L'affasciante mondo analogico di Irene

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Irene è una lomografa attenta e curiosa. La sua LomoHome è ricca di dettagli della sua vita e delle cose che la affascinano. E' difficile non soffermarsi nella sua home a sfogliare foto per foto la bellezza di quello che vuol trasmettere. Scopriamo insieme cosa ci racconta:

Ciao Irene, è un piacere averti qui con noi. Ti andrebbe di presentarti?

Ciao a tutti! Mi chiamo Irene, sono nata ventisette anni fa in provincia di Palermo, in un paese molto piccolo tra le montagne. Dal 2013 abito a Bologna, dove mi sono laureata e adesso sto per concludere la magistrale in Economia. Sono una persona curiosa, nel tempo libero leggo (dai romanzi alle biografie ai fumetti) o guardo serie tv. Quando posso cerco di vedere posti nuovi e trovare qualcosa che valga la pena di diventare un ricordo.

Da quanto tempo sei iscritta alla community di Lomography?

Mi sono iscritta nel 2015 per puro caso, quando cercavo dei rullini per la reflex dei miei genitori, ma credo di esserne diventata un membro a tutti gli effetti alla fine del 2016, dopo che mi è stata regalata una macchinetta istantanea dagli scarsi comandi, riscoprendo la fotografia analogica. Così mi sono chiesta cosa poteva darmi più soddisfazione e mi sono ricordata di Lomography. È stato semplice perdermi nel mare di scatti pubblicati, anche perché le community di fotografi (amatoriali o professionisti) mi sono sempre piaciute, si trovano scatti davvero impressionanti, ed è un piacere assistere alla creatività o più semplicemente alla sensibilità di chi condivide le proprie foto. Anche in questa community ho ritrovato questi elementi, quindi ho deciso di rimanere, e di mettermi alla prova.

Credits: goldenirene

Quando è iniziata la tua passione per la fotografia?

Sono cresciuta sommersa di fotografie, come buona parte delle persone nate prima del 2000. Non c’è un singolo momento della mia infanzia, così come quella di mia sorella, che non sia stata impressionato su pellicola, stampato, e poi mostrato nelle riunioni di famiglia, una cosa che ho sempre trovato entusiasmante. Durante le gite scolastiche mio padre mi affidava una delle sue compatte, a volte qualche usa e getta, e cercavo di portare a casa quante più foto possibili. Più che passione, credo sia stato un percorso graduale, un po’ come quando impari a cucinare, o a guidare, prima osservi come si fa, poi vuoi farlo anche tu, infine trovi i metodi che danno più soddisfazione. Al momento sono nella seconda fase, sto cercando di imparare seguendo gli esempi, vale a dire qualsiasi cosa mi dia un minimo di ispirazione. Può essere il lavoro di un fotografo famoso, o un film, o semplicemente una scena di vita reale che mi piace. Aggiusto il tiro man mano che procedo.

Con quale fotocamera fotografi abitualmente?

Una reflex Yashica molto basica, la FX3 super 2000. Era dei miei genitori, giaceva in una scatola dimenticata, soppiantata dalle più leggere compatte 35mm e poi dalle digitali. Ho pensato di usarla per anni ma non trovavo mai il tempo, fino al 2016. Dopo aver sviluppato il primo rullino, un Lady Grey, ho deciso che dovevo continuare, così ho recuperato degli obiettivi usati e adesso la uso più spesso che posso. È pesante a seconda dell’obiettivo, ingombrante, però è praticamente indistruttibile, i comandi sono ridotti al minimo, per prendere confidenza con aperture e tempi è ottima. La cosa migliore delle reflex analogiche è che il corpo macchina è davvero solo un mezzo, affiancandoci un buon obiettivo una parte del lavoro è fatta. Ho un obiettivo 35-105mm 3.5-4.5 che si comporta molto bene, un 28mm molto utile, e finalmente sono riuscita a mettere a posto lo Zeiss Planar 50mm 1,7. Per quello che cerco di fare, al momento sono più che sufficienti.
Possiedo anche una Lomo’Instant Glass, con la quale ho un rapporto di amore-odio, perché solo a volte riesco a tirare fuori qualcosa di decente secondo i miei gusti, ma è una macchina molto potente per diversi motivi: è più immediata, permette di avere subito lo scatto finale, consente un certo livello di personalizzazione. Non mi resta che usarla meglio, credo di aver sfruttato molto poco il suo potenziale.

Da cosa ti fai ispirare?

Penso dipenda molto dal momento e dal mezzo che uso. Se sto usando una macchina digitale, per esempio, riesco a concentrarmi su soggetti in movimento. Se uso l’analogico sono naturalmente attratta da soggetti statici, probabilmente perché la macchina che uso è completamente manuale e non voglio ritrovarmi soggetti mossi o fuori fuoco. Trovo ispirazione più facilmente quando sono fuori casa, le geometrie dei palazzi o dei paesaggi, mi piace trovare un punto di vista alternativo, ma non sempre succede. Mi baso molto sul mood che vorrei le mie foto avessero, o dalla luce che c’è durante quel giorno. Molto spesso nelle mie foto non c’è niente di calcolato, le scelte di composizione sono discutibili e del tutto aleatorie, vedo ancora la fotografia come qualcosa di istintivo. Se dovessi parlare dei fotografi che preferisco, direi che amo i ritratti di Imogen Cunningham, o le scene di strada di Ferdinando Scianna. Salgado mi ha aperto un mondo per quanto riguarda la fotografia di viaggio e di paesaggio. Il bianco e nero mi affascina, vorrei riuscire a padroneggiare la tecnica, e magari sviluppare in autonomia. Anche Alex Webb ha un posto speciale tra i fotografi che preferisco, ma è facile vedere come quello che provo a fare io sia radicalmente diverso da quello che in realtà mi piace di più.
Se sono a casa, è ancora più semplice trovare l’ispirazione nei dettagli della routine, che possono diventare interessanti usando la giusta luce, o il giusto mezzo.

