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Con la Musica nel Cuore. Nel Cuore per sempre

Una fotografia apparentemente inanimata si risveglia e ci racconta una storia.

“C’era una volta una fotografia,
era piccola, quadrata, a colori non molto vivaci. Ritraeva una bambina di non più di un anno, in piedi in una specie di girello bianco con delle palline rosse e verdi. Aveva gli occhi blu, due piccoli codini sulla testa e un’espressione un po’ monella, con il dito puntato verso l’obiettivo.
Era chiusa in una vecchia scatola di cartone insieme a tante altre di un’infanzia .
Si trovava bene in quel posto. Poteva guardare il giardino dove trascorreva le vacanze, il vestito bordeaux che le piaceva tanto indossare con le pantofole calde a forma di calze e la sorellina darle un schiaffetto sul sedere. Poteva ascoltare i racconti di quelle foto, la sua vita futura e ormai già passata. Aveva passato molti anni in quel luogo. Ogni tanto aveva riso, ogni tanto aveva pianto. C’era polvere ormai, non all’esterno, ma all’interno. La fotografia era stata dimenticata….”

“La fotografia non sapeva più a chi apparteneva. I contorni tutti sfocati. Si rivolse così alle altre foto. Si fece largo tra la folla di volti e immagini sbiadite, alla ricerca di chi l’avrebbe potuta aiutare. Stesso viso, stessi colori, ma un sorriso diverso, più aperto, una luce più forte.

  • Ciao, tu che mi ricordi com’ero, mi sai dire chi sono?
  • Sei tutta sbiadita e offuscata… so che eravamo sempre insieme”

Ecco cosa succede spesso quando si cresce, si dimentica. Partiamo alla scoperta del mondo e ci perdiamo in esso. Chi siamo? Sentiamo la terra franare sotto ai piedi ad ogni cambiamento. E’ come se ad ogni passo si cercasse di restare in equilibrio su una fune.
Tutti abbiamo una storia. Una storia che comincia molto prima di quando ce ne ricordiamo. Inizia da due battiti che diventano uno, da un dolcevita bianco e da alte montagne.
“Corse via. Che fatica questo viaggio. Si sedette sul bordo di un portafoto azzurro e si addormentò. Vide un’immagine più vecchia delle altre, dove una donna dal viso di bambina, guardava con dolcezza chi la immortalava. I capelli neri lungo le spalle, un dolcevita bianco, attorno a lei alte montagne ed il sole che imbruniva.

  • Ciao piccola mia cosa ci fai in giro? Dovresti essere qui, nella mia pancia.”

Abbiamo tanti ricordi. Io i miei li ho scoperti poco tempo fa. Erano stati sempre lì, chiusi in fondo al cuore, così in fondo da non essere più visti, ascoltati, toccati. Si erano persi. Mi sono persa. Nelle mille cose da fare, nel tempo che non era Mio, nelle esperienze della vita.

Questa canzone segna un periodo molto bello con delle persone speciali che mi hanno fatto comprendere il significato del passato, di quanto di inutile mi portavo nello zaino e di ciò che invece è risorsa. Non si può partire senza sapere da dove si viene. Questo non vuol dire rimanere legato al passato, significa fare di esso una base sicura per vivere in modo consapevole il presente.

Ricevere un mondo in regalo non è più impegnativo del donarlo.

scritto da azotolina

2 commenti

  1. bombuzaka

    bombuzaka

    Spettacolo!!!

    oltre 2 anni ago · report as spam
  2. azotolina

    azotolina

    grazie! Sono troppo contenta che l' immagine di copertina sia la foto della mia bisnonna la chiamavo nonna Gigia!

    oltre 2 anni ago · report as spam