Andreasxavier e la poesia del quotidiano

Andreasxavier è un appassionato Lomografo dal 2015, quando per la prima volta prese in mano una fotocamera Lomo. Da quel momento la sua passione per la fotografia è letteralmente esplosa.

Ciao Andreasxavier, è un piacere averti qui con noi!

Ciao! Felice di essere qui!

Credits: andreasxavier

Cos’è per te la fotografia? Da quanto tempo sei iscritto alla Community di Lomography?

La fotografia è per me una necessità, qualcosa di cui non potrei mai fare a meno. Sono parte della Community di Lomography sin dal 2015.

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Quando hai iniziato a fare fotografie?

Il mio primo approccio alla fotografia non è stato diverso da quello della maggior parte delle persone. Non sono certo mancate occasioni per avere tra le mani una macchina fotografica, anche solo per fare foto “comuni” durante gite, vacanze, feste ecc. Fra i regali della prima comunione ricevetti una Canon Prima Junior. Anni dopo ho iniziato ad avvicinarmi alle fotocamere digitali. Posso dire con certezza però che, nonostante la fotografia in fondo mi sia sempre piaciuta, questo interesse è diventato una passione vera e propria quando ho (ri)scoperto l’analogico, qualche anno fa. Trovai in vendita su Ebay una Lomo Smena 8M e l’acquistai senza pensarci troppo.

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Non molto tempo dopo mi procurai due reflex analogiche e una Diana F+. Di recente mi sto cimentando con una fotocamera a telemetro. Come vedi, nel mio piccolo, cerco sempre di sperimentare e di imparare. Ma è con la Smena che ho mosso i primi passi nel mondo dell'analogico. È stata proprio questa fotocamera che mi ha fatto innamorare di questo approccio alla fotografia.

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Le fotografie postate sulla tua Lomohome raccontano di un ragazzo con una macchina fotografica sempre in mano e tanta, tanta passione. Ci racconti qualche cosa di te?

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Sono nato e cresciuto in un paesone del Sud Italia. Appena maggiorenne mi sono trasferito in una grande città italiana, dove tuttora vivo. Mi ritengo un tipo molto curioso, sempre aperto ad esperienze nuove, a cui piace scoprire le molteplici sfaccettature dell’umanità. Oltre alla fotografia, mi piacciono la musica, i libri e i fumetti, il cinema e le serie TV, la cultura open source e tanto altro.
Non sono un fotografo professionista e non mi definisco un artista (né tantomeno ambisco ad esserlo, sinceramente).

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Da cosa prendi ispirazione per i tuoi scatti?

La mia fonte di ispirazione è la realtà che mi circonda. Prendo la mia fotocamera, mi guardo intorno e se trovo qualcuno o qualcosa di interessante scatto. Non pianifico nulla al tavolino, non decido quasi mai in anticipo cosa fotografare, non lavoro a progetti.

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Come sono stati i primi scatti con la lomo Smena 8M? Qual è la foto che ti piace di più?

La Smena come primo approccio si è resa abbastanza semplice, ma non troppo intuitiva. A dispetto del nome della casa produttrice, la Smena 8M non è esattamente una fotocamera nello stile Lomography. Non è cioè una point-and-shoot come la LC-A. Anzi, potrebbe risultare un po’ ostica a chi è abituato alla modalità automatica. Chi l’ha provata almeno una volta ricorderà di sicuro le insidie della levetta dell’otturatore, che in molti casi ci si dimentica di abbassare e nella quale si va spesso ad incastrare un dito mentre si scatta! Però, una volta sviluppata la pellicola, ti rendi conto che quella scatoletta di plastica nera può realizzare foto molto belle, con quel pizzico di imprevedibilità. In più ha il vantaggio di essere leggerissima, perfetta per essere trasportata sempre con te, ed è estremamente soddisfacente per gli amanti delle esposizioni multiple.
Di quelle fatte con la Smena, è difficile scegliere la mia preferita. Perciò ne individuo due ex-aequo. Questa, che è piaciuta a diversi miei amici:

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Poi quest’altra, che a me piace tanto, ma che raramente qualcuno ha detto di apprezzare:

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Ci racconti del tuo album a Tor Marancia? Sei appassionato di street art? Qual è il tuo artista preferito?

