Il mondo fotografico del lomografo soft-focus

2018-01-30 9

Il nostro community member soft-focus, al secolo Mauro Fumagalli, ci ha gentilmente concesso un po' del suo tempo per esplorare la sua passione per la fotografia: una chiacchierata che parte dalla prima fotocamera ricevuta in regalo fino a dei preziosi consigli per gli appassionati di fotografia.

Credits: soft-focus

Ciao Mauro, benvenuto su Lomography! Per iniziare vorremo proporti il quiz che abbiamo sviluppato per capire che tipo di fotografo sei.
Puoi dirci il tuo risultato? Ti rispecchia come fotografo?

Ciao Paolo e buongiorno a tutta la community di Lomography! Grazie per avermi invitato a rispondere a quest’intervista! Ti confido che avevo già fatto il quiz circa un mese fa, per pura curiosità, e il risultato è stato che sono un fotografo Retro Romantic. Direi che mi rispecchia perfettamente, non solo per quanto concerne la fotografia.
In effetti, forse il termine più calzante per descrivere me stesso, il mio modo di sentire e le mie espressioni artistiche è il portoghese saudade, quel sentimento di profonda malinconia o nostalgia per qualcosa di sconosciuto eppure che si sente irrimediabilmente perduto.

Credits: soft-focus

Quando e come è iniziata la tua passione per la fotografia?

Crebbi negli anni Ottanta e ricevetti una fotocamera quando avevo otto o nove anni. Era una Minolta FS-E II, una compatta a 35mm senza alcuna regolazione. La usai durante le gite con la scuola oppure in occasione di ricorrenze speciali, quali compleanni o feste comandate, producendo le classiche istantanee di famiglia che non hanno alcun valore se non per chi le ha scattate.

Non ero interessato davvero alla fotografia. Solo in seguito, a vent’anni circa, cominciai a scoprire le opere dei grandi fotografi, specialmente quelli attivi nel campo della moda, del ritratto e del nudo, come Richard Avedon, Herb Ritts, Helmut Newton, Uwe Ommer. È stato allora che capii che la fotografia offre delle possibilità espressive e che è in grado di operare un vero miracolo: ritrarre e trasmettere la bellezza.

Quindi mi dedicai alla lettura de "Il libro della fotografia", un manuale del famoso Andreas Feininger, che fu in grado di aprirmi gli occhi su questo vasto e complicato orizzonte artistico. Capire come funzionasse davvero una fotocamera mi stimolò ad impugnare la reflex Nikon F2A di mio padre e a cercare di impadronirmi della tecnica. Il resto, come si suol dire, è storia.

Credits: soft-focus

Da cosa ti fai ispirare per scattare una fotografia?

Dal momento e dalle sensazioni che un paesaggio o un soggetto sanno trasmettermi, ma anche dal mio stato d’animo. Quando mi sento in sintonia con ciò che mi circonda le foto risultano quasi tutte buone, ma quando mi sento disconnesso e distante ho imparato che è meglio lasciare la fotocamera nel cassetto. Potrebbe non sembrare, ma anche la fotografia è un’arte performativa: non è mai uguale e dipende moltissimo dall'emozione di chi scatta. Si possono sempre ottenere degli scatti tecnicamente validi, specialmente se questo hobby diventa un lavoro, ma solo in alcuni di essi c’è il cuore, l’autenticità del sentimento.

Credits: soft-focus

Cosa ti piace della fotografia analogica e dei prodotti Lomography?

Premetto che amo la fotografia in generale, sia analogica che digitale. Utilizzo entrambe, si tratta soltanto di un mezzo. Della fotografia analogica mi piace il fatto che l’immagine sia data davvero dalla luce, è un fenomeno che esiste in natura, una cosa che i pixel riescono solo ad imitare. Mi piace il fatto che sia la combinazione di più fattori a creare una fotografia: tipo di luce, tipo di fotocamera, tipo di obiettivo, tipo di pellicola, tipo di sviluppo, tempi e temperature di sviluppo. Inoltre, amo le stampe. Non ho uno scanner per negativi, perché mi piace tenere le foto fisicamente in mano, è un altro modo per differenziarle da quelle digitali.

Per quanto riguarda Lomography, in un’epoca di tecnicismo imperante e molto spesso assurdamente fine a se stesso, essa ha cercato di aggiornare ai nostri tempi l’antica filosofia della Eastman Kodak “tu schiaccia il bottone, noi faremo il resto”. Il suo motto più famoso “non pensare, scatta” torna a promuovere proprio quel tipo di approccio spensierato e ludico, a volte sconsideratamente casuale alla tecnica fotografica.

Si tratta di una filosofia agli antipodi rispetto a quello di Feininger, ma che non va scartata a priori, perché può portare a risultati estremamente stimolanti. Per questo mi piacciono le toycamera come Holga 135 TIM, Actionsampler e Diana Mini: perché sono completamente diverse dalle altre fotocamere che uso, come Nikon F2A o Minox GT-E.
Ci sono poche o nessuna regolazione, sono piccole e leggere, hanno lenti di plastica e a volte più di una lente, per questo le immagini che restituiscono sono originali e creative. Senza voler fare sviolinate, credo che un’altra buona cosa che Lomography ha fatto è stato creare questa community, un luogo dove ci si possono scambiare esperienze e consigli, dove ci si preoccupa di avere un rapporto costruttivo con gli altri. Qui mi sento spronato a fare cose che prima non avevo mai fatto e che ho scoperto proprio grazie agli scatti degli altri membri.

