Giocando con la creatività: la mostra sulle toy camera al Matteotti Studio

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Il Matteotti Studio è uno studio fotografico di Agliana, in provincia di Pistoia. Oltre ad occuparsi di sviluppo, scansione HighEnd di rullini e stampe fine art, di recente ha organizzato una mostra dedicata la mondo delle cosiddette toy camera Lomography, focalizzandosi in particolare su Sprocket Rocket, Spinner 360°, Diana F+, Holga e Pop 9.

Abbiamo fatto due chiacchiere con il fondatore di Matteotti studio, Giacomo Sardi, per scoprire come è nata questa mostra e che rapporto ha con queste divertentissime fotocamere, attraverso alcune delle immagini esposte.

Ciao Giacomo, benvenuto su Lomography! Parliamo subito di questa bellissima mostra, come mai hai deciso di dedicarla alle toy camera?

Le toy camera mi hanno sempre affascinato proprio per il loro essere alternative al sistema, inteso proprio come sistema economico imposto dalle case produttrici di macchine digitali.

Ricordo con piacere l'avvento delle prime reflex digitali a buon mercato, nel 2004 uscirono le entry level con ben 6 megapixel e in formato apsc, circa la metà dell'area ricoperta da un negativo 35mm nel formato Leica.

Negli anni a venire, diversamente da quello che era stato il mercato delle reflex a pellicola, le grandi corporation si accorsero presto del business che avevano fra le mani e cominciarono a proporre modelli sempre più evoluti con piccole migliorie e a ritmi sempre più serrati. Con una pubblicità martellante erano in grado di farti sembrare obsoleto l'oggetto che avevi comprato pochi mesi prima.

Il senso di frustrazione ti portava ad acquistare l'ultimo modello e a cestinare il modello precedente che, se pur comprato da poco dimezzava il proprio valore ingrossando a dismisura il mercato dell'usato.

Le toy camera per me sono degli oggetti che rappresentano anche una forma di protesta, e contemporaneamente la necessità di svincolarsi dal consumismo sfrenato.

Che rapporto hai con queste fotocamere?

Devo dire che questo genere di macchine fotografiche ti danno una gran gioia e spensieratezza, perché ti permettono di sganciarti da quello che è normalmente il pensiero o il modus operandi di una comune macchina digitale.

Il tempo rallenta, riesci ad essere più creativo, alternativo, ti crei un tuo spazio grazie a una scatolina magica che con poche decine di euro ti regala grandi emozioni. Considero le toy camera come delle pillole di felicità.

Sono fotocamere spartane, da portare sempre nella borsa per non perdere nessuna occasione per meravigliarsi dei loro risultati imprevedibili e speciali.

Come vedi il futuro di queste macchine fotografiche?

Nel 2005 l'avvento del digitale fece stabilizzare i prezzi dei rullini e ci fu un periodo in cui scattare, sviluppare, scansionare e stampare era veramente conveniente.

Da 2 anni a questa parte ho notato che il costo degli sviluppi dei rullini a colori da parte delle poche ditte rimaste a livello nazionale ha subito un aumento dei prezzi del 100% o addirittura del 200% e tutto dalla sera alla mattina.

Questo fattore rischia di azzoppare un cavallo che correva veloce, e questo mi dispiace molto. Il mio studio ha creduto molto nel negativo tanto da spingermi ad acquistare uno scanner per rullini 35mm professionale, andando veramente controcorrente rispetto ai miei colleghi.

Il rallentamento si riscontra ovviamente nei negativi a colori, che richiedono più passaggi rispetto allo sviluppo del bianco e nero. Quest'ultimo è molto più semplice da sviluppare, difatti molti fotografi lo svolgono in casa, acquistando i reagenti chimici che si trovano online a prezzi modici, almeno per ora.

Spero che si trovi un giusto compromesso tra costi e quantità, altrimenti il mercato delle toy camera potrebbe subire un contraccolpo nel giro di pochi anni.

Siamo negli ultimi giorni d'apertura della mostra, come è andata fino ad ora?

La mostra ha avuto una costante affluenza di curiosi e appassionati e si concluderà giovedì 22 marzo 2018, lasciando lo spazio ad una nuova mostra sul Portogallo che si inaugurerà il 23 marzo.

È stata veramente una bella esperienza perché le immagini che siamo stati in grado di mettere insieme sono state veramente varie e interessanti. Le persone che le hanno viste in queste settimane sono rimaste veramente incuriosite; alcune fino al punto di decidere di acquistare una fotocamera, un aspetto che mi ha reso estremamente felice.

Io direi che per tutti quelli che vogliono qualcosa di diverso, alternativo e, nonostante tutto economico (non scordiamoci che sostituire un corpo macchina di una reflex digitale equivale a comprare un migliaio di rullini), le Toy Cameras sono un antidoto contro la monotonia.

Concluderei con una frase del grande Hawking, scomparso recentemente, che descrive molto bene lo spirito di queste macchine fotografiche:

"Senza imperfezione, voi e io non esisteremmo."

Grazie mille a Giacomo per questa intervista e per aver condiviso con noi queste splendide foto. Rimanete aggiornati sulle attività dello studio (dalle mostre ai corsi, passando anche per sviluppo, scansione HighEnd dei rullini e stampa fine art) sul sito web e sul profilo Facebook.

Scritto da paolocunico il 2018-03-20 in #gear #cultura #persone #toy-camera #pop-9 #diana #diana-f #spinner-360 #sprocket-rocket #matteotti-studio

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Un Commento

  1. simonaricci
    simonaricci ·

    Complimenti per l'iniziativa!

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