Chi sono io?

Le donne fotografe si ritraggono sempre, quasi sempre. Gli uomini fotografi molto meno. È curioso. I fotografi non hanno bisogno di cercare la loro anima?
Concita De Gregorio

Una mostra tutta al femminile dove personalità, esperienze, visioni e colori del mondo si mescolano in unico ambiente per indagare laa realtà introspettiva di 5 donne che si sono raccontate.
Dal 2 dicembre al al 3 febbraio 2019, alla Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia la mostra Chi sono io? Autoritratti, identità, reputazione. Fotografie di Guia Sara Besana, Silvia Camporesi, Anna Di Prospero, Simona Ghizzoni, Moira Ricci tratta dal libro omonimo di Concita De Gregorio (pubblicato da Contrasto)

Central Park #1, 2015, Stampa inkjet fine art, 100×67 cm, edizione di 6 + 2 PA © Anna Di Prospero;
Nel cammino di studio, ricerca, selezione della fantastica galleria di autoritratti femminili, dalla fine dell’Ottocento alle giovani artiste che pubblicano oggi i loro lavori sui blog, mi sono fermata a parlare concinque fotografe, a lungo. A tutte – Guia Besana, Silvia Camporesi,Anna Di Prospero, Simona Ghizzoni, Moira Ricci – ho chiesto delleloro fotografie; hanno risposto raccontandomi la loro storia: la famiglia,la madre, l’infanzia, la solitudine e la paura, il corpo, il sesso,i figli. Il tempo, l’ossessione del tempo: assenza, presenza. Pieno e vuoto. Cercarsi, mancarsi. Incontrare, incontrarsi. L’autoritratto è la medicina al male di vivere. Il consenso è accidentale, irrilevante. Questo lavoro è iniziato così.

Così Concita De Gregorio descrive nel suo libro questi incontri investigatori dell'animo femminile. In mostra una cinquantina di fotografie di cinque affermate fotografe italiane, con cui la scrittice ha a lungo conversato per il suo libro e che si muovono non solo nel campo dell’auto-rappresentazione.

Autoritratto

Ogni artista ha voluto esporre non solo alcune foto contenute nel libro di Concita De Gregorio sul tema dell’*autoritratto*, ma anche opere più recenti, o addirittura inedite. Si va dalle fotografie surreali e narrative sui temi dell’*identità* e della maternità di Guia Besana, ai primi autoritratti, accostati alle immagini piene di fascino di luoghi abbandonati, di Silvia Camporesi, fino alla nota serie degli affetti familiari e delle fotografie scattate nelle case abitate temporaneamente da
Anna Di Prospero a New York. Per Simona Ghizzoni l’autoritratto è una specie di terapia, un gesto sciamanico per conoscersi e liberarsi dalla paura di vivere, come si vede anche nelle ultime opere, presentate in mostra per la prima volta, mentre Moira Ricci riflette sulla sua incapacità di sentirsi della “dimensione giusta”: nel video Custodia Domestica è piccolissima, mentre diventa grande e ingombrante, ma invisibile per le altre persone, nellagrande fotografia A Lidiput.

Studio per Ofelia, 2004 c-print cm 70×100 © Silvia Camporesi

Indagine del mondo

È interessante notare come nelle opere degli ultimi anni il fulcro della ricerca non sia più rivolto solo verso l’auto-rappresentazione, quasi come se la fase di introspezione a un certo punto venisse superata da tutte le artiste. Accomuna le loro ricerche successive l’*indagine del mondo circostante*: dalla mappatura dell’Italia regione per regione (Silvia Camporesi), all’immersione nell’ambiente naturale (Guia Besana, Simona Ghizzoni), alla nostalgia per il mondo rurale (MoiraRicci), fino all’esplorazione dello spazio urbano americano (Anna Di Prospero).

Condition #4 from series UNDER PRESSURE © Guia Besana

Contaminazione dei linguaggi

Un’altra particolarità che la mostra mette in luce è la contaminazione dei linguaggi: Silvia Camporesi e Simona Ghizzoni scelgono di stampare alcune foto in bianco e nero per poi colorarle pazientemente a mano; Guia Besana accosta immagini fotografiche ad altre inserite in suggestivi light box; Moira Ricci contamina la fotografia con il video e l’installazione, creando effetti sorprendenti; Anna Di Prospero realizza poetici autoritratti nati da gesti performativi in cui l’artista, con il suo corpo, interpreta lo spirito degli edifici architettonici, con riferimenti al cinema e alla danza.

Series In between autoritratto 2007 © Simona Ghizzoni

Per maggiori informazioi sulla mostra, è possibile consultare il portale web dedicato Fondazione Bevilacqua La Masa

Scritto da macilomo il 2018-12-13 in #cultura #news

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