Malinconia e complessità: Andrej Russkovskij si è lasciato ispirare dalla poesia cinematografica di Sofia Coppola

2016-06-17

Sofia Coppola è una di quelle registe amate e odiate allo stesso tempo, che ha saputo mantenere nel corso degli anni un’intuizione artistica ben precisa.
La minuziosa attenzione per la psicologia dei suoi personaggi, soprattutto femminili, l’ha portata ad esplorarne le paure e sofferenze attraverso ogni dimensione del linguaggio audiovisivo, in un genere cinematografico che è stato definito cinema degli stati d’animo.

Lo stile unico e inconfondibile di Sofia Coppola ha affascinato Andrej Russkovskij, fotografo italiano dal cuore analogico, di cui abbiamo già avuto il piacere di ammirare alcuni lavori.

Andreij si è fatto ispirare dalla poetica atmosfera del film Il giardino delle vergini suicide per realizzare uno shooting fotografico molto suggestivo e coinvolgente, per il quale ha sfruttato l’effetto sognante e aureo della nuova lente artistica Daguerreotype Achromat e i particolari colori della pellicola negativa Lomochrome Purple 100-400 (35).

Ciao Andrej, è un piacere per noi ritrovati! Ti va di raccontarci come è nata l’idea di questo shooting? È la prima volta che riproduci l’atmosfera di un film in un set fotografico?

Quest’inverno ho visto per la prima volta “Il giardino delle vergini suicide”, il film del ‘99 di Sofia Coppola. Di primo acchito, basandomi sulla trama relativamente semplice, non mi è esattamente piaciuto, tuttavia mi ha lasciato una certa curiosità, che mi ha spinto a leggere l’omonimo romanzo di Jeffrey Eugenides, da cui il film è tratto. Ad ogni pagina che leggevo mi rendevo conto di essere sempre più coinvolto dal mondo delle protagoniste, le sorelle Lisbon, al punto di ritrovarmi nei panni dei narratori, un gruppo di adolescenti ossessionati dalla loro aurea. A libro finito, ripensando al film, ho dovuto rivalutarlo completamente ed ammettere il genio di Sofia Coppola nell’adattare il libro in maniera così brillante. Non è la trama a rendere il libro/film speciale, ma le protagoniste stesse e il loro mondo, o il modo in cui vengono idolatrate dai narratori. La Coppola fa in modo che, a film finito, il fascino delle sorelle Lisbon resti e, in un certo senso, ti tormenti. Da qui l’idea di un photoshoot ispirato al film. Mi è capitato spesso di guardare film, soffermarmi su particolari scene e pensare di volerne ricreare l’atmosfera su pellicola. Questa volta ho voluto concretizzare.

Cosa ti ha colpito in particolare di questo film che ti ha spinto a realizzare questo progetto?

Le sorelle Lisbon e la loro complessità e contraddizioni. Il loro essere intoccabili quasi al punto da scomparire e la malinconia e senso di sconfitta che si portano dentro.

Qual è stato l’aspetto più difficile di questo lavoro? Ti sei focalizzato maggiormente sulla volontà di aderire alla fotografia del film o sul cercare comunque di mantenere il tuo personale stile fotografico?

L’idea era quella di prendere spunto da due atmosfere del film (la noia e rassegnazione delle sorelle Lisbon imprigionate nella loro stessa stanza e la spensieratezza e leggerezza con cui i ragazzi/narratori le sognano leggendo il diario di Cecilia, una delle sorelle) e rielaborarle senza essere troppo vincolato dalla versione originale. Tant’è vero che nel mio riadattamento le sorelle sono 3 e non 5. Un’altra sfida era quella di rappresentare il senso di sorellanza e cercare di omogeneizzare il più possibile le protagoniste. Motivo per cui ho chiesto a tre sorelle con lineamenti e tratti molto simili di posare per questa serie. L’aspetto più difficile? Forse la sessione nella camera da letto visto che, in genere, scatto all’aperto.

Con quali criteri hai scelto l’attrezzatura per questo shooting?
Principalmente ho tenuto in considerazione la prevedibile scarsa luce di una mattinata primaverile a Londra e l’idea di scattare sia indoor che outdoor. La Daguerreotype Achromat Art lens è stata una scelta perfetta perchè permette di usare le ampie aperture necessarie per gli scatti al chiuso. La pellicola Lomochrome Purple 100-400 ha dato quel tocco surreale e sognante di cui la sessione all’aperto aveva bisogno.

La Lomography Daguerreotype Achromat 2.9/64 Art Lens ha conferito uno stile speciale a questi scatti?
Assolutamente! Questa lente, con le sue aperture speciali Aquarelle e Lumiére, è in grado di dare un effetto assolutamente onirico agli scatti, ed era esattamente quello che cercavo di ottenere.

Nuovi progetti per il futuro?
Ho alcuni photoshoot in programma, ma nulla ispirato ad altre pellicole. Per ora!

Grazie ad Andrej per questi bellissimi scatti. Se vuoi vedere altri suoi lavoro, visita il suo sito Internet e la sua pagina Facebook.

Scritto da lomosmarti il 2016-06-17 in

Ti piace quello che vedi? Clicca qui per leggere più articoli sulla nostra pagina Happy Holidays. Qui puoi inoltre partecipare alla competizione per vincere un Cofanetto Lomography, divertirti con il nostro quiz e trovare tutte le promozioni quotidiane!

Altri Articoli Interessanti