RUHRGEBIET: la poesia nelle strade della Ruhr attraverso la Diana Mini

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Lorenzo Caleca, conosciuto alla nostra community come poesianellestrade, ha da poco pubblicato RUHRGEBIET un libro fotografico dedicato al suo periodo passato a Essen, città nella regione della Ruhr, in Germania, interamente scattato in bianco e nero con una Diana Mini.

Andiamo a scoprire questo intrigante progetto direttamente dalla viva voce del suo autore!

Credits: poesianellestrade

Ciao Lorenzo, benvenuto su Lomography! Puoi presentarti alla nostra community, parlando del tuo rapporto con la fotografia, in particolare quella analogica?

Buongiorno a tutti e grazie per il benvenuto. Credo che sia facile presentarmi: sono Lorenzo, ho 32 anni e vengo da Taranto, città industriale del Sud Italia. Ci tengo a dire prima di tutto che non mi considero un fotografo, anche se scatto spesso e volentieri foto.

Il rapporto con la fotografia è nato da sempre: avevamo una piccola macchina fotografica a casa, ad un certo punto con il passare degli anni sono passato da un lato all'altro dell'obiettivo e quando finalmente non ero più io ad essere fotografato ho iniziato a scegliere cosa fotografare.

Con il tempo è migliorata la scelta dei soggetti ed è diventato un vero e proprio hobby finché, complici ormai i prezzi delle reflex, sono caduto anche io nella trappola.

La fotografia analogica torna in gioco quando, stanco di scattare in funzione AUTO prima, ed in manuale poi, ho voluto provare a sperimentare con qualcosa che richiedesse maggiore pratica e sono tornato alle pellicole.
Credits: poesianellestrade

Parliamo ora del tuo progetto RUHRGEBIET. Puoi raccontarci come è nato? È stato concepito per diventare un libro oppure è stata una decisione presa in un secondo momento?

RUHRGEBIET non aveva forma. Dovendo scegliere lo stretto indispensabile da portare in valigia ho voluto lasciare dello spazio alle macchine fotografiche: pensavo che fosse necessario portare qualcosa per fissare l'istante, ma cercavo anche qualcosa di poco ingombrante e poco appariscente.

Avevo da poco acquistato una toy camera (così le definiscono, anche se sono tutt'altro dei giocattoli) e ho voluto mettere in valigia anche questa passione; tutto il resto poi, la scelta dei soggetti e delle pellicole, è venuta da se.

Il materiale ha subito una selezione drastica, i rullini erano 12, la mostra si compone di 20 foto principali ed una quarantina di foto satellite a far da contorno. È stato come "limare" un testo prima di inviarlo e quello che in un primo momento era una scatola dei ricordi è diventato poi una storia da raccontare.

Credits: poesianellestrade

Nella bellissima prefazione scritta da Mimmo Pesare si dice che il vero significato delle fotografie che scattiamo non si manifesta non al momento dello scatto, bensì più tardì, quasi inconsciamente, quando riguardiamo le foto e viene a ricomporsi in qualche modo il puzzle di vita che esse rappresentano. È sempre così? Pensi che questo sia anche influenzato dal fatto di avere scattato in analogico, sottraendoti all'immediatezza del digitale?

Credo che non esistano affermazioni assolute sulla fotografia, così come credo che non esistano gli assoluti in assoluto.

Mimmo Pesare è una di quelle persone che ho avuto modo di conoscere durante gli anni universitari. Sono stato con lui sui banchi, quelli delle aule da parti opposte, e sui banconi, quelli della vita notturna ancora caldi anche quando la città dorme, dalla stessa parte. Mi ha insegnato molto come amico e docente tra lezioni e partite a biliardo.

Un concetto in particolare vorrei citare è quello di "Flaneurismo", questo attraversare gli spazi, fatto proprio anche da Walter Benjamin, che ci porta tutti ad essere "turisti a casa propria".

Nel caso di RUHRGEBIET, la scelta di abbandonare l'immediatezza è stata quasi ovvia: se avessi cominciato a scattare subito o se avessi lavorato a un progetto sin da quando sono arrivato a Essen avrei trascurato una delle componenti fondamentali di questo libro: l'emozionalità.

Quello che io ho voluto riportare in questo progetto non è una rappresentazione fedele della zona in cui sono stato ma la mia versione di essa. Continuando con le citazioni, quello che traspare in RUHRGEBIET, è il riflesso nella mia quotidianità, e in questa si specchia anche il conoscere giorno dopo giorno un posto. Come la "città invisibile" di Zemrude, questa è la mia rappresentazione.

Credits: poesianellestrade

Negli altri due scritti che compongono il libro, quello tuo e quello di Chiara, convivono due diverse anime: la tua, più malinconica, è quella di Chiara, più allegra e meravigliata. Qual è stato il sentimento prevalente di questa esperienza?

Su questa domanda non mi perdo troppo in chiacchiere: era un'avventura per la quale siamo partiti in due. Non c'è stato un sentimento prevalente ma semplicemente una complicità da entrambe le parti.

Credits: poesianellestrade

In ruhrgebiet ti sei trovato ad affrontare il tema del distacco, in maniera quasi inconsapevole, difatti tornando a Taranto dici:

"Forse fu allora che realizzai che quello che cercavo non era un posto
dove scappare ma un posto dove sentirmi a casa."

