Al diavolo la perfezione. Libertà alla fotografia!

Storie monocromatiche: un’intervista a Dave Clarke

A Lomography adoriamo quando artisti esplorano la loro creatività sperimentando con un nuovo mezzo di espressione – specialmente quando si tratta di qualcosa di completamente diverso rispetto al medium per il quale sono diventati famosi.

Abbiamo il piacere di presentare il lavoro di Dave Clarke, DJ e produttore dal fascino punk, che ha lasciato un’impronta ben marcata e decisa nella scena della musica techno fin dal suo esordio, oltre 20 anni fa.

L’anno scorso ha pubblicato il suo nuovo album dal titolo The Desecration of the Desire, catturando l’attenzione della critica e degli amanti della musica elettronica grazie alla sua atmosfera noir e vocal misteriosi. Pur continuando a suonare in giro per il mondo, alternando grandi festival a club underground, e a condurre il suo programma radio settimanale White Noise, si ritaglia comunque del tempo per coltivare la passione della fotografia.

Gli abbiamo inviato una Lomo’Instant Automat Glass in modo che possa sperimentare con la fotografia istantanea. Vediamo gli scatti realizzati e conosciamolo meglio in quest’intervista.

Ciao! Abbiamo saputo che sei appassionato di fotografia. Che rapporto hai con questo mezzo espressivo?

Il mio interesse è iniziato da bambino: mio papà ne era infatti appassionato, ma più del lato tecnico che del soggetto in retrospettiva. Era un grande fan della Minolta e sempre alla ricerca delle ultime novità. Mi ha trasmesso questa passione e mi regalò la sua vecchia SLR, dandomi anche in prestito gli obiettivi. L’unico problema era che non potevo permettermi di sviluppare spesso i rullini, dunque ero limitato nell’utilizzo, ma sicuramente ha fatto nascere in me qualcosa.

Mi rendo ora conto di come mio padre abbia avuto un ruolo davvero importante nel concedermi la possibilità di sviluppare un approccio creativo, sia musicale che visivo… la piena e consapevole realizzazione di ciò da parte mia è avvenuta solo di recente.

Mi sono poi accorto che per qualche ragione molti dei miei amici ne sono appassionati o sono proprio fotografi di professione: ci deve essere qualcosa in loro che mi piace, un modo di pensare forse… Mi sono sempre interessato al loro lavoro, alcuni avevano Hasselblad largo formato, altri Nikon…. Poi il digitale ha preso piede e a quel punto la fotografia è per me fuggita nei retroscena.

Si tratta di qualcosa che si è sviluppato contemporaneamente al tuo lavoro per il tuo nuovo album, o più in generale collegato a un periodo di maggiore riflessione interiore?

Si e sviluppato in diversi modi. Parlando con amici che fanno foto, essermi sentito dire di avere occhio per la luce e per l’inquadratura mi ha conferito sicurezza. Inoltre, anche il fatto di essere spesso soggetto di fotografi talentuosi, come Rankin, ha sicuramente avuto un ruolo… osservavo infatti il loro modo di lavorare. Inoltre, parlare con Marilyn Clark per me è sempre stato fonte di ispirazione.

Si tratta di qualcosa di completamente diverso dal lavoro per il mio album. Forse, per un progetto futuro (se abbastanza buono), combinerò entrambi gli approcci, ma per ora ho davvero molto da imparare.

Cosa rappresenta per te la fotografia?

Si tratta di un modo per per dare senso al modo... un’ombra può avere davvero valore per me, la luce mi colpisce ed entra in me. Non mi interessa molto scattare ritratti, quanto piuttosto paesaggi… e di solito tendono ad essere alquanto striduli, che sia tratti di natura o urbani.

Amo il bianco e nero, da sempre. Credo di avere capito il perché di questa attitudine grazie alla spiegazione data da Platone, che ho sentito in un documentario, di recente.

Cosa ti ispira?

La musica, ovviamente. La luce, gli odori… credo che i miei sensi siano piuttosto ipersensibili. Sono così fortunato che il cibo o la luce in qualche occasione possono davvero donarmi belle sensazioni e confortarmi. La musica ci sarà sempre per me, e lo è stato quando ho scattato queste foto a Hong Kong.

Ci puoi raccontare di questi scatti?

Tre piccole serie.. la prima è di antichi mostri e guardiani, la seconda di imbarcazioni e infine animali che vivono la loro vita… piccoli e veloci scatti delle vacanze.

Come ti sei trovato a scattare con una fotocamera istantanea?

