La fotografia come "specchio della memoria"

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Biagio, per la community Braucci, è un fedelissimo lomografo da circa sei anni, quando gli fu regalata la sua prima Diana Mini.

Credits: braucci

Ciao Biagio, è un piacere averti qua con noi! Puoi raccontarci come ti sei approcciato alla fotografia e alla community di Lomography?

Sono iscritto alla comunity di Lomgraphy da circa sei anni, quando mi è stata regalata la mia prima fotocamera analogica: una Diana Mini. Manco a dirlo, il primissimo rullino fu un disastro! Pian piano sperimentando i risultati sono venuti fuori… Quell'effetto vintage tipico della Diana, con la sua lente in plastica, mi ha affascinato sin da subito e da lì ho iniziato a scattare sempre di più, a provare sempre nuovi rullini e, ahimè, a desiderare sempre più macchine analogiche! Al momento ne conto dodici.

Penso che la Diana Mini sia stata l’innesco che ha riacceso una passione dell’infanzia mai del tutto assopita: mio padre, come me, amava immortalare situazioni da ricordare. Quando avrò avuto otto o nove anni, scoprii la sua fantastica Fujica ST705, classe 1977, di cui subito mi innamorai. In quegli anni iniziai a sfogliare i primi libri di fotografia, come quelli di Andreas Feininger, ad apprezzare lo stile di Joan Colom e ad amare le foto di William Klein che, col suo grandangolare da 21mm, in New York, mostrava la rivoluzione della fotografia di reportage.
Il vero apprendimento tecnico è consistito soprattutto nel fotografare, giorno dopo giorno, e nel risolvere con buone immagini le situazioni fotografiche più disparate. Ho sempre pensato che la fotografia fosse in qualche modo sinonimo di memoria (“Lo specchio della memoria” – l’ha definita, giustamente, qualcuno). Cerco sempre di scattare una fotografia che sia di reportage, ovvero racconto e memoria della realtà.

Credits: braucci

Sfogliando la tua LomoHome si vede come la luce sia fondamentale nei tuoi scatti. Prediligi la pellicola in Bianco e Nero e esplorare il magico mondo incantato della Purple. Cosa ti spinge a scegliere una pellicole piuttosto che un’altra?

Amo tantissimo il bianco e nero perché mi da la possibilità di concentrarmi sul messaggio.
Le foto le penso in bianco e nero. Per una serie di passaggi logici e culturali, il bianco e nero è verità. Perché la storia è in bianco e nero. Perché i vecchi filmati che raccontano il mondo sono stati girati in bianco e nero. E aggiungo, perché il bianco e nero è un’astrazione, e dunque ha un significato tutto suo: rilegge la realtà e la rende diversa.

Credits: braucci

È questa diversità, questa scelta consapevole (e fatta ab origine) di come raccontare che rende unico l’analogico rispetto al digitale; digitale che, d'altro canto, lascia liberi, di fare praticamente tutto, anche di tornare indietro. Ma i limiti sono altrove: stanno nella difficoltà di capire cosa scegliere, senza ridursi a provare gli effetti di centinaia di preset.
La scelta della pellicola poi, e qui ritorno alla domanda, è dettata esclusivamente dalla sensibilità ISO che mi occorre per raccontare la storia che ho in mente: non ho, insomma, una pellicola che prediligo rispetto a un’altra.

Credits: braucci

Qual è la macchina fotografica che metteresti in valigia senza pensarci un attimo e perché?

Nessun fanatismo per una macchina fotografica in particolare. Le macchine, un po’ come le automobili, devono funzionare bene, punto e basta. Nessuna ostentazione di prestigio. Non scelgo quasi mai i modelli top di macchina fotografiche (spesso troppo pesanti a causa di funzioni sofisticatissime che magari neanche saprei usare). Davvero, nessuna macchina del cuore!

Chi è il tuo fotografo preferito?

Risposta secca: Robert Doisneau.

E il tuo lomografo preferito?

Lorenzo Caleca (per la community POESIANELLESTRADE) . Apprezzo i suoi scatti e seguo con interesse quello che pubblica (RUHRGEBIET è un volumetto davvero delizioso: accattatavillo!).

