Fotografia introspettiva: 50 Shades of Homour

L'introspezione è la sua arte. I suoi scatti evocano la realtà interiore, sentieri tortuosi che ricercano la stabilità tanto agognata da ciascuno di noi. Francesca con il suo progetto " 50 Shades of Homour" cerca di carpire il fluire delle sensazioni.

Per Francesca Faraci la fotografia è

metafora di uno specchio dell’inconscio e non è altro che un instante rubato all’eternità che disorienta la percezione nostra e di chi ci osserva.

50 Shades of Homour nasce dalla necessità di indagare sugli sbalzi d’umore.

Felice o triste, arrabbiato o annoiato?
Sarà sempre così?

Quest’ impossibilità di trovare la certezza di uno stato d’animo, di una fase, di un umore, mai. Siamo tutti seduti su delle altalene che volano più in alto di quanto immaginiamo, finché non scendono d’improvviso facendoci sentire vulnerabili.
Gli sbalzi d’umore sono salvezza e rovina.

Ma chi di noi non vive su quel confine al limite tra normalità e follia?

"50 Shades of Homour" vuole mantenersi in superficie, è un approccio fotografico che vuole conservare il mistero delle cose e non vuole svelare la bellezza, ma lasciare al lettore il fluire delle sensazioni. Forse la magia è tutta lì. Ecco perché dopo aver spiegato la mia idea alle modelle, ho lasciato che il loro umore venisse fuori senza alcuna costruzione. In questo caso la ricerca della perfezione si scontra inevitabilmente contro le debolezze umane dei miei personaggi che cercano inutilmente di non uscire fuori dalle righe e che inevitabilmente si ritrovano spogliati delle loro emozioni più profonde, davanti alla lente della macchina fotografica.

“Sono molto affascinata dall’estetica e credo che la forza di ogni progetto risieda nella scelta del giusto team e nello sviluppo dell’idea. Mi fido ciecamente di ogni componente del team, amo ascoltare i loro punti di vista, contaminarmi, ma trovo fondamentale organizzare schematicamente tutto. Non credo che la tecnica sia tutto, preferisco lasciarmi trasportare dalle sensazioni del momento. La scelta delle modelle è l’aspetto più complicato, rimango affascinata dai dettagli, dalle caratteristiche particolari, deve essere quasi un colpo di fulmine, se non scatta subito significa che devo continuare altrove la mia ricerca. Mi piace conoscere chi ho davanti, entrare in empatia, solo così riusciamo a buttare fuori il 100% di noi stessi.”

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Scritto da macilomo il 2018-10-04 in #gear #cultura #news

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