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Hot Shots: Un redscale per gli scatti più calienti

Dal rosso fuoco al verde-azzurro: una gamma di tonalità così vasta che ce n'è per tutti i gusti. Il redscale dona colori così vintage che non si può non rimanerne stregati. Provare per credere!

Probabilmente la pellicola più amata dai lomografi, il redscale è perfetta per ricreare quell’atmosfera retrò che in continuazione mi sforzo di riprodurre senza l’ausilio di applicazioni telefoniche o mediante l’uso di programmi per la post produzione.
Senza nulla togliere a queste ultime, che apprezzo in quanto fanno parte del mondo della fotografia e per quanto comode non sempre facili da usare, l’analogico però ha quel gusto in più.
Il gusto della sfida, della sfida con te stesso.
Ti costringe a saper utilizzare al meglio lo strumento che hai tra le mani se vuoi ottenere dei buoni scatti, almeno.

Sicuramente ho ancora molto da imparare sul potenziamento dell’ultilizzo delle macchine fotografiche e sopratutto su come ottenere gli scatti che voglio dalla pellicola redscale.

Per capirci, ecco qualche scatto.
Questo è il primissimo redscale che misi nella mia nuova holga tutta da scoprire.
Ne rimasi molto delusa, non tanto per le foto in sè quanto perchè era decisamente diverso da quello che speravo uscisse.

Ma la strada era appena cominciata.
Imparata qualche nozione in più era arrivata l’ora di riscattare i colori che volevo mettendo in campo la reflex.
Più soddisfatta dei risultati in fatto di colori, anche se non per tutte, non lo ero invece per le foto: alcune ancora troppo rosse, alcune mosse, sgranate e altro che non mi convince.

And the last but not least: finalmente qualche scatto che comincia ad avvicinarsi a quello che sono le mie prospettive.

Le cose da imparare sono tante, la destrezza da acquisire ancora da affinare, le macchine da provare ancora troppe; insomma, la strada è ancora lunga.
E io di certo non mi fermo qua.

scritto da klarozz

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