Dal digitale all'analogico, in viaggio con il fotografo Piero Percoco

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Ciao Piero! È un piacere averti con noi, ti va di raccontarci brevemente come ti sei avvicinato al mondo della fotografia?

Tutto è cominciato circa otto anni fa, quando mi fu regalato il mio primo iPhone. Ho iniziato la mia ricerca personale: ovunque mi trovassi, scattavo foto senza pensare.

Quanto ha influito la tua esperienza in Venezuela nei tuoi lavori? E quanto quella di Bari?

L’esperienza a Caracas quando ero bambino ha sicuramente influito: ricordo ancora gli odori, i colori e i sapori che mi hanno cresciuto. La mia attuale ricerca artistica è stata certamente plasmata da queste esperienze. Avevo solo 7 anni a quell'epoca, età dove si va in contro a forti cambiamenti interiori. Quella di Bari in realtà non è mai stata un’esperienza vera e propria. Non amo molto le città, sono a mio agio solo quando le vivo a modo mio, solo così riesco ad apprezzarle. Vivo a Sannicandro, un piccolo paese a dieci kilometri da Bari, una realtà completamente diversa, immersa nella campagna, un’atmosfera che mi fa sentire mio agio.

Fotografie scattate su pellicola, in viaggio tra Slovenia e Croazia.

Ti sei avvicinato da un paio di anni alla fotografia su pellicola, come la trovi?

Trovo che sia un altro concetto, in tutti i sensi. Sicuramente è un approccio totalmente diverso dal mio modo abituale di fotografare; utilizzo da sempre l'iPhone e piccole macchine digitali, dove nel momento in cui c’è da rubare un ritratto o scene del quotidiano sono gli strumenti più veloci. Trovo però altrettanto intrigante la pellicola, proprio perché mi porta a sperimentare qualcosa di molto lontano dal mio solito metodo. È quindi una sfida che devo dire di amare moltissimo. Posso dire che mi sta portando ad un cambiamento sul modo di vedere...

Come descriveresti il passaggio dalla fotografia in digitale a quella su pellicola?

Più dispendiosa sicuramente, perché devi comprare rullini, svilupparli ecc.. poi lenta e meticolosa, mi fa prestare più attenzione ai dettagli. E poi mi piace un sacco dimenticarmi delle foto che ho realizzato e dopo qualche tempo andarle a sviluppare. Diventa come un rinfrescare la memoria visiva, è stimolante!

Puoi raccontarci qualche cosa su questi scatti realizzati nel tuo viaggio tra Slovenia e Croazia?

È stata una road trip assieme ad un mio caro amico di nome Brando ed il suo cane Molly. Non avevamo una meta vera e propria e quando ci siamo incontrati per la partenza da Bergamo abbiamo aperto google maps e cercato il posto più deserto che c’era nelle vicinanze. Da lì siam partiti. Molti scatti sono stati realizzati in alta quota in Slovenia, dove abbiamo trovato la neve, molti altri invece sull’isola di Krk in Croazia, isola prettamente rocciosa e deserta fuori stagione. Abbiamo dormito in tenda; la prima notte è stata tragica: c’era un vento allucinante ed un freddo pazzesco.

Fotografie scattate su pellicola, in viaggio tra Slovenia e Croazia.

Di recente hai pubblicato anche una raccolta fotografica dei tuoi lavori. Puoi raccontarci qualche cosa a riguardo?

Prism Interiors, parla proprio della mia vita, anche se questo credo di averlo capito solo in seguito alla pubblicazione del libro.
Il libro non contiene testi ed è stato editato e disegnato dal fotografo americano Jason Fulford e pubblicato da Skinnerboox in 500 copie.

Quali sono i tuoi progetti futuri? Hai in mente qualche cosa in particolare?

Vorrei realizzare un progetto ritrattistico sul mio paese, in pellicola. Ci sono tante facce strane, a tratti sembra un po’ il Texas; sicuramente l’utopia distorta che ho dell’America c'entra qualcosa.


Non possiamo che ringraziare Piero per questa intervista. Se volete conoscere più a fondo i progetti di questo giovane fotografo non mancate di visitare il suo sito web.

Scritto da chiaracarlucci il 2018-10-31 in

Un Commento

  1. bluecorals
    bluecorals ·

    Belle foto :) posti incredibili

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