Credits: soft-focus

I tuoi ritratti mi hanno particolarmente colpito, sopratutto per i colori tenui che danno alle foto un bellissimo tocco rétro. Questo è un risultato più figlio dello studio e della tecnica oppure dell'improvvisazione?

Grazie mille per il complimento! Direi che si tratta di cercare di fondere entrambe le cose. Non programmo mai niente nel dettaglio, tutt'al più scelgo la location e l’abbigliamento. Quando faccio un ritratto che vuol essere curato, uso fotocamere che mi permettano di tenere sotto controllo tutti i parametri.

Utilizzo la luce solare il più possibile oppure, se proprio devo scattare in interni con luce artificiale, uso quella dell’ambiente in cui mi trovo. Niente flash. Troppa luce e troppe luci spesso rovinano una buona foto, per questo mi piace adeguarmi a quella che ho a disposizione.

Inoltre, cerco di rendere il soggetto nel modo più naturale possibile, poiché trasmettere la sua intrinseca bellezza è il mio vero scopo. Per il resto, i colori dipendono dalle pellicole e da come interagiscono con gli obiettivi e con la luce.

Credits: soft-focus

C'è una foto alla quale sei particolarmente affezionato?

Ce ne sono tante che mi soddisfano in pieno. Direi che queste sei sono tra le migliori:

Questa perché è il ritratto più costruito che ho realizzato, ma riesce anche a trasmettere la giusta emozione.

Credits: soft-focus

Questa perché l’immagine a sinistra dimostra quali regali meravigliosi a volte possa fare la casualità. Ho voluto fare una doppia esposizione con un filtro soft-sorround blu, e questa è stata la parte conscia dell’operazione, ma il riuscire a centrare il tutto è stato un vero miracolo!

Credits: soft-focus

Questa perché rappresenta uno dei miei leitmotiv: la fabbrica che è il centro del mio paese e che sta cadendo a pezzi. La amo così com’è e voglio vederla sbriciolarsi sotto i miei occhi. L’immagine mi piace in particolare perché l’ho scattata di notte, con cavalletto e tempo di posa di un minuto e mezzo, e il redscale ha dato una tonalità fantastica!

Credits: soft-focus

Questa perché c’era una luce eccezionale, che il redscale ha esaltato ancora di più. Amo la golden hour.

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Questa perché rappresenta un’altra felice intuizione realizzata al volo, con una fotocamera compatta. Dimostra come spesso reflex digitali da migliaia di euro e ore di Photoshop siano assolutamente superflui.

Credits: soft-focus

Questa perché sono riuscito davvero a catturare un ritratto spontaneo, pieno di sentimento.

Credits: soft-focus

Cosa rende un fotografo un bravo fotografo?

La sua capacità di guardare e quella di saper comunicare ad altri ciò che ha visto attraverso uno scatto. Quando si osserva una foto e si viene da essa irrimediabilmente attratti, quella è l’opera di un bravo fotografo, che sia un professionista o meno.
La bellezza è nell'occhio di chi guarda, ma prima ancora dev'essere in quello di chi scatta.

Credits: soft-focus

Hai qualche consiglio da dare ai membri della nostra community?

Sono i consigli che do a me stesso e che cerco di mettere in pratica, anche se non sempre ci riesco.

Cercate di mettere il cuore in tutto quello che fate. Non scattate tanto per farlo, cercate di catturare e trasmettere un’emozione. Può darsi che gli altri non arrivino a recepirla, ma almeno voi saprete che quella che avete fatto è una foto autentica.

E provate nuove tecniche e nuove fotocamere, se potete, perché ciò vi spingerà a modificare ed arricchire il vostro stile fotografico, magari anche solo impercettibilmente.

Credits: soft-focus

Grazie mille Mauro per aver condiviso con noi le tue foto e il tuo tempo. Scoprite tutte le sue foto nella sua LomoHome

Scritto da paolocunico il 2018-01-30 in #persone #lomohome #holga #diana #soft-focus #intervista #community-memeber

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9 Commenti

  1. ilcontrariodime
    ilcontrariodime ·

    adorabile lettura @soft-focus =)

  2. sirio174
    sirio174 ·

    @paolocunico Ciao, sei tu il nuovo responsabile del magazine italiano? Ho appena scritto a @bartolomo con alcune mie idee per nuovi articoli.

  3. soft-focus
    soft-focus ·

    Mi fa piacere @ilcontrariodime ! Grazie mille!

  4. soft-focus
    soft-focus ·

    Grazie @lomography e soprattutto a @paolocunico !
    E grazie a chiunque legga e apprezzi!

  5. aronne
    aronne ·

    @soft-focus ebbravo il sciur fumagalli!

  6. aronne
    aronne ·

    @soft-focus belle foto, ogni tanto passo dalla tua home a dare una sbirciata e non rimango mai deluso! 🙂

  7. soft-focus
    soft-focus ·

    Grazie mille @aronne per le belle parole!

  8. superlighter
    superlighter ·

    un intervista davvero bella da leggere. bravo @soft-focus

  9. soft-focus
    soft-focus ·

    Grazie @superlighter !

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