Viaggio per le isole Lofoten con la Lomo’Instant Automat Magellan e Instantnomad

Le Lofoten sono un arcipelago norvegese meta per i fotografi di tutto il mondo, attratti dai suoi paesaggi spettacolari. Simone Zanoli è tra questi e con il suo progetto Instantnomad e la fotografia istantanea, è andato a caccia di prospettive sperimentali tra i fiordi.

Credits: Simone Zanoli, Lomo'Instant Automat Glass per il progetto Instantnomad

Ciao Simone, è bello riaverti qui. Ti abbiamo conosciuto per le fotografie prospettiche realizzate con la Lomo’Instant Automat Magellan ed il tuo progetto Instantnomad volta hai scelto una nuova meta: Le Lofoten. Queste sono un arcipelago meraviglioso della Norvegia, oltre il Circolo Polare Artico. Ci racconti di questo meraviglioso viaggio?

Buongiorno a tutti, colgo l’occasione per ringraziarvi di poter essere ancora qui insieme a Lomography a raccontarvi le mie ultime avventure. Le Lofoten per me sono state una scelta abbastanza naturale in quanto sono follemente innamorato della scandinavia, dei suoi paesaggi e delle sue persone, ma anche perché in estate difficilmente sopporto il caldo quindi vado sempre alla ricerca di un rifugio al fresco. Questo arcipelago norvegese era un‘area che ancora mancava all’appello, così ho colto al volo l’occasione delle vacanze estive per organizzare 10 giorni di fly & drive tra fiordi e coloratissimi rorbuer , le tipiche casette in legno dei pescatori norvegesi. In realtà poi non sono stato solamente alle Lofoten perché grazie a un percorso mirato ho anche visitato, sempre insieme alla mia compagna Veronica, la città di Tromso, l’isola Andoya che fa parte dell’arcipelago delle Vesteralen e l’ isola di Senja .

Credits: Simone Zanoli, Lomo'Instant Automat Glass per il progetto Instantnomad

Quale attrezzatura fotografica ti ha accompagnato durante questo viaggio?

Io viaggio sempre con una macchina fotografica digitale, una mirrorless Fujifilm X-T2 per l’esattezza, un’action cam GoPro Hero 5 Black con la quale realizzo delle clip video e con la mia ormai inseparabile istantanea Lomo’Instant Automat Magellan . Oltre alle macchine fotografiche poi ho tutta una valanga di accessori, cavi, powerbank e oggetti vari per non farmi mai trovare impreparato in nessuna situazione.

Credits: Simone Zanoli, Lomo'Instant Automat Glass per il progetto Instantnomad

Che ruolo ha avuto la luce nei tuoi scatti? Sei stato in un periodo dell’anno molto simile al nostro come luminosità. Troppo tardi per il sole di mezzanotte, ma hai avuto la possibiltà di godere della luce diurna durante l’arco della giornata, no? Forse con meno intensità.. Raccontaci di questo aspetto e quanto questa ha influenzato la scelta dei tuoi soggetti.

In realtà ho scelto questo periodo proprio per l’esatto opposto. E’ si il periodo che sancisce la fine del sole di mezzanotte, ma è anche il periodo in cui inizia la stagione dell’*aurora boreale*, uno spettacolo che tutti dovrebbero vedere almeno una volta nella vita. La Lapponia norvegese è una delle migliori zone al mondo per vedere il cielo notturno tingersi di verde e infatti, proprio l’ultima sera prima di partire, siamo riusciti ad ammirare l’aurora in tutto il suo splendore a Esfjordbotn, un minuscolo e buio villaggio a 30 minuti di auto da Tromso.
Per quanto riguarda la luce diurna invece ho cercato di sfruttarla al meglio, soprattutto nelle prime ore del giorno in quanto per il tipo di fotografia che realizzo, ovvero paesaggio e street, dopo le 16:00 inizia a esserci poca luce per riuscire a realizzare uno scatto esposto correttamente.

Credits: Simone Zanoli, Lomo'Instant Automat Glass per il progetto Instantnomad

I tuoi scatti sono degli equilibri di pieni e vuoti, come scegli la composizione? Credi che senza lo splitzer della Glass saresti riuscito a raggiungere ugualmente lo stile dei tuoi scatti?

Quando scatto istantanee la scelta della composizione va molto a sentimento, infatti mi sono proprio auto imposto una piccola regola che mi guida:

scatto solo ed esclusivamente quando e se “sento” lo scatto.

In questo viaggio, inoltre, ho deciso di spingere deciso sull’uso della doppia esposizione in tutte le sue sfaccettature, cercando di superare tutti i limiti che possono essere dati dalla fotografia istantanea e cercando di creare sempre quella giusta dose di curiosità in chi guarderà i miei scatti. Lo splitzer, accessorio fenomenale, ha sicuramente influito sulla precisione e sulla geometria che le mie istantanee posseggono. Senza di esso, per raggiungere simili risultati, ci vuole davvero molto ingegno ed inventiva nel costruirsi qualcosa che copra la lente senza però coprire l’esposimetro.

Credits: Simone Zanoli, Lomo'Instant Automat Glass per il progetto Instantnomad

Cosa ha influenzato il tuo linguaggio e il tuo stile? C’è qualcuno da cui prendi ispirazione?

