Manifesta 12: GARDEN OF FLOWS

Manifesta è una biennale nomade di arte e cultura contemporanea, fondata negli anni ‘90 in Olanda. Ogni edizione si svolge in una città europea diversa e per la sua dodicesima edizione ha scelto la città di Palermo, Capitale Italiana della Cultura 2018. Come detto nel precedente articolo Manifesta 12 a Palermo, Capitale Italiana della Cultura 2018! Manifesta-12--Palermo-Capitale-Italiana-della-Cultura-2018 , la biennale Manifesta 12 è composta di tre sezioni: Garden of Flows, Out Of Control Room e City On Stage.
Ognuna di queste si svolge in luoghi diversi della città e offre la possibilità di visitare edifici storici di grande interesse artistico e architettonico della città di Palermo, normalmente non fruibili. Vi presentiamo la prima sezione di questo viaggio artistico: Garden Of Flows.

Claudia Sajeva è andata per noi a visitare questi luoghi ricchi di fascino. Scopriamo insieme quali luoghi magici ha potuto vivere e respirare:

GARDEN OF FLOWS

Orto Botanico
via Lincoln, 2

Essendo l’orto botanico il luogo in cui vengono coltivate e studiate diverse piante, indigene ed esotiche, questo non poteva che essere il luogo perfetto per ospitare alcune delle installazioni della biennale, il cui tema è “*Il Giardino Planetario. Coltivare la Coesistenza*”.

La sua storia risale al 1786, quando fu spostato nella sede attuale nel Piano di Sant’Erasmo, appena fuori le mura della città e vicino al mare. Nel 1787 J. W. Gohete durante il suo viaggio in Sicilia, visitò l’Orto Botanico e così lo descrisse nel suo testo “Viaggio in Italia”:

“Nel giardino pubblico vicino alla marina ho passato ore di quiete soavissima. È il luogo più stupendo del mondo. Nonostante la regolarità del suo disegno, ha un che di fatato; risale a pochi anni or sono, ma ci trasporta in tempi remoti.”
Credits: Claudia Sajeva

Sono 8 le istallazioni degli artisti che hanno esposto presso l' Orto Botanico:

• Alberto Baraya, New Herbs from Palermo and Surroundings. A Sicilian Expedition, 2018. Un erbario di erbe raccolte durante esplorazioni della Sicilia dell’artista colombiano, dando particolare attenzione ai fiori lasciati sugli altari.
• Zheng Bo, Pteridophilia, 2016. Video installazione inserita tra le canne del bamboo, in cui dei giovani passeggiano in una foresta di Taiwan e stabiliscono un rapporto intimo con le piante.
• Leone Contini, Foreign Farmers, 2018.
• Malin Franzén, Palermo Herbal, 2018. L’artista svedese riprende la tecnica di stampa naturale del botanico siciliano Paolo Boccone (1633-1704) e lo combina con moderni sistemi di visualizzazione scientifica. Rappresenta piante capaci di convivere a contatto con sostanze tossiche, come quelle trovate presso l’estuario del fiume Oreto e nel parco abbandonato di Acqua dei Corsari.
• Lungiswa Gqunta, Lituation, 2018.
• Toyin Ojih Odutola, Scenes of Exchange, 2018.
• Khali Rabah, Relocation Among Other Thing, 2018. Oggetti e manufatti reperibili ed esposti come in un mercatino vengono paragonati alla flora che si trova nell’Orto Botanico.
• Michael Wang, The Drowned World, 2018.

Credits: Claudia Sajeva

Palazzo Butera
via Butera, 18

Il suo impianto originario risale al XVII secolo, fu ampliato e riconfigurato nella seconda metà del settecento. Recentemente restaurato.

• Maria Thereza Alves, Una proposta di sincretismo (questa volta senza genocidio), 2018.
• Melanie Bonajo, Night Soil, 2014.
• Fallen Fruit, Theatre of the Sun, 2018.
Le pareti di una sala vengono rivestite da carta da parati rappresentante alberi da frutto, al centro di questa sala vi è una mappa che rappresenta la localizzazione di tali alberi all’interno della città.
• Renato Leotta, Giardino, 2018.
Notte di San Lorenzo. Un televisore poggiato sul pavimento mette in relazione un agrumeto con una delle sale del palazzo, nel display si vedono i limoni che cadono a causa della gravità, mentre nel pavimento in argilla cruda si vedono le tracce della caduta di questi frutti.
• Uriel Orlow, Wishing Trees, 2018.
• Sergey Sapozhnikov, A Wonderful Day, 2018.

Credits: Claudia Sajeva

Il progetto What Is Above Is What Is Below del collettivo inglese Cooking Section è suddiviso nei tre luoghi seguenti:

Volpe Astuta
Via Miciulla, 1

Credits: Manifesta12

Volpe astuta è un fondo agricolo sequestrato ad una famiglia mafiosa nel 1980 e confiscato nel 1983 dal giudice Giovanni Falcone, dal 1999 base scout. Ospita un agrumeto storico, la camera dello scirocco (XV sec.) e il qanat medievale Xibene.

Il progetto esposto è una rivisitazione di un sistema di irrigazione pensato senza acqua, ma con un sistema fatto di pietre, per far germogliare la vita anche dove non c’è più acqua.

Chiesa di Santa Maria dello Spasimo
Piazza Carlo Ventimiglia, 13

Credits: Claudia Sajeva

Una delle sedi espositive più interessanti della biennale è lo Spasimo. Nata come chiesa nel 1500, in stile gotico-settentrionale con influenze arabo-normanne, ha subito diverse trasformazioni e cambi d’uso nel corso dei secoli successivi, da chiesa a fortezza, da lazzaretto a teatro fino deposito d'arte. Adesso è sede è sede del Brass, scuola Jazz di Palermo. Abbandonata per diversi anni, è stata restaurata e riaperta negli anni ’90. L’assenza del tetto della navata centrale non fa altro che aggiungere valore e teatralità.

Giardino dei Giusti
Via Alloro, 80

Il Giardino dei Giusti è un giardino racchiuso tra i resti delle mura danneggiate dal bombardamento del 1943, ove al suo interno vi sono degli agrumi. L’installazione degli artisti inglesi consiste in una rivisitazione di pensiline a cielo aperto con lo scopo di produrre un microclima grazie all’ombreggiatura che facilita il passaggio dei flussi d’aria.

Credits: Claudia Sajeva

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Claudia è una giovane e talentuosa fotografa di Palermo che ha scelto di raccontare una manifestazione eccezionale come quella di Manifesta 12 in una delle città più magiche d'Italia, ricca di storia e cultura.

Non perdere il prossimo appuntamento, il 7 settembre, con Manifesta 12 della seconda sezioni principale: Out Of Control Room.

Se vuoi conoscere meglio Claudia Sajeva, visita il suo sito web.
Per i suoi scatti ha utilizzato le seguenti macchine fotografiche:
LC-A & Lomo Lubitel 166+
E con le seguenti pellicole
Lomography Lady Grey B&W 400 & Lomography Color Negative 400 ISO 35mm

Scritto da macilomo il 2018-08-31 in #cultura #news

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