Mattia Giordano: tra analogico e digitale

2017-11-17

Mattia Giordano è un regista e fotografo italiano che lavora per diversi progetti in campo commerciale e musicale. I suoi contenuti si caratterizzano per un interessante utilizzo del colore e delle gestualità corporee e facciali.

Ha realizzato alcuni scatti utilizzando l'obiettivo artistico Daguerreotype Achromat in digitale, accanto ad alcuni scatti realizzati su pellicola.

© Mattia Giordano (analogico)

Ciao Mattia! Ci puoi raccontare della tua storia con la fotografia?

Non ricordo esattamente la prima volta che pensai concretamente alla fotografia, ma non dimenticherò mai di quanto mi piacessero da bambino le usa e getta (che portavo ovunque). Quando finivo gli scatti fingevo che le cartoline o i fogli fossero una macchina fotografica e se non avevo nemmeno quelli, scattavo con gli occhi, come faccio tutt’ora.

Come defineresti il tuo stile visivo e come si è sviluppato nel corso degli anni?

Definirei il mio stile come un aggiungere alla quotidianità più colori. La mia ossessione è creare foto che abbiano sempre una dominante di colore, senza di essa la foto mi sembra disordinata e troppo piena, come se gli elementi volessero straripare dalla foto.

© Mattia Giordano (analogico)

Su cosa stai lavorando ultimamente?

Sto lavorando a dei lookbook per brand ed editoriali per magazine, alla direzione di video musicali, inoltre espongo in giro per l’Italia una serie di foto, tutte scattate con l’iphone. La mostra si chiama “Memo”.

Come scegli i soggetti per i tuoi lavori e da cosa ti fai ispirare?

Mi lascio ispirare dalla quotidianità, piena di bellezza nella semplicità. Osservando la mia ragazza, un bel film, un anziano che mi guarda stranito, persino la pizza che sto mangiando. La scelta di oggetti e soggetti avviene in maniera spontanea.

Scatti sia in digitale che in analogico: come ti alterni tra i due mezzi? Per quali tipologie di progetti prediligi la pellicola e perchè?

Quando posso porto dietro sia la macchina digitale che una delle mie analogiche perché non so mai cosa mi aspetta e quale sarà la più adatta al momento. Prediligo la pellicola, alla quale sono più affezionato, per i miei progetti più intimi e personali, come foto ricordo e per fini artistici.
In digitale si ha più libertà di sperimentare ma il poter alterare così tanto la foto originale toglie sincerità al momento.

© Mattia Giordano (analogico)

Cosa hai scattato con Daguerreotype Achromat Art Lens?

Ho usato questo obiettivo per scattare principalmente alla mia ragazza, Giulia Anna Kapelanczyk, ispirato dalla sua essenza sognante e da eterna bambina. Ritraendola come intrappolata in un sogno in cui la natura la avvolge, nutre e accarezza. Ho scattato senza l’aiuto del flash per dare un effetto più morbido e naturale; sfruttando la luce dei lampioni che emanavano una luce calda e soffusa.

© Mattia Giordano (digitale)

Come ti sei trovato con questo obiettivo e quale consiglio daresti a chi lo utilizza per la prima volta?

È stato divertente sperimentare il funzionamento dell’obiettivo e ho apprezzato molto la sfocatura particolare che dona un effetto etereo alle foto.

Consiglio di sperimentare tutti i piatti di apertura speciali (inclusi con l’obiettivo) che permettono alla sfocatura di avere forme diverse così da scoprire e sperimentare nuovi risultati. Lo consiglio per i ritratti e gli amanti degli scatti notturni.

© Mattia Giordano (digitale)

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Foto digitali: Fotocamera Sony A7S , obiettivo Daguerreotype Achromat

Per vedere altri lavoro di Mattia, date un'occhiata al suo sito, profilo Instagram e Facebook.

Scritto da lomosmarti il 2017-11-17 in #persone #sony #obiettivi #art-lens #daguerreotype-achromat #obiettivi-artistici

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