Una questione di luce: intervista al lomografo Superlighter

2

Aurelio Laloni, in arte Superlighter, è un membro della nostra community dal lontano 2004. La sua capacità di sfruttare la luce naturale rende la sua LomoHome un'autentica gioia per gli occhi, andiamo a conoscerlo meglio con questa intervista!

Credits: Superlighter

Ciao Aurelio, benvenuto su Lomography! Per iniziare vorremo proporti il quiz che abbiamo sviluppato per capire che tipo di fotografo sei.
Puoi dirci il tuo risultato? Ti rispecchia come fotografo?

Ciao a tutti, mi chiamo Aurelio Laloni, ho ....ant'anni, e sono conosciuto in giro per il web con il nickname di Superlighter, per quanto riguarda la fotografia, e come Joe Delirio per quanto riguarda la musica. Un chiaro esempio di tripolarismo, per fortuna innocuo per il prossimo.

Sono il vostro Urban Explorer di riferimento, almeno stando al risultato del quiz! 😃 Forse sarebbe più adatto dire Countryside Explorer, dal momento che vivo in un piccolo centro urbano delle Marche. Comunque devo dire che è un risultato che mi rispecchia a pieno.

Lomography ha permesso di dare libero sfogo alla mia natura esibizionista, permettendo di condividere le mie foto, una cosa non da poco, visto che sono ormai più di 20 anni che scatto fotografie in maniera quasi compulsiva. Solo nella mia Lomohome sono a quota 30'000, senza contare quelle scattate prima del 2004, anno in cui iniziai a far parte di questa community, quelle che scatto con lo smartphone o con fotocamere digitali.

Mi piace fotografare le meraviglie della natura e le creazioni dell'uomo. Mi piace scattare ai concerti affollati e quando sembra non stia succedendo niente di importante intorno a me, come quando sono al bar e la fotografia diventa il grimaldello per smuovere le acque e coinvolgere chi mi sta vicino.

Vorrei comunque essere più sfacciato con gli sconosciuti e ci rimango davvero male quando mi viene chiesto di astenermi da quello che stavo per fare, ossia scattare una foto.

Credits: Superlighter

Quando e come è iniziata la tua passione per la fotografia?

Credo tutto sia iniziato a 12, 13 anni, quando trovai una Kodak Instamatic persa da qualcuno ai giardini pubblici del mio paese. Prima di quell'incontro il mio rapporto con la fotografia si limitava alle foto di gruppo di famiglia scattate da mio zio in ogni occasione di festa.

Ricordo che non amavo stare di fronte all'obbiettivo, ma ero incredibilmente affascinato dall'atto dello scatto, per me era una cosa assolutamente magica, incomprensibile.

Tornando a quei giorni con la mia prima macchina fotografica, ricordo ancora molto bene la tensione e il timore reverenziale nell'azionare per la prima volta il pulsante di scatto. Quella fotocamera fu l'unico apparecchio in mio possesso per molti anni ed imparai molte cose sulla fotografia grazie alle sue limitatezze.

Tutt'ora alcuni degli scatti fatti con quella "scatoletta" sono tra i miei preferiti, come questi tre:

Credits: Superlighter

Da cosa ti fai ispirare per scattare una fotografia?

Da tutto! Ma soprattutto è la luce che mi ispira più di ogni altra cosa.

Non c'è altra cosa come l'incidenza che la luce conferisce al soggetto in un determinato momento.

Anzi, in molti casi il soggetto è solo un pretesto per fotografare la luce. Uno stesso panorama o un oggetto cambiano completamente grazie alla particolare luce di un determinato momento.

E poi tutto ciò che ha a che fare con il desiderio, quell'istinto inconscio che crea il desiderio in tutte le sue sfaccettature. Può essere un desiderio legato alla passione, all'eros, oppure il desiderio di fotografare la natura per una persona che vive in città.

Credo che lo steso processo mentale che genera il desiderio, conscio o inconscio che sia, sia lo stesso che genera il "bisogno" di scattare fotografie, perché fotografare è un modo per soddisfare i propri desideri.

