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Un Ostello davvero Bello in una caotica città.

I ragazzi dell' Ostello Bello ve li avevamo già presentati qualche tempo fa. E' davvero un piacere riscoprire di avere un punto di ritrovo, un tetto dove dormire, quattro chiacchere da fare e socializzare in una città cosi' caotica e non abituata a questa tipologia di living come Milano.

Agli amici dell’ Ostello Bello abbiamo lasciato due delle nostre fidate amiche analogiche, una Fisheye e una La Sardina e abbiamo preparato loro una piccola intervista.

Mettetevi comodi e godetevele entrambe.

Cari amici dell’ Ostello Bello, diteci un po’.. Come nasce l’ idea di mettere su la vostra attività nella caotica Milano, una città comunque lontana all’ idea di Ostello?

L’idea di aprire un ostello nasce nella testa dei suoi fondatori già anni or sono quando poco più che adolescenti si iniziava a viaggiare frequentando i vari ostelli che incontravamo nei nostri viaggi. Si andava per ostelli non solo per il prezzo accessibile nelle ristrette economie di noi giovani viaggiatori, ma perché anche era assicurata quella socialità che caratterizza questi luoghi di incontro. Negli anni ci siamo accorti che Milano, città europea di grandi stimoli, era invece arretrata nel campo dell’accoglienza, attenta solo ai business men che atterrano nella nostra città per fiere o eventi. E tutti quelli che invece come noi viaggiano con lo zaino in spalla spinti dalla curiosità di conoscere luoghi e persone? Quelli come noi che pensano che viaggiare per ostelli sia uno stile di vita e di viaggio? Chi li ospita a Milano? Ecco quelle poche e semplici domande che ci hanno spinto ad iniziare questa avventura imprenditoriale e non solo.

Quali tipi di difficoltà e, allo stesso tempo, quali e quante soddisfazioni siete riusciti ad ottenere ad un anno ormai dalla vostra apertura ?

Le più grandi difficoltà sono state di carattere culturale e burocratico. Perché culturale? Perché in Italia si pensa ancora all’ostello come un luogo per scappati di casa, con stanze spoglie e da caserma militare, low cost come low profile, insomma ci presentavamo in un mercato che ci vedeva un po’ come i black block del turismo.
La Burocrazia invece è come la tua compagna di classe saccente e antipatica, che anche quando pensi che ti stia aiutando invece ti sta fregando, quella che se fai una cosa che piace al tuo prof. deve sempre trovare comunque un difetto al tuo lavoro. Potremmo raccontarne tante da scriverne un libro, ma preferiamo scrivere altre pagine, di un libro più bello che si sta riempiendo di capitoli.
Le soddisfazioni ad oggi sono tante e diverse tra loro, ma anche tutte collegate: il premio che abbiamo vinto a Dublino come secondo miglior nuovo ostello nel mondo agli Hostelworld Award ha il volto dei più di 10mila ospiti che sono passati da noi in questi mesi, che ci hanno aiutato a crescere come impresa, e ancor di più a fare crescere tutti noi dello staff come PERSONE!

Il vostro Ostello non è proprio come tutti gli altri. Ormai ritrovo di Milanesi e non, sappiamo che ospitate diverse iniziative. Ce ne parlate un po’? Quali saranno le prossime ?

La nostra scelta principale è quella di essere anche attori attivi sul territorio milanese, fare impresa ma fare anche cultura, stimolare la socialità, educare e invitare tutti all’ incontro tra persone diverse, per questo abbiamo scelto di aprire le porte dell’ostello anche ai milanesi.
Le attività che sono state presentate in questi mesi sono molto diverse tra loro e hanno toccato diverse forme di arte e di eventi: presentazioni di libri, cicli di incontri sul viaggio, concerti, mostre, mercatini, dibattiti.
In futuro l’idea è di creare degli appuntamenti fissi, fare sempre più musica, far sí che Ostello Bello sia sempre di più un riferimento per chi questa città la vive e la viene a visitare, far sí che Ostello Bello sia un luogo dove creare sinergie!

E di Lomography invece, cosa ne pensate? Siete familiari al mondo analogico oppure è tutto una novità?

Lomography è molto vicina ad Ostello Bello nella filosofia che vi e ci caratterizza: il gusto per un mondo che stava scomparendo. Voi avete dato una seconda opportunità all’analogico sopraffatto dalle nuove tecnologie, noi abbiamo arredato recuperando oggetti in giro; voi rendete la fotografia democratica, divertente, fantasiosa, noi stimoliamo le persone a fare lo stesso nell’incontrarsi.
Ci diverte l’idea di rubare dei momenti con le vostre macchine, senza l’ansia di rivedere subito quel momento, curiosi di sapere con calma quale sarà il risultato.

Per tutta l’ estate anche le nostre fotocamere saranno ospiti del vostro Ostello. Le avete testate? Fisheye o La Sardina? Quali caratteristiche di queste macchine fotografiche pensate possano calzarvi di più a pennello ?

Ogni giorno alcuni dei nostri ospiti vanno in giro per Milano portandosi in giro queste 2 macchine, tutti si divertono, alcuni di loro forse sono così giovani che non hanno mai usato la pellicola, li vediamo entusiasti.
Forse si adatta più al nostro pubblico così variegato una macchina come la fisheye, che offre nella sua peculiarità, la possibilità di una foto più “artistica” senza particolari capacità da parte di chi scatta la foto.

Un ultima domanda.. Quel è stato l’ ospite più strambo che avete avuto e quale invece vi piacerebbe ospitare (famoso e non)?

Non ricordiamo un ospite particolarmente strambo, ma sono tanti quelli che ci hanno lasciato bellissimi ricordi: c’è quello arrivato in bici dall’India, quello che si è innamorato del nostro ostello e invece di 2 giorni è rimasto con noi 2 settimane, e tanti tanti altri….
Chi vorremmo in ostello come ospite? Uno dei tanti viaggiatori che abbiamo incontrato negli altri ostelli quando anche noi eravamo dei semplici e sognanti viaggiatori.

Grazie a Nicola che ha risposto all’intervista!
Ricordatevi che se doveste passare per Milano e avete voglia di sentirvi un po’ come a casa, fate un salto all’ Ostello Bello, non ne rimarrete delusi.

scritto da biri

1 commento

  1. sirio174

    sirio174

    bell'iniziativa!

    circa 2 anni ago · report as spam