Quello è uno album abbastanza atipico per me. Nel senso che di solito non tendo a fotografare edifici o palazzi “per quello che sono”, se non in alcuni casi, come ad esempio quando mi accorgo di una condizione particolare di luce o noto un dettaglio che mi affascina. Quelle foto, in realtà, avrei potuto scattarle tranquillamente con lo smartphone. Ma, chissà perché, le ho fatte con una reflex analogica. Ho trovato molto valido quel progetto realizzato a Tor Marancia, Big City Life.

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Gli stessi abitanti sono orgogliosi del fatto che turisti e curiosi vengano a visitare i loro cortili per ammirare le opere. È un pezzo di periferia romana, un tempo trascurata, che ha saputo riscattarsi con la Street Art, senza però dimenticare quello che è stato il suo passato. Entrando, infatti, si viene accolti dalla scritta «Welcome to Shanghai», soprannome di quella zona che al tempo aveva una connotazione negativa.

Credits: andreasxavier

Da osservatore curioso delle realtà urbane, la street-art mi interessa molto perché è uno di quei fenomeni che negli ultimi decenni hanno più contribuito a ridipingere i paesaggi urbani, in tanti casi portando un netto miglioramento. Comunque no, non ho un artista preferito.

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Cos'è per te una "buona" fotografia?

Ritengo non esistano parametri universali per stabilire se una fotografia è "buona" o meno. Lo scatto perfetto forse non esiste. Ma non escludo di cambiare idea a riguardo in futuro!

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Chi è il tuo fotografo preferito?

Indubbiamente amo i grandi maestri. Ma poiché i nomi da citare sarebbero molti, ecco due nomi della lunga: Henri Cartier-Bresson e Saul Leiter. Apprezzo molto anche i talenti contemporanei, giovani e meno giovani.

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Ogni tuo album è una piccola storia che racconti. Credi che questa caratteristica pervenga anche a chi segue il tuo profilo?

Effettivamente alcuni degli album che ho pubblicato su Lomography sono composti da foto legate tenute insieme da un filo conduttore (oppure una storia, per usare le tue parole). Di sicuro non ho mai cercato di inserire volutamente significati nascosti e reconditi, di lasciare qualcosa di implicito, anche perché il mezzo fotografico è abbastanza e autoesplicante. Se prendiamo ad esempio la serie di fotografie che ho scattato l’anno scorso in Portogallo, si vede chiaramente che sono ritratti di gente comune.

Credits: andreasxavier

Le fotografie hanno qualche imperfezione tecniche: sovra/sottoesposizioni, fuoco sbagliato, persone lontane che entrano all’improvviso nell’inquadratura rovinando la composizione ecc.. Non è un caso che l’album si chiami «Ritratti imperfetti». Sono foto che certamente sarebbero potute venire meglio, ma che non ho voluto buttare via, perché credevo che in qualche modo riproducessero bene le atmosfere catturate e mantenessero intatte le sensazioni che ho provato visitando quei posti.

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Qual è il tuo scatto preferito di quelli della Lomohome e perché?

Forse una foto scattata l’anno scorso in piazza Castello a Torino. Nata, come tante, per caso. Mi ero abbassato a livello della pavimentazione stradale pensando di cogliere un’inquadratura rappresentativa della città: si vedevano chiarissimi il logo de La Stampa, due biciclette, si intravedeva in lontananza una fermata del tram. Improvvisamente un cane maschio di piccola taglia si è inserito nell’inquadratura e ha alzato la zampetta per fare pipì su un monumento. Non ci ho pensato due volte e ho premuto il tasto di scatto. Credo che abbia aggiunto un tocco simpatico e anche leggermente dissacrante.

Credits: andreasxavier

Se desideri vedere altre fotografie di Andreasxavier visita la sua lomohome e commenta i suoi scatti!

Scritto da chiaracarlucci il 2018-08-24 in #persone

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