Una gita in Toscana con la pellicola Lomography Earl Grey

Pietro è un giovane fotografo appassionato. Ha scoperto da poco l'arte dello sviluppo fai da te e adora viaggiare. Innamorato degli scatti analogici per il suo viaggio in Toscana ha scelto di sperimentare con la pellicola Lomography Earl Grey B&W 100 ISO . Scopri cosa ci ha raccontato:

Ciao Pietro, è un piacere averti qui con noi! Ci racconti qualcosa di te?

Ciao Lomography! Prima di tutto grazie per l’opportunità! Io sono Pietro, ho 22 anni e sono nato a Trento e da qui è partita la mia avventura con la fotografia. Penso di essere un ragazzo semplice a cui piace viaggiare e scattare! La fotografia mi ha aiutato moltissimo nel trovare la mia strada e, ad oggi, posso dire che sia sicuramente la cosa che più mi faccia stare bene. Non mi sento di definirmi “fotografo”, non so se mai riuscirò a definirmi tale, mi sembra un nome che porta con sé tanta storia.

Cos’è per te la fotografia?

Mi ritengo una persona molto emotiva ed introversa di conseguenza non riesco a far fuoriuscure l’emotività all’esterno. La fotografia è ciò che mi aiuta ad esprimere ciò che provo nella maniera più chiara e semplice possibile. Credo che il tipo di fotografie che si facciano rispecchino sempre l’interiorità di chi le scatta, è davvero un mezzo di comunicazione efficace. Forse è per questo che vivo questo rapporto con la fotografia. Mi permette di esprimere ciò che ho da dire o da raccontare.
Non sono ancora in grado di definire uno stile ben preciso, la cosa su cui mi concentro maggiormente sono i “ritratti ambientati”, non mi piace focalizzarmi solo sul soggetto, sul profilo o sui particolari della persona, sono molto più interessato ad inserire questo soggetto in un contesto, in modo tale da raccontare qualcosa, una situazione.
Con questa serie di scatti in bianco e nero ho provato ad unire queste caratteristiche e legarle al tema del “viaggio”.

I miei scatti molto spesso li associo alla musica, ad esempio un brano che mi fa sempre venire voglia di scattare è Waves crashing on distant shores of time di Clint Mansell.

Quando hai inziato a scattare? Con quale macchina fotografica?

Come capita a tanti, ho iniziato con la fotografia analogica e tutt’oggi la preferisco di gran lunga a quella digitale. Mi piace pensare agli scatti su pellicola come un raccoglitore di momenti, non dati dalla perfezione ma l’imperfezione.
Ho iniziato tre anni fa in maniera quasi casuale vedendo delle foto a casa di un amico. Ricordo di aver sperato immediatamente di avere a casa una macchina analogica da provare.Da lì ho iniziato il mio percorso con la mia prima macchina, una vecchia Nikon F90x di mio padre, la usavo molto spesso con rullini scaduti che trovavo nelle bancarelle.Invece da pochissimo mi sono cimentato pure nello sviluppo! Ed è proprio vero che prima o poi si dovrebbe provare! E’ forse la parte più bella di tutto il processo.

Una cosa di cui sono convinto è che gli strumenti contino davvero poco nel determinare il risultato finale. Non ho mai avuto materiale da “professionisti”. Se si ha consapevolmente o inconsapevolmente qualcosa da raccontare o da esprimere verrà impresso nelle foto che si scattano.

Qual è la macchina fotografica che poteresti con te in viaggio senza pensarci un attimo? Perché?

Amo molto viaggiare, penso che dopo la fotografia sia la cosa che più amo fare, unire le due cose è davvero fantastico! Ho fatto molti viaggi con diverse macchine analogiche e devo dire che la migliore sarà sempre la Yashica FX-3 super2000, è piccola, leggera, economica e rende davvero bene in ogni situazione.

Hai realizzato una serie di scatti in bianco e nero con la pellicola Lomography Earl Grey B&W. Con quale macchina fotografica hai scatto?

Chiaramente con la mia inseparabile Yashica super2000. Come pellicola ho usato un rullino Lomography Earl Grey B&W 100 ISO da 36 esposizioni che ritengo tutt’ora essere una delle migliori pellicole per creare qualcosa “fuori dagli schemi”. Anche a 100 ISO la grana risulta visibile ma allo stesso tempo non eccessiva. Sono molto soddisfatto del risultato finale

La scelta del soggetto è stata casuale?

Si trattava di una vacanza tra amici di conseguenza ciò che ho cercato di fare è stato imprimere i momenti che meglio descrivevano le situazioni meno “canoniche” di una vacanza.
Abbiamo fatto una traversata dalla costa est a quella ovest dell’Italia, da Senigallia nelle Marche all’Argentario in Toscana.

Chi è il tuo fotografo preferito?

Per quanto riguarda la fotografia digitale è Marco Klahold, è un’ispirazione giornaliera, per la fotografia analogica invece Rosie Matheson e Cian Oba-Smith. Sono due artisti che mi piacciono molto. La cultura inglese degli ultimi anni per quanto riguarda la fotografia su pellicola è davvero interessante.

E il tuo lomografo preferito?

Il lomografo Soft-Focus è un ragazzo italiano della community che all’inizio della mia avventura su Lomography mi diede una grande mano per quanto riguarda la fotografia! Le sue foto mi ricorderanno sempre i miei inizi, prendevo un grande spunto da lui!
Sono rimasto impresso anche dal lavoro di Paolo Raeli con la Lomo’Instant Wide che pubblicaste qualche anno fa! Sarò sempre innamorato di quegli scatti!

Hai dei progetti per il futuro?

A breve sarò a Berlino! Quale miglior posto per scattare altri rullini!

Grazie mille per questa fantastica intervista!
Potete continuare a seguire i lavori di Pietro nella sua pagina Instagram

Scritto da macilomo il 2018-11-14 in

Altri Articoli Interessanti