Credi che l’arte possa influenzare favorevolmente la fotografia?

Certamente! Certe scelte fotografiche come la composizione e il taglio, ad esempio, sono elementi che hanno bisogno di un occhio allenato e di una sensibilità artistica indispensabili per l’equilibrio estetico di una buona fotografia. Ma da soli non bastano in quanto la fotografia è un mezzo espressivo tra i più ambigui che esistano.
La fotografia ha la pretesa, in parte vera, di documentare la realtà, e allo stesso tempo - sublime paradosso! - è quanto di più lontano dal reale si possa immaginare.

Credits: braucci

La fotografia è una pittura, una forma d’arte e come tale influenzabile dalla sensibilità artistica e culturale dell’esecutore; una forma d’arte, che non si pratica con colori e pennelli, ma che invece si stampa su carta e permette di cambiare le cose usando la luce.
I colori fotografici non sono quelli reali, ma accentuano certe tonalità a seconda dell’emulsione che si utilizza. Sono vittime dell’istante, della luce, delle ombre, dei riflessi in quel momento. Sono vittime del movimento...

Ogni tuo album è una piccola storia che racconti. Credi che questo arrivi a chi segue il tuo profilo?

Questa è una domanda difficilissima! Non saprei, davvero, come rispondere... Penso a ciascun album come a quelli stipati nei cassettoni della sala da pranzo dei nostri genitori, quelli in cui ci incollavi una fotografia i volti che hai paura di dimenticare... Tutto questo arriva a chi segue il mio profilo? Non lo so... Sì, è vero, sono foto, soltanto foto di famiglia, un hobby, persino un gioco, ma è anche una filosofia dell’istantaneità. In quello sguardo distratto, in quegli occhi sorpresi, in quel movimento sgraziato del corpo, ci sono indizi, verità e possibilità che lo scorrere della vita ti nasconde, e ti impedisce di vedere davvero.
È nell’istante che si consumano le verità e si capiscono le cose. Perché l’istante è il seme dell’eterno, anche se dura pochissimo.

Credits: braucci

Qual è il tuo scatto preferito nella tua Lomohome e perché?

Nessuno in particolare. Ogni scatto ha il suo ricordo appiccicato in filigrana: una dimensione non visibile che salta fuori ogni volta che rivedo le foto e mi costringe a non essere affatto obbiettivo nel preferirne una piuttosto che un’altra. Ciascuna foto è una briciola di memoria di ricordi (belli e meno belli); sicuramente non tutte le foto sono tecnicamente perfette, ma sono attimi della mia vita appuntati su cellulosa e a cui, in un modo o nell’altro, sono profondamente legato.

Credits: braucci

Sei in contatto con altri lomography? Credi che grazie alla community tu abbia avuto modo di entrare in contatto con chi, come te, ha le tue stesse passioni?

Sinceramente, no. Credo però all’utilità della community - da cui ho imparato tantissimo - ma, per tempo, non riesco a seguirne con continuità le dinamiche. Ecco, mi piace gironzolare tra le tantissime lomohome, apprezzo gli scatti, le idee, gli esperimenti più o meno arditi...


Ringraziamo Braucci per questa bellissima intervista. Vi consigliamo vivamente di dare uno sguardo alla sua Lomohome e non dimenticate di farci sapere quale sia il vostro pensiero in merito alle riflessioni di Braucci.

Scritto da chiaracarlucci il 2018-09-14 in

La LomoChrome Metropolis è la prima e nuova pellicola color negative ad uscire negli ultimi anni. Dopo il successo della leggendaria LomoChrome Purple e LomoChrome Turquoise, questa nuova emulsione sarà disponibile nei formati da 35 mm, 110, 120, e 16 mm. Inondando le tue fotografie di colori tenui, contrasti sgargianti e toni desaturati, questa pellicola è misteriosa e grunge allo stesso tempo, come mai nessuna prima d'ora. Sostienici su Kickstarter e aiutaci a sancire l'inizio di una nuova era per la fotografia analogica!

Un Commento

  1. poesianellestrade
    poesianellestrade ·

    sante parole, foto stupende ma soprattutto grazie mille per la menzione nell'articolo , sono davvero lusingatissimo.

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