Una "Sardina" galattica con Francesco Guarnaccia!

Francesco Guarnaccia è un giovanissimo illustratore che ha catturato la nostra attenzione per la sua graphic novel Iperurania dove il personaggio principale ha in mano una Fisheye No. 2 o almeno è quello che di primo acchito abbiamo visto noi lomografi, ma scopriamo nel dettaglio cosa ci racconta !

Ciao Francesco, è un piacere averti qui con noi!

Ciao! Mi chiamo Francesco Guarnaccia e sono un fumettista, illustratore e motion designer freelance. Sono di Pisa, ho 24 anni ancora per poco e nel tempo libero mi piace fare caciara. Mi piace particolarmente anche ricordarmi della caciara che ho fatto, quindi, anche se non sono partcolarmente abile, cerco sempre di piazzare una o due foto memorabili.

Quando hai preso per la prima volta in mano una matita, hai iniziato a disegnare e compreso che questo sarebbe stato il tuo lavoro?

Credo di aver sempre disegnato, la matita la tengo in mano da che ho memoria. Ad un certo punto, ho capito che disegnare non era solo un gesto estetico, ma poteva trasformarsi in narrativa. Da quel momento ho cercato di raccontare delle storie. Credo che il mio primo fumetto, sebbene tristemente incompiuto, sia una fan-fic (una storia amatoriale con protagonista un personaggio conosciuto) di Pikappa che ho fatto alle elementari insieme ad un amico. Solo più avanti, ho capito raccontare storie poteva essere addiritura il mio lavoro, quando ho conosciuto persone che i fumetti li facevano veramente.

Francesco Guarnaccia con La Sardina Camera and Flash DIY Edition

Qual è stato il tuo percorso in questo mondo dell’illustrazione?

Ho sempre pensato che il percorso che il mio percorso da professionista sia iniziato nel momento esatto in cui ho messo il primo disegno online. Avevo un profilo su Deviantart e per me, fu incredibile, ricevere dei feedback da persone sconosciute e sentrmi per la prima volta parte di una comunità di persone che perdevano tempo nello stesso modo in cui lo facevo io, di passione! Poi sono arrivatti i social, e con quelli ho avuto la grandiosa chance di conoscere (e anche di farmi conoscere) dai professionisti.
Ho incontrato Tuono Petnato, il quale è stato il mio primo sensei. Ho avuto l'opportunità di pubblicare la mia prima storia breve in una fanzine curata da Lucia Biagi e grazie da lì ho avuto la possibilità di fare la mia prima Lucca Comics, nello stand in Self Area, il padiglione delle autoproduzioni. Lì ho conosciuto i Mammaiuto che adesso sono la mia famiglia lato fumetti.

Da dove trai ispirazione per le tue storie?

Da me, solamente da me stesso. Le storie che racconto non sono quasi mai totalmente autobiografiche. Di solito il processo è più o meno così: identifico qualcosa di cui mi preme particolarmente parlare, che devo elaborare, risolvermi. Prendo questo pezzo di vissuto, questa riflessione, questo pensiero e lo impaccheto in una storia inventata. Magari una storia di genere, di fantascienza o fantasy o comunque in qualcosa di bizzarro e assurdo. Questo processo serve ad impostare una metafora di base e se la metafora funziona allora poi a storia cammina pratcamente sa sola.

Francesco Guarnaccia con Fisheye No. 2

Siamo rimasti colpiti durante il Lucca Comics & Games dalla copertina del tuo libro illustrato Iperurania il protagonista ha in mano una Fisheye 2.0 o almeno è quello che di primo acchito abbiamo visto noi lomografi. Di cosa parla il tuo racconto?

Iperurania è una storia di fantascienza che parla di sindrome dell'impostore. C'è un pianeta, Iperurania, che è bellissimo ma impossibile da colonizzare, perché le apparecchiature eletroniche non funzionano sul suo suolo e una attrazione gravitazionale tremenda ti impedisce di lasciarlo una volta toccato il suolo. Gli umani intestarditi gli costruiscono intorno una luna artficiale, per studiarlo, sconfiggerlo e un giorno riuscire a dominarlo.