In questa frase traspare sia la nostalgia per la terra natia (che si manifesta sotto senso di colpa) che la tristezza per aver abbandonato un avventura. Il fatto di essere un fotografo, una persona che di esprime attraverso dei momenti passati, pensi influenzi questo pensiero di continuo rimpianto? Oppure è proprio questa particolare sensibilità ad aver acceso in te la voglia di creare questo progetto?

I ricordi non sono altro che parti di una storia e le storie, tutte, sono fatte da personaggi, da archetipi e da luoghi comuni. Anche la semplice composizione inizio/corpo/fine è un cliché.

Con questo non voglio essere riduttivo nei confronti di tutte le storie, ma trovandomi in un luogo lontano da casa sono portato a scegliermi dei punti di riferimento che inconsciamente ricalcano in qualche modo gli ambienti "familiari". A Taranto come a Essen.

Tra queste due in particolare, avendo fatto la spola tra l'una e l'altra realtà, si è instaurato un legame ferroso che mi ha portato a ricalcarne alcuni aspetti. È stato così che la Kneipe di Essen è diventato il baretto del quartiere in cui vivevo; allo stesso modo la città vecchia ed il mostro (l'ILVA) sullo sfondo hanno preso il posso della INNENSTADT con le ciminiere dei Krupp all'orizzonte.

Questa analogia credo abbia contribuito molto a definire l'anima del progetto. In particolare il primo viaggio in treno, quello della brutta notizia, fu illuminante complice lo stato d'animo di quella giornata. Le ciminiere! Loro mi hanno suggerito l'analogia tra le due zone.

Per quanto riguarda i ricordi non credo che sia il rimpianto lo spirito prevalente, credo semplicemente che ciascun ricordo, dal momento che prende questo ruolo, diventi qualcosa che contribuisce alla nostra crescita.

Se la domanda è: scatti fotografie per ricordare qualcosa? La risposta non può che essere: Si!

Ovviamente a ciascun ricordo affido momenti diversi, dal "ti ricordi quando blablabla" (solitamente in questi aneddoti c'è qualcuno ubriaco), ai ricordi più "pesanti" (quelli c'è li ho incisi addosso a botte di inchiostro); ci sono anche ricordi dolorosi, quelli restano dentro per sempre!

Credits: poesianellestrade

Oltre alla resistenza della fotocamera, cosa ti ha spinto a scegliere la Diana Mini?

Il formato quadrato, la focale della lente, il peso, la discrezione. Il primo acquisto dallo shop fu una Fisheye No.2, ma non potevo pensare ad un prodotto serio con una vignettatura così spinta (o non ancora almeno)! La Diana mini mi è sembrato il giusto compromesso. Non nego che ho puntato ormai da qualche anno la LC-A; molto probabilmente ci arriverò.

Per adesso....beh vivo alla giornata ed avere una compagna di avventura spensierata come la Diana è come portarsi dietro la coperta di Linus.

Credits: poesianellestrade

Hai qualche consiglio da dare ai membri della nostra community che usano questa fotocamera?

Ricordatevi sempre di controllare che l'otturatore non sia in modalità BULB, a meno che non lo vogliate.

Credits: poesianellestrade

Cosa ti aspetta in futuro? Quali saranno i tuoi prossimi progetti?

Diciamo che purtroppo lavorando nel settore turistico i progetti vanno in vacanza da aprile a settembre.

Attualmente sto lavorando ad alcuni volumi (principalmente incentrati sulla street photography e sulla scelta di oggetti feticcio della civiltà urbana). Ho in cantiere un progetto in tandem con un amico che abita a 1000km e mi sono avvicinato da poco al mondo della fotografia istantanea, che uso principalmente per la ritrattistica. L'idea è quella di migliorare e crescere artisticamente sempre di più.

Punto molto sul far girare RUHRGEBIET, ci tengo in particolar modo alle critiche con le quali spero di crescere. Appena finisce "la stagione" vorrei rimettermi in viaggio, sino ad allora mi godo questa nuova capacità di riuscire ancora a stupirmi e vivo alla giornata.

Ovviamente non disdegno nulla, ad esempio sogno una fotogallery con tutti i colleghi a fine stagione (e siamo un sacco), ho sempre un rullino pronto a fermare il panorama da qualche piazzola di sosta della SS7 ed ho sempre lo smartphone in tasca (ed imparo ad apprezzarlo sempre di più tra instagrammismi vari e "foto promemoria").

Credits: poesianellestrade

Grazie a Lorenzo per aver condiviso con noi questo bellissimo progetto. Puoi seguire tutti i lavori di Lorenzo nella sua LomoHome, nel suo sito web o nel suo profilo Instagram.

Per scoprirne di più sul suo progetto RUHRGEBIET, potete visitare questa pagina.

Venite a scoprire la Diana Mini nel nostro shop online.

Scritto da paolocunico il 2018-05-08 in #gear #cultura #persone #luoghi

Maggiori informazioni

Lomography Diana Mini

Lomography Diana Mini

La Diana Mini utilizza rullini 35mm e realizza scatti sognanti e lo-fi. La fotocamera permette di scegliere tra scatti formato half frame e square frame. Presenta inoltre una funzione per la modalità Bulb e permette di realizzare lunghe esposizioni e crazy light painting!

2 Commenti

  1. ilcontrariodime
    ilcontrariodime ·

    ci vediamo a Taranto @poesianellestrade

  2. poesianellestrade
    poesianellestrade ·

    @ilcontrariodime a disposizione, quando vuoi :)

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