Sicuramente essere un architetto influenza costantemente il mio modo di vedere il mondo e di conseguenza il mio modo di descriverlo attraverso la fotografia. Non prendo ispirazione da nessuno in particolare, però se devo dire un nome al quale faccio riferimento per aver spinto e portato la fotografia istantanea oltre i suoi limiti, trasformandola in arte, direi David Hockney.

Credits: Simone Zanoli, Lomo'Instant Automat Glass per il progetto Instantnomad

Alcuni tuoi scatti evocano un movimento sinuoso, un unione tra il mondo della natura e l’ architettura. C'è un punto di osservazione migliore di altri per le tue inquadrature?

No non credo esista un punto di osservazione migliore di altri, come ho detto poco fa cerco sempre di lasciarmi trasportare dal posto scattando molto “a sentimento”, quindi ogni volta è una scoperta e ogni volta inquadratura e punto di osservazione cambiano.

Credits: Simone Zanoli, Lomo'Instant Automat Glass per il progetto Instantnomad

Come descriveresti il rapporto dei norvegesi con lo spazio urbano?

Partiamo dal presupposto che di spazio urbano alle Lofoten ce n’è ben poco, considerando i soli 30 mila abitanti in tutto l’arcipelago. Inoltre il territorio delle Lofoten è poco urbanizzabile in quanto, essendo un paesaggio di fiordi, le montagne che si buttano a picco nel mare lasciano pochissimo spazio all’uomo. A parte questo tutti i villaggi che ho visitato hanno una struttura fortemente funzionale volta alla pesca, dove il ruolo di protagonista lo rivestono i rorbuer, queste piccole casette colorate costruite con delle palafitte direttamente sul mare appunto per agevolare l’attracco dei pescherecci.

Credits: Simone Zanoli, Lomo'Instant Automat Glass per il progetto Instantnomad

Le case dei pescatori, i rorbuer, dal colore rosso vivo vicino la costa rocciosa, sono meravigliose. Hai avuto modo di interagire con uno di loro e/o ascoltare una delle loro incredibili storie?

Durante il mio viaggio ho dormito per 4 sere in Rorbu, 2 sere ad Henningsvaer e 2 sere a Reine. Sono spazi in cui si respira a pieni polmoni la tradizione e la storia di questo popolo e sono davvero rimasto affascinato dalla semplicità e dal calore che questi piccoli rifugi a palafitte sul mare ti offrono. I norvegesi in generale sono persone davvero molto civili, educate e disponibili, ma al tempo stesso non sono molto espansivi e parlano giusto il minimo indispensabile. Specialmente in questo arcipelago si vede e si percepisce che hanno una fortissima attrazione per il mare e per le cose semplici.

Credits: Simone Zanoli, Lomo'Instant Automat Glass per il progetto Instantnomad

Cosa ti ha colpito di più durante questo viaggio?

I fiordi. Viverli così intensamente. Vedere il mare che con forza spinge e va ad incanalarsi per chilometri nella terra alla ricerca della montagna è stato qualcosa di unico e indimenticabile, qualcosa che solo nel territorio norvegese puoi percepire così energicamente. Viaggiare in auto attraverso paesaggi incantevoli perdendosi nei propri pensieri tra mare e montagna.

Credits: Simone Zanoli, Lomo'Instant Automat Glass per il progetto Instantnomad

C’è un episodio che vorresti raccontare ai lettori?

Questo viaggio per me, e per la mia compagna che mi sopportava, è stato una vera e propria caccia all’aurora boreale. Ogni sera controllavo un’applicazione per smartphone che attraverso un notevole numero di fattori calcolava le probabilità di riuscire a vedere l’aurora nella posizione in cui ero geolocalizzato. Ogni sera le percentuali erano davvero alte e proprio per questo ogni sera dalle 23 in poi fino all’1-2 di notte ogni 20 minuti uscivo al buio e al freddo pieno di speranza alla ricerca di qualche lampo verde. Ma niente, alcune notti il cielo era coperto, altre l’attività era troppo debole nelle ore di buio. Nove notti senza vedere nulla di percettibile all’occhio umano. L’ultima notte ci trovavamo a Tromso, il giorno dopo lo avremmo passato interamente in viaggio per tornare a Milano. La percentuale quella notte era più alta che mai, solo che trovandoci in una cittadina l’inquinamento luminoso era presente e fastidioso, ma non volevamo arrenderci.

Alle 23 in punto decidiamo di prendere la macchina e farci 40 minuti di strada per raggiungere Esfjordbotn, piccolissimo villaggio situato su un fiordo con un’inquinamento luminoso pari a zero. E proprio li nella nostra ultima notte di viaggio la Norvegia ha deciso di ripagare le nostre speranze e di salutarci tingendo il cielo di verde.
Credits: Simone Zanoli, Lomo'Instant Automat Glass per il progetto Instantnomad

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Grazie mille Simone per questi splendidi scatti e per quest'intervista. Continua a seguire il progetto Instantnomad su Instagram e i lavori di Simone nel suo profilo personale.

Scritto da macilomo il 2018-09-27 in #gear #cultura #news #persone #luoghi

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