Credits: goldenirene

La Lomography Redscale XR 50-200 é una pellicola particolare per l’ ISO tra i 50-200, per cui a seconda dell’impostazione si può avere un effetto dorato fino al rosso intenso. Avevi già avuto modo di testarla o era la prima volta?

È stato il secondo rullino che ho scattato, ma il primo che ho mandato a sviluppare, il precedente l’ho perso in viaggio. Avevo una discreta idea di quello che mi aspettava, avendo visto molte foto nella community, però devo ammettere che sono rimasta piacevolmente sorpresa.

Hai raggiunto l’effetto sperato per i tuoi scatti?

Direi proprio di sì: il tramonto sul mare ha acquistato tutto un altro mood, credo di essere riuscita a comprendere la particolarità della pellicola e a usarla creando un mondo monocromo acceso e affascinante. Le silhouette sono definite e allo stesso tempo anonime, l’assenza di troppi colori permette di focalizzarsi solo sulla scena e allo stesso tempo non c’è la drammaticità del bianco e nero. Non vedo l’ora di riprovare, se solo la nebbia padana me ne concedesse la possibilità.

Hai esposto la Lomography Redscale XR 50-200 con tutti gli ISO?

La maggior parte degli scatti sono stati fatti a ISO 100, quelli fatti al tramonto a ISO 200. Avrei voluto provare anche i 50 ISO ma durante la mattinata il cielo era coperto, per cui ho scelto di tenermi sui 100-200. Tuttavia il giorno dopo ho deciso di scattare l’ultima posa a 50 ISO, e ovviamente sono tornati i colori, anche se molto virati sul giallo. Credo che sia una pellicola dalle grandi possibilità.

Per i colori dei tuoi scatti hanno un colore dominante: arancione/miele. Hai usato 100/200 ISO?

Sì, non appena le nuvole sono andate via ho cominciato a scattare, ma erano ormai le quattro del pomeriggio e volevo trarre il massimo da quel breve periodo di luce. Credo di preferire le foto scattate a 200 ISO, e la prossima volta spero di usare il rullino solo durante il tramonto, magari in un ambiente urbano.

Altra passione che si denota dai tuoi scatti è l’amore per i dettagli e le cose semplici. I tuoi scatti con la Lomo’Instant Glass parlano di una ragazza attenta al dettaglio, amante dei colori e delle cose semplici. È così?

Non proprio. C’è una certa differenza tra quello che mi piace e quello che alla fine fotografo. Mi soffermo sui dettagli perché non sono in grado di non vederli, perché spesso uso la Lomo’Instant Glass quando non posso usare la reflex, quando sono a casa, quando le condizioni meteo sono avverse, quando non ho più rullini, oppure quando non sento alcuna ispirazione. È un modo per non stare ferma troppo a lungo, un po’ come quando, suggerisce Neil Gaiman, hai il blocco dello scrittore, e tutto quello che devi fare è scrivere, “qualsiasi cosa è meglio di un foglio bianco”: qualsiasi cosa è meglio della stasi, magari brucio 10 pose, magari solo 3, magari arriva un’idea su quello che posso fare quando c’è abbastanza luce. Quando torno nel mio paese natale è più facile concentrarmi sulle cose semplici, la familiarità con l’ambiente mi porta a impressionare su pellicola quello che so non troverò a Bologna. È un tipo di fotografia sentimentale, in un certo senso. Fotografo quello che voglio ricordare, senza tecnica, senza alcuna velleità artistica. Mi piacciono i colori ma molto spesso fanno confusione e spostano via l’attenzione dal soggetto… Se dovessi scegliere tra quelli e il bianco e nero, preferirei il bianco e nero.

Credits: goldenirene

Cosa pensi della fotografia istantanea?

Sono entusiasta della fotografia istantanea, è alla portata di tutti, è relativamente facile, è sicuramente più accessibile, permette di vedere il risultato con un ritardo praticamente nullo. È stato il mio trampolino di lancio in un certo senso, e sebbene non la comprenda ancora a fondo, credo che abbia grandi potenzialità, e sia un’ottima base di partenza per la fotografia a pellicola. Una volta che avrò raggiunto dei risultati più che decenti con il formato mini, mi piacerebbe cimentarmi con il formato square.

C’è un lomografo da cui trai ispirazione?

Non so se sia ispirazione o piuttosto ammirazione, mi piace molto quello che fanno VICCCF, robertofiuza, cromagnon e instantnomad per le sue splendide esposizioni multiple.

Qual è la citazione o pensiero che ti accompagna come un mantra ispirazionale?

Se mi è concessa una battuta, direi il mantra di René Ferretti in Boris. Se devo essere seria, preferisco una citazione contenuta in Fables & Reflections di Gaiman: “You know what happens when you dream of falling? Sometimes you wake up. Sometimes the fall kills you. And sometimes, when you fall, you fly”.

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Grazie Irene per questa chiacchierata molto piacevole ed interessante! Seguite Irene e la sua LomoHome !

Scritto da macilomo il 2019-01-18 in #gear #cultura #persone

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Un Commento

  1. aronne
    aronne ·

    Brava irene, belle foto! Anch'io ho imparato a fotografare con la mitica yaschica FX3 super 2000! È stata il mio primo acquisto! Penso che sia la macchina giusta per iniziare, è compatta, leggera e semplice da usare. No?
    Ultimamente l'ho tolta dallo scatolone e ho ripreso ad utilizzarla... che dire, è fighissima!

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