Al diavolo la perfezione. Libertà alla fotografia!

Matteo Vanini: il Monochrome Instant per riscoprire il moderno vintage!

Matteovanini è un talentuoso membro della community Lomography da Marzo 2013. L'abbiamo intervistato qualche mese per la sua abilità nel destreggiarsi fra pellicole diverse e per l'uso dei colori. Uno degli ultimi album nella sua LomoHome era dedicato al Black and White. Questo ci ha incuriosito e spinto a contattarlo per scoprire le sue impressioni con la nuova Fujifilm Instax Wide Monochrome.

Ciao Matteo, bentornato! Ci racconti della tua esperienza con la Lomo’Instant Wide la nuova Fujifilm Instax Wide Monochrome?

Certamente! Da diverso tempo aspettavo di sperimentare questa combinazione, in quanto finora la Fuji produceva il bianco e nero solo per le Instax mini. La combinazione tra la Lomo’Instant Wide e le Instax Wide Monochrome si è rivelata perfetta, sia per ottenere degli scatti precisi e definiti sia per ottenere risultati più vintage o lo-fi.

Dove hai scattato?

Ho scelto due scenari, il lungolago di Como zona villa Olmo e Milano zona Garibaldi. A ritroso penso che rispecchiano quell’idea di spaziare tra risultati “vintage” o “moderni” di cui parlavo.

Da cosa ti lasci ispirare?

In generale non ho fonti di ispirazioni precise. A volte parto con progetti ed idee definite. Altre volte semplicemente fotografo ciò che mi piace o cattura la mia attenzione.

Cos’è per te la fotografia?

Per me la fotografia è sicuramente una passione così come un modo di interagire con ciò che ci circonda, anche per capirlo meglio.

E quella istantanea? Credi che la fotografia istantanea sia di passaggio rispetto ad un mondo sempre più digitale?

La fotografia istantanea mi ha sempre incuriosito. Da piccolo avrei voluto una Polaroid, ma mio padre pensava fosse una sciocchezza. Probabilmente anche perché ormai stava per arrivare la fotografia digitale che avrebbe cambiato tutto.

Ma forse è stato proprio il digitale a permettere alla fotografia istantanea di rinascere.

Infatti non credo che essa sia di passaggio, anzi è l’alternativa per eccellenza al digitale. La sua “materialità” è la sua forza e la sua garanzia. Certo la qualità non sarà mai paragonabile a fotografie stampate da digitale o pellicola ma indubbiamente la possibilità di poter toccare con mano una foto fatta solo qualche minuto prima con la propria fotocamera è insostituibile.

Proprio questa caratterista rende le istantanee una forma di ricordo perfetta, in un mondo sempre più in movimento ed immateriale.

Cosa pensi delle pellicole in Black and White? Perché scegli questa tonalità monocromatica?

Le Black and White sono un'ottima pellicola! Ho avuto solo un occasione di provare le Fp-3000b le istantanee peel apert della Fuji, ma condivido chi ritiene che queste Instax siano le loro degni eredi.

In termini di tridimensionalità, profondità di visione, sfumature di grigi come rende la Fujifilm Instax Wide Monochrome

La resa cromatica ed il contrasto sono più che buoni, così come la profondità di campo che nonostante sia un Iso 800 permette di ottenere anche risultati non piatti. Un motivo che mi ha spinto a scegliere questa pellicola era sicuramente la curiosità, ma ora credo che la userò per scatti più incentrati sulla composizione che non sulla cromia.

Si dice che chi fotografa in bianco e nero pensi in bianco e nero, Matteo cosa ne pensi?

Non saprei, anche perché amo i colori. Personalmente il bianco e nero lo uso e lo considero più come strumento sicuramente più freddo ed analitico, tanto è vero che lo utilizzo per lo più quando la mia idea alla base delle foto è più incentrata sulla composizione che non sull’immagine in se stessa, che per forza di cose è composta anche dai colori.
Ma ciò non implica che non si possano ottenere altri tipi di risultati. Dipende tutto da come si usano i mezzi che si a disposizione.


Grazie a Matteo per aver condiviso con noi queste foto e questa intervista :)
Scopri tutte le foto di Matteo nella sua LomoHome

Scritto da macilomo il 2018-05-31 in #cultura #persone

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