Luca Ortolani con Naiad ai concerti di Coez ed Ex-Otago!

Dopo aver provato il nostro obiettivo artistico Petzval 58 Bokeh Control, il nostro LomoAmigo Luca Ortolani ha provato per noi Naiad, il nuovo obiettivo per Neptune Convertible Art Lens System: un 15mm f/3.8 super grandangolare.

Lo ha testato immortalando i concerti di Coez (grazie alla gentile concessione di Antenna Music Factory e Big Time ufficio stampa) e degli Ex-Otago (grazie a Garrincha Dischi ).

Credits: Luca Ortolani / Band: Ex-Otago

Ciao Luca, bentornato su Lomography! Parlaci della tua esperienza da fotografo live: da quanto ti occupi di questo genere di fotografia?

Ciao! Diciamo che circa dal 2009 fotografo eventi e live. Ho iniziato come fotografo ufficiale di una delle maggiori disco della mia zona, dove quasi ogni sabato sera fotografavo artisti più o meno famosi.

Piano piano mi sono creato il mio stile, cercando di cambiare la prospettiva visiva in base ad ogni artista.

Dal novembre scorso ho fondato, assieme alla giornalista Sara Alice Ceccarelli, un magazine online di live report, Vez Magazine: un magazine che tende a far esaltare l’anima artistica dei live, con ottime, o almeno lo spero, fotografie, arricchite da un articolo scritto da Sara o dalle giornaliste che collaborano con noi, quando possibile.

Credits: Luca Ortolani / Artista: Coez

Quali sono gli aspetti più complicati di questo tipo di fotografia?

Sicuramente uno degli aspetti più complicati di questo tipo di fotografia è l’imprevedibilità: nessun live è mai uguale a quello prima, mai, nemmeno se fotografi ogni giorno nello stesso club o palazzetto.

I fattori che più incidono sono: le luci, il palco e la presenza scenica di chi ci sta sopra, perché il comportamento di una band o artista può cambiare da concerto a concerto, rendendo ogni spettacolo imprevedibile anche se conosci molto bene chi stai fotografando.

Un altro aspetto negativo è sicuramente il poco tempo a disposizione. Di prassi possiamo fotografare durante le prime tre canzoni, senza usare il flash. A volte capita che la band modifichi le tempistiche o le modalità: con gli Ex-Otago avevo 6 canzoni; con Bryan Adams meno di 2 minuti; con Elio e le storie tese dovevo stare in mezzo alla gente; con Ligabue dovevo fotografare dal mixer...È sempre una nuova avventura.

Altro aspetto complicato, anche se meno influente rispetto agli altri, è l’affollamento di fotografi sotto il palco. Spesso siamo in tanti e molte volte finiamo per pestarci i piedi, alcuni prendono gomitate o addirittura ricevono minacce perché entrati nel campo visivo di un altro fotografo; altri invece fanno le corse per prendersi il posto migliore: insomma a volte è una vera e propria guerra, sopratutto nei festival o nei grossi eventi.

A me non importa tanto di prendere il posto migliore o altro, alla fine come diceva il grande Arrigo Sacchi: "Serve occhio, pazienza, e buco del culo” :)
Credits: Luca Ortolani / Artista: Coez

Come ti prepari per fotografare una band che non conosci, magari in un contesto nuovo?

A volte qualche giorno prima mi ascolto qualche canzone e faccio una breve ricerca sul web, altre volte invece vado alla cieca.

Penso che non esista una preparazione per i live, alla fine sai quasi sempre chi vai a fotografare, almeno il genere di musica. Poi che tu possa trovarti davanti alla frenesia di 4 ragazzotti che urlano o alla calma di un pianista, poco cambia.

Torniamo all'imprevedibilità: devi sempre essere pronto, e sapere risolvere gli imprevisti o le situazioni inattese. Sono proprio i contesti nuovi che ti fanno salire più adrenalina e, alla fine, ti fanno tirare fuori le foto migliori. Forse andrò un po' controcorrente, ma un palco che non hai mai fotografato è, a mio avviso, più interessante di uno in cui hai già scattato mille volte dove conosci a memoria le luci e i colori.

Credits: Luca Ortolani / Band: Ex-Otago

Raccontaci di questi scatti realizzati con Naiad. Come ti sei preparato? Com'è stato scattare in questo contesto frenetico? Cosa ne pensi dell'effetto finale e della particolare distorsione?

Non ho fatto a tempo a ricevere il Naiad che era già agganciato alla mia reflex!
Per prima cosa, ho fatto qualche scatto in giro per Milano per provarlo e per regolarmi con la distorsione: è un obbiettivo molto robusto e ben fatto, con una lente di ottima qualità. Al contrario delle altre focali non si riescono a notare le forme particolari del bokeh, ma è normale avendo a che fare con una lente grandangolare così estrema.

Ovviamente durante i live sono dovuto rimanere distante dalla band e, anche quando potevo avvicinarmi di più, dovevo farlo in maniera graduale e mai troppo invasiva. Purtroppo avendolo solo per qualche giorno sono riuscito a provarlo in concerti molto tranquilli e non ho potuto testarlo in contesti forse più adeguati a questo tipo di lente, ma spero di riaverlo presto tra le mani.
L’effetto finale mi ha soddisfatto e penso possiate notarlo anche voi dalle foto.

Credits: Luca Ortolani / Band: Ex-Otago

Grazie Luca per questa intervista e per le splendide foto! Potete vedere l'altra intervista a Luca nel nostro magazine, oppure seguire i suoi lavori nel suo sito web oppure nei suoi profili Facebook e Instagram.

Scritto da paolocunico il 2018-04-05 in #gear #persone #neptune-convertible-art-lens-system #naiad #luca-ortolani #fotografia-live

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