Inizialmente un po’ ostico... amo impegnarmi in fare qualcosa, dunque da questo punto di vista la fotografia analogica viene naturale, anche considerando gli anni in cui sono cresciuto. Ma la fotografia istantanea ha le sue limitazioni, che trovo un po’ difficili da gestire, dal momento che sono abituato a influenzare e dare forma alla mia musica, mentre qui invece viene già fatto per te... probabilmente ho bisogno di più tempo.

Come mai secondo te sempre più persone si stanno avvicinando e appassionando alla fotografia istantanea?

Ad Amsterdam vedi ovunque ragazzi con istantanee… tutti hanno uno smartphone ma nessuno poi ha tempo per riguardare le foto e fare qualcosa con queste, tirarle fuori dal cellulare per attaccarle sul frigo o in un libro.

Le fotocamere istantanee lo fanno per te…il ricordo del momento è lì. Se la foto ti piace, poi la metterai da qualche parte a casa, senza ripensarci.

Per quanto riguarda la musica, sembri essere molto istintivo. Succede lo stesso anche nella fotografia? Quali sono le differenze tra il tuo stile musicale e quello fotografico?

Mi ci vorrà ancora molto tempo affinché arrivi a quel livello con la fotografia. Mi sto appena facendo le ossa, credo siano necessarie almeno 10mila ore perché l’istinto possa prendere davvero piede. Mi viene abbastanza facile scorgere un particolare o la giusta angolazione dal momento che ho sviluppato i miei sensi fin da quando sono piccolo, ma imparare la tecnica e farla sembrare trasparente, quello sì che richiede tempo. Posso partecipare a dei workshop, ma considerando che ho imparato da solo a produrre musica, spero di poter continuare anche qui da solo. Non mi piace descrivere nei dettagli la mia musica, preferisco che a farlo siano gli altri… per quanto riguarda il rapporto tra fotografia e musica, credo sia davvero troppo presto.

Qual è l’elemento chiave della musica, che è rimasto coerente per tutta la tua carriera?

Il fatto che non mi sono venduto, seguendo le mie regole e stando fuori dal sistema.

Quale consiglio daresti a te stesso, 20 anni fa?

Niente di particolare… la retro riflessione è bellissima ma purtroppo non si può viaggiare indietro nel tempo…. in ogni caso direi "stai attento a chi dai la tua fiducia".

Parliamo del tuo processo creativo. Cosa mette in moto la tua creatività? Il rapporto con il tuo pubblico ha anche un’influenza, o si tratta di un processo individuale?

Il pubblico no. Faccio musica per me stesso, se avessi fatto musica per costruzioni commerciali come Tech-House o EDM allora certo che sarebbe importante pensare al pubblico, in quanto si tratta di un prodotto e non di arte. Non sono troppo appassionato di di iniziare le tracce, ma quando arrivo al punto di essere davvero entusiasta é quando si tratta di mixare, quello per me è poesia.

Per il tuo nuovo album hai collaborato con diversi artisti. Come nasce una collaborazione? Da coincidenza, amicizia, ammirazione? O si tratta di un processo più complesso?

Le collaborazioni devono nascere solamente da ammirazione, l’amicizia può arrivare in un secondo momento, ma non è quello su cui le collaborazioni devono basarsi. Le collaborazioni sono davvero importanti, gli artisti con cui ho collaborato sono stati per me fonte di grande ispirazione, il loro contributo per il mio album è stato davvero vitale nella mia visione dell’intero progetto.

Il 2017 deve essere stato un anno davvero importante per te. Quali sono i tuoi obiettivi professionali per il futuro prossimo?

Intorno a ottobre 2017 si sono finalmente realizzati così tanti progetti da lasciarmi del tempo per riflettere con calma sui prossimi passi. In questo periodo sto ordinando i miei pensieri e prendendo il mio tempo per decidere… sicuramente posso dire che la fotografia sarà parte importante di questo.

Vuoi sapere di più su Dave Clarke? Dai un’occhiata al suo sito Internet, pagina Facebook e profilo Instagram.

Scritto da macilomo il 2018-03-02 in

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Lomo'Instant Automat Glass

Lomo'Instant Automat Glass

Sviluppando ulteriormente la nostra fotocamera istantanea automatica, abbiamo progettato la Lomo'Instant Automat Glass Magellan! Ispirata agli osservatori astronomici e ai primi esploratori che si sono spinti ai limiti del mondo, abbiamo prodotto un bellissimo obiettivo di vetro 38mm per scattare foto più chiare e definite che mai. Multi-strato per minimizzare i riflessi, questo gioiellino permette di realizzare degli scatti grandangolari perfettamente esposti.

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