Ma guardare Iperurania da una stazione spaziale non è abbastanza e così alcuni coraggiosi astronauti, gli Shooting Stars si avventurano nei pressi della sua atmosfera, il più vicino possibile al pianeta, ma mai abbastanza da rimanervi intrappolati e... scatano delle fotografie! E visto che le apparecchiature eletroniche non funzionano... bhe sono costretti a usare delle macchine analogiche.

Il protagonista è uno degli Shooting Star, e non è partcolarmente bravo... almeno fino al giorno in cui scopre di avere una particolare abilità, molto speciale.

Ti sei sentito come un piccolo super eroe tra le strade di Lucca a scatare con una fotocamera analogica? Ne hai mai avuta una? Cosa hai provato ad ogni click? E’ stato “strano” per te non aver la possibilità di vedere le anteprime dei tuoi scatti?

Più che un supereroe mi sono sentito un Ninja. Mi sono divertito a cercare di rubare degli scatti e poi dileguarmi senza farmi vedere.

Trovo molto bello riuscire a fissare dei momenti spontanei che nella loro immobilità raccontino comunque qualcosa. E' quello che cerco sempre di fare quando faccio un'illustrazione, ma lì è molto più facile avere controllo perchè c'è dietro una bozza, una progettualità.

Con una macchina, soprattutto una analogica, invece è un brivido, si esaurisce tuto in una manciata di secondi e poi devi aspettare giorni per sapere se hai avuto l'intuizione e la prontezza di riflessi. E' bello e non l'avevo mai provato, fino a quel momento avevo avuto a che fare solo con macchine digitali, cellulari e una polaroid.

Francesco Guarnaccia con Fisheye No. 2

Ti abbiamo dato una macchina fotografica completamente bianca sulla quale poter esprimere la tua creatvità. Ti andrebbe di raccontarci il processo creatvo?

La prima cosa che ho pensato è che volevo smontarla. Il grande appassionato di Lego che è stato in me è balzato al posto di comando e bramava fare a pezzi con cura quello splendido aggeggio tenuto insieme da minuscole vitne. Poi ho avuto l'impulso di colorarlo. Di colori mat, perchè sono gli unici colori che prendo in considerazione. Quindi ho unito le due cose: l'avrei smontata e avrei colorato ogni pezzo singolarmente, poi l'avrei rimontata con cura e mi sarei goduto il risultato finale. Ma non prima di aver reso il fronte e retro GALATTICI in perfetta sintonia con il mio libro.

Chi è il tuo illustratore preferito?

Questa è una domanda veramente veramente difficile. Cioè non è la domanda in sé, è l'utilizzo del singolare che mi mette in difficoltà. Aiuto, come faccio a sceglierne uno solo? Cerco sempre influenze ovunque e tendo a sovraffollare i miei input visivi per creare una macedonia di stimoli che non mi lascia scampo. Dai ok ci provo, fooooorse, se mi concentro abbastanza direeeeeeei Sam Bosma.

In quale altro pianeta ci porterai nel prossimo futuro? Porterai con te una fotocamera analogica?

Nel prossimi futuro niente pianet assurdi, solo il buon vecchio pianeta terra. Ma questo non significa che sarà qualcosa di ordinario, anzi, porterò a casa nostra qualunque genere di assurdità. Letteralmente. E ad affrontarla ci sarà una manica di teenager annoiati, dovrei chiederelo a loro se hanno intenzione di portarsi qualche rullino.

***

Grazie Francesco per questa fantastica intervista!
Continua a seguire i lavori di Francesco sul suo portale www.francescoguarnaccia.com o su Instagram

Scritto da macilomo il 2019-03-05 in #news #persone

Maggiori informazioni

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