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In Mostra a Venezia: Fotografia del Giappone • capolavori 1860 - 1910

In molti qui fortunatamente in questo ultimo periodo hanno parlato di questa mostra..e dico fortunatamente perchè altrimenti probabilmente non ne sarei venuta a conoscienza! nonostante sia un argomento inflazionato ho deciso di scriverne ugualmente dal momento che alla mostra sono stata e mi fa piacere poter condividere le mie impressioni a riguardo!

Io non sono una che ama molto i musei e di conseguenza non vado a molte mostre.
Il fatto è che non ho mezze misure: mi piacciono pochissime cose, ma quelle pochissime che mi piacciono..beh mi piacciono davvero TANTO TANTO TANTO. e tutto il resto, per me , è noia.

Due di queste pochissime cose sono LA FOTOGRAFIA e IL GIAPPONE.
E’ facile intuire quindi che quando ho saputo di questa mostra non ho capito più niente e ho deciso all’istante che dovevo andarci assolutamente.

Non è mia abitudine recensire mostre, e infatti non lo farò nemmeno questa volta. in realtà non avevo nemmeno intenzione di scriverne ma mi sono convinta a farlo per tre motivi:
1) In tanti, appena saputo che sarei andata, mi avete fatto sapere che eravate in attesa di un post in merito; 2) Sono partita attrezzata della sola LC-Wide (una vera bomba!!!) e appartengono a quella favolosa giornata i primi scatti apprezzabili presi con questa nuova e costosissima new entry.
3) La mostra è su da Dicembre, io ne sono venuta a conoscenza solo qualche settimana fa, ma l’ho comunque saputo in tempo per potermela godere, c’è ancora tempo fino al primo di Aprile..quindi magari qualcuno in questi pochi giorni deciderà di farci un salto dopo aver letto questo post.

L’ esposizione era divisa per temi, sei in tutto, che potete trovare nella pagina destra di questo volantino:

Credo che chi è appassionato di cultura giapponese non dovrebbe davvero farsi scappare questa mostra stupenda. scatti che riportano indietro nel tempo: geishe, samurai, gente al lavoro, gente per strada, fotografie “in posa” e fotografie rubate alla quotidianità, rese con i colori della fotografia all’albumina , che rendono tutto pastellato e poetico (come se il Giappone, la sua cultura e la sua natura non lo fossero già abbastanza di per sè).
Come per tutte le cose belle quando cominci a parlarne ti accorgi che le parole non bastano e ti rimane solo da dire: devi vederla con i tuoi occhi!

Al museo le macchine fotografiche erano concesse, purchè senza flash, ed era permesso fotografare tutto ciò che c’era intorno fuorchè le foto esposte.
Ovvio che la tentazione era grande, ma siccome trasgredire a questo tipo di regole mi sembra sempre una gran cafonata, e siccome nutro profondo rispetto per queste opere, non ne ho fotografata nemmeno mezza.
Se anche l’avessi fatto voi vedreste qui comunque “una copia” come quelle che ci sono sul volantino e nella gallery del sito ufficiale della mostra e non avrei quindi aggiunto nulla di prezioso a questo post se non un atto di maleducazione.
Di seguito, quindi, alcuni scatti presi all’interno del museo, che è una struttura a dir poco sbalorditiva e che per fare belle foto basta e avanza di per sè: guardate voi stessi.

Che dire…capisco che è un tema particolare e che non tutti posano essere interessati ma se lo siete, anche solo un pochino, non fatevi prendere dalla pigrizia e andate, finchè c’è ancora tempo.
è davvero un evento da non perdere.

PIM

www.prettyinmad.com

scritto da pretty_in_mad

1 commento

  1. sirio174

    sirio174

    c'è anche Erwitt a Venezia... da non perdere!

    circa 2 anni ago · report as spam