particolare in quanto fotografo?

Ciò che apprezzo di più del mio lavoro è il non considerarlo tale. La scelta di essere un fotografo è stata fatta alla fine del mio percorso universitario in psicologia e dopo
un master in sessuologia. A 28 anni ho deciso di abbandonare questi studi per dedicarmi completamente alla mia passione per farla diventare un lavoro. E vivere di
ciò che si ama è sicuramente la cosa più gratificante.
Riguardo le mie fissazioni beh, apprezzo i mood non banali o scontati. Mi piace inserire sempre qualche elemento definibile "malato" nelle mie foto. Non amo le opere d'arte che devono essere interpretate. A me piace dare messaggi diretti, tirare fuori stati d'animo attraverso gli scatti. La ricerca di come non cadere nel banale ecco, questa può essere considerata la mia fissazione.

Quali progetti ti appassionano maggiormente?

Il ritratto è da sempre una mia grande passione ma in generale, come dicevo, apprezzo i lavori che comunicano qualcosa. Noto da due anni una ripetizione di idee notevole. Centinaia di servizi simili, con le stesse pose, styling quasi per nulla diversificati e coloring identici. Una penuria di ricercatezza davvero preoccupante.
Ecco, tutto quello che può uscire da questa empasse ha la mia massima attenzione.

Come si svolge il tuo processo creativo? Hai un metodo specifico?

Mi lascio ispirare da tutto. Ho avuto la fortuna di fare da assistente a persone che mi hanno fatto capire come ogni cosa possa diventare un mood fotografico. La rivisitazione di un libro, un film, una sindrome, uno stato d'animo. La fotografia di moda non è necessariamente una foto dove si legge bene il capo, con una bella luce e una bella posa. Tim Walker è uno dei maggiori rappresentanti del concetto di cui sto parlando.

C’è qualche fotografo/i che ha esercitato una particolare influenza su di te?

Demarchelier e Tim Walker li ho citati prima ma sicuramente anche Mario Sorrenti è stata una profonda ispirazione, così come Herb Ritts, Patrick Swirc (che con il suo
ritratto di Clint Eastwood ha realizzato la foto che amo di più in assoluto). La lista sarebbe lunghissima anche perchè dovrei inserire i tanti fotografi che ho conosciuto nella mia vita e che poi sono diventati amici e che, chi più chi meno, mi hanno sempre dato degli spunti di riflessione per migliorarmi.

Nel tuo sito si legge che per te il lavoro in team è la cosa più importante. Come riesci a coordinare il lavoro di tante persone persone e entrare in sintonia con loro?

In realtà non è difficile. Ho un grande intuito per capire chi può essere un piantagrane durante lo shooting. Lo capisco già dal primo caffè conoscitivo e quando
si affaccia questa possibilità semplicemente evito che si possa presentare l'occasione di lavorarci assieme. Non stiamo salvando il mondo quindi nervosismi o tensioni durante lo shooting sono assolutamente banditi. Si possono fare comunque splendidi lavori anche con il sorriso sulle labbra e un'atmosfera rilassata.

Cosa hai deciso di fotografare con l'obiettivo Daguerreotype? Quale fotocamera hai utilizzato?

Ovviamente modelle, con le quali posso giocare su più piani, dal ritratto alla figura intera integrata in un paesaggio. E ho scattato con una Nikon D800.

Questo obiettivo è una continuazione della tradizione sperimentale di Lomography. Quali effetti particolari hai ottenuto utilizzandolo e per quali progetti lo consiglieresti?

Assieme alla velatura dell'obiettivo, i diaframmi a stella o a cerchio fanno sì che i punti luce assumano quella forma che rende lo scatto molto interessante. Lo consiglierei sicuramente per ritratti e mezzi busti che avrebbero come contorno gli effetti citati, valorizzando maggiormente il soggetto.

Cosa pensi invece della fotografia istantanea?

In realtà ho già un'istantanea e trovo in queste fotocamere la riscoperta di ciò che era la fotografia. Ovviamente non sono adatte in tutte le occasioni ma sicuramente per situazioni come le vacanze sono lo strumento ideale da portare dietro. Se si scelgono con attenzione i momenti giusti da immortalare si avranno subito poche foto stampate che dureranno nel tempo (e fa sempre piacere rivederle su carta di tanto in tanto) invece di 12.000 scattate con il cellulare che finiranno subito nel dimenticatoio (difficile che tra 20 anni avremo ancora in memoria quelle foto in qualche hard disk o in un supporto che possiamo leggere; vi ricordate 20 anni fa cosa usavate per salvare gli scatti? Ecco, avreste ancora la possibilità di utilizzarli ancora adesso? Rispondendo a questa domanda avete capito il concetto).

Quali sono state le tue prime impressioni della Lomo'Instant Automat Glass ?

Non è immediatamente intuitiva e necessita sicuramente della lettura del libretto di istruzioni. Altre macchine lo sono di più ma semplicemente perchè hanno meno
funzioni (ON, OFF, flash si, flash no, metri dal soggetto e basta). Ovviamente avere più funzioni richiede uno studio più approfondito del mezzo ma anche la possibilità di
personalizzare maggiormente lo scatto.

Per quali progetti la consiglieresti?

Sicuramente è uno strumento che può essere usato come "fissatore di ricordi". Un compleanno o una vacanza possono essere rivissuti meglio con una foto cartacea
(che a differenza della pellicola non deve avere nemmeno l'onere di essere portata in un centro sviluppo per averla tra le mani). Ma in più può essere ottima anche come
integrazione delle foto di editoriali in quanto, in questo specifico periodo, le istantanee sono molto apprezzate anche dai magazine e possono essere un valore aggiunto al
servizio.


Per vedere altri lavori di Fabio, potete visitare il suo sito e profilo Instagram.

Scritto da lomosmarti il 2017-08-07 in #persone #obiettivo #attacco-nikon #daguerreotype-achromat

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