Ad esempio, rimasi molto colpito da un intervista a Robert Mapplethorpe in cui lui diceva che prima di fotografare i suoi modelli ci andava a letto assieme. Trovo che questo sintetizzi perfettamente il mio pensiero: il bisogno di fotografare nasca per soddisfare i nostri desideri. Allo stesso modo, io amo molto fotografare la campagna perché desidero fortemente ritornare a viverci.

Credits: Superlighter

Cosa ti piace della fotografia analogica e dei prodotti Lomography?

È come chiedermi: perché ti piace la pasta al sugo invece del grasso essiccato di renna? Perché ci sono cresciuto, è come il latte materno. Non so, forse esagero, ma non trovo una risposta più "intelligente".

Dei prodotti Lomography mi piace la filosofia che ci sta a monte e questo senso di urgenza, sopratutto nei primi tempi. Purtroppo certe release degli ultimi tempi sono diventate inavvicinabili per le mie tasche, ma sono felice per chi può permettersele e l'utilizzo che ne fanno.

Quando mi sono avvicinato alla Lomografia nel lontano 1997 fu come quando 20 anni prima mi gettai nel mondo nella musica grazie al Punk. Lomography mi ha permesso di esprimere e rendere visibile a migliaia di persone la mia arte fotografica, al di fuori di ogni contesto accademico preesistente. All'inizio vieni un po deriso, ma poi entri nella storia. 😃

Credits: Superlighter

Mi ha particolarmente colpito l'utilizzo della luce naturale nei tuoi scatti, specialmente nelle foto di paesaggi, come nei tuoi album It's a matter of light e alberi. Questo è un risultato più figlio dello studio e della tecnica oppure dell'improvvisazione?

Un po' uno e un po' l'altra. Il più delle volte scatto senza pensarci molto, specialmente se si tratta di dover cogliere l'attimo.

Per quanto riguarda gli album a cui ti riferisci, diciamo che se dopo tutti questi anni e sopratutto dopo tutte le foto che ho scattato non avessi imparato a padroneggiare un minimo la mia attrezzatura farei meglio a mettere tutto all'asta e comprarmi una canna da pesca!

E comunque cambiando spesso macchina ogni volta è un po' una scommessa, ma se non c'è un po' di rischio non mi diverto!

Che poi i risultati siano sempre degni di nota quella è un'altra storia.

Credits: Superlighter

C'è una foto alla quale sei particolarmente affezionato?

Senza dubbio questa:

Credits: Superlighter

è abbastanza Urban non è vero? Uno scatto assolutamente naturale, l'intuizione di un attimo. In questa foto c'è molto del mio mondo: il colore, la luce e poi, come in un film di Alfred Hitchcock, se guardate bene ci sono anche io. 😃

Cosa rende un fotografo un bravo fotografo?

Mamma mia, che domanda!
Mi viene in mente che recentemente, uscendo da una mostra di Steve McCurry che ho apprezzato molto, ho sentito un fotografo dire che non valeva niente. Questo perché esistono tanti modi diversi di essere un bravo fotografo.

Esiste il bravo fotografo di matrimoni, il bravo fotoreporter di guerra, il bravo fotografo naturalista o il bravo ritrattista. Alla fine tutti ci specializziamo in qualcosa, la domanda però rimane: chi è più bravo?

Credo che, a prescindere dalla sua specializzazione, il bravo fotografo è quello che sa arrivare al cuore della gente attraverso immagini che raccontano una storia, senza il bisogno di aggiungere parole.

Non è certo un compito facile, può essere molto faticoso e in alcuni casi anche estremamente pericoloso.

Credits: Superlighter

Hai qualche consiglio da dare ai membri della nostra community?

Mettete a fuoco, controllate apertura e tempo d'esposizione, poi chiudete gli occhi, trattenete il respiro e scattate!

Credits: Superlighter

Grazie Aurelio per questa intervista e per questi scatti! Scoprite tutti i lavori di Aurelio nella sua LomoHome

Scritto da paolocunico il 2018-02-07 in #gear #cultura #persone #lomohome #superlighter #intervista #community-memeber

2 Commenti

  1. sirio174
    sirio174 ·

    Splendida intervista! Anche a me piace tantissimo la foto scattata nel bar! PS: ho iniziato anch'io con una instamatic!

  2. ophelia
    ophelia ·

    Mitico!! :) Bellissima intervista Aurelio!!

Altri Articoli Interessanti