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I maestri della fotografia naturalistica

La natura selvaggia, in un contesto come il nostro, in continua evoluzione, è tra i soggetti più difficili da catturare. Eppure alcuni talentuosi fotografi sono riusciti in questo intento, affascinandoci per la pazienza e la dedizione che sono soliti utilizzare quando si tratta di preservare e fotografare la natura. Date un'occhiata ai fotografi selezionati dal Telegraph UK.

Foto di Jim Brandenburg, North Dakota, USA, 1975

“C’era vento nella prateria del Nord Dakota; c’era così tanto vento da essere snervante. Era mezzogiorno, e dal momento che a quell’ora la luce non è buona, stavo mangiando un panino in macchina. Guardai fuori in direzione della palude, e vedendo una sterna fuligginosa andare avanti e indietro e le canne piegate dal vento, pensai a quanto avrei desiderato avere una videocamera con me. Misi il mio obiettivo fuori dal finestrino e scattai qualche foto, poi proseguii per la mia strada e smisi di pensarci. Quando in seguito vidi la stampa, ebbi una grande sorpresa. Fu uno di quei casi in cui la foto appare diversa da come la si ricorda. Erano i primi anni della mia carriera, presi questa e altre foto della prateria, e le mostrai al National Geographic. Scrollarono le spalle e mi liquidarono con un “Le faremo sapere.” Così andai a New York e mostrai questa foto all’Audubon che la scelse per la copertina. A quel punto mi contattò il National Geographic che la voleva per una storia. Era il mio primo incontro con le più grandi riviste americane, e mi trovavo in una situazione imbarazzante. L’immagine rimase all’Audubon, e fortunatamente il National Geographic mi assegnò il primo incarico per la rivista." – Jim Brandenburg

Foto di David Doubilet Ncamasere Channel, Okavango Delta, Botswana, 2002

‘’Ci avevano detto che il delta dell’Okavango era il più bel posto in cui fare un’immersione. Ci avevano anche detto però, che eravamo pazzi a pensare di volerci immergere davvero, e che, se l’avessimo fatto, saremmo stati divorati dagli alligatori. Era il posto più bello che avessi mai visto, un giardino da sogno, ancora selvaggio e folle, pieno di ninfee che si piegavano nell’acqua chiara con lo scorrere della corrente. Era delicato e pericoloso insieme perché, ovunque andassimo, i coccodrilli erano all’erta. Era come nuotare coi dinosauri, per cui bisognava essere cauti: ci guardavamo le spalle tutto il tempo. Non ci siamo mai immersi nello stesso punto due volte: temevamo che, una volta percepita la nostra presenza attraverso le vibrazioni dell’acqua, i coccodrilli ci avrebbero attesi meditando un agguato da perfetti predatori. Mi capitò di chiedere alla nostra guida di riportarci in un punto che avevo giudicato perfetto per un “piccolo studio”; una volta girato l’angolo, però, ecco subito ad attenderci un coccodrillo di 5 metri, nel medesimo luogo dove avevamo scattato qualche foto la sera precedente. Questa regione settentrionale, con la sua striscia di terra, era davvero speciale: una intera foresta di alghe creata da un interior designer senza restrinzioni di sorta… non potevamo proprio smettere di immergerci al suo interno! Questo probabilmente è il mio scatto preferito. Ero alla ricerca di orate, quando, sopra di me apparve un pescatore in mokoro (una piroga che nel delta dell’Okavango funge da jeep) che remava con un ngashi di legno. Si ergeva come una statua a scrutare l’acqua; il sole di mezzogiorno ci mostrava solo la sua sagoma e gettava un’ombra sulla foresta amazzonica, come di una scultura africana. Questo è ciò che amo: un’immagine surreale che è l’essenza dell’Africa." – David Doubilet Ncamasere Channel

Foto di Frans Lanting, Chobe National Park, Botswana

“Volevo mettere in contrasto le forme arcaiche di un elefante e quelle moderne di un impala, mentre entrambi bevevano dalla stessa pozzanghera. Mi sono posizionato piatto sulla sabbia affinché gli elefanti fossero in primo piano, e ho usato una focale lunga per comprimere la distanza tra gli animali, ottenendo l’effetto ottico di far sembrare l’elefante più grande di quanto fosse in realtà. Affiancare animali grandi e piccoli in questo modo è stata una svolta. Scegliendo una certa prospettiva e una certa lente, e tagliando gli elefanti in modo così drammatico, potevo farli sembrare enormi. Questo concetto, da allora, ha trovato strada anche nel vocabolario di altri fotografi.” – Frans Lanting, A Grand Perspective

Qual’è il vostro fotografo naturalista preferito? Date un’occhiata all’intera gallery sul Telegraph.

scritto da denisesanjosee tradotto da emimei

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