VHS, il nuovo video analogico dei Joe D. Palma

Anni fa non esistevano social network, gli amici si incontravano tra i solotti o i giardini sotto casa, le fotografie si ammiravano insieme custodite negli album, tra i cassetti e persino tra i libri che ci si scambiava tra una chiacchiera e un'altra si trovava un piccolo ricordo custodito tra quelle pagine. La tangibilità dei ricordi immortalati. L'avvento del digitale e di tutto ciò che ne consegue, ha fatto scattare in molti di noi quello che viene chiamato effetto nostalgia: il desiderio di poter utilzzare gli oggetti della propria infanzia che oggi lentamente svaniscono.

Il motivo della riscoperta dell'analogico non sta nell'uso di un qualcosa. Ritornare all'analogico significa vivere l'esperienza.

Da pochi giorni i Joe D. Palma hanno lanciato il loro nuovo video VHS completamente in analogico, girato con il LomoKino per immergersi completamente in questa nuova insersione di tendenza che è quella della riscoperta di sè, del rivivere le emozioni come si faceva una volta, in modo naturale, dinamico e diretto.

Scopriamo cosa ci raccontano, ma prima consigliamo la visione del video. Ascoltate le loro parole e poi leggete l'intervista!

Ciao Joe D. Palma, vi andrebbe di presentarvi alla community di analogici più pazzi che c’è?
Ciao ragazzi, è un super piacere parlare con voi! Noi siamo un gruppo di pazzi analogici che viene da Padova quindi ci sentiamo già in famiglia!

Qual è il principio creativo dei vostri testi e delle vostre sonorità?
Il principio creativo sta nella fantasia di Giorgio, tanto che a qualcuno di noi piaceva “Il mondo di Giorgio” come nome, non vi diciamo chi è dei cinque perché è veramente un nome terribile. Quando viene fuori un'idea nuova Giorgio inizia a cantarci sopra suonandola con la chitarra, di solito di istinto vengono sempre fuori le frasi migliori su cui poi si costruisce tutto il testo. Sulle sonorità lavoriamo sempre tutti insieme, magari qualcuno sente il pezzo più suo e ci mette dentro più idee, ma arrangiamo sempre tutti insieme, scrivendo il nuovo disco abbiamo un po' alla volta definito i nostri ruoli nel processo compositivo.

Il nuovo video “VHS” è stato lanciato da pochissimo. Possiamo dire che l’anno 2019 è il ritorno, da veri protagonisti, delle musicassette e delle videocassette. Questo ritorno al passato è a nostro avviso un sintomo di forte nostalgia di quello che eravamo. Un tuffo nel passato, una meditazione su chi si era ieri e oggi si pensa di aver perso. Che un po’ è il racconto della vostra canzone. Toccate quelle leve emozionali, indelebili per chi è vissuto tra fine anni 80’ e primi anni 90’. Raccontateci del vostro testo, del vostro rapporto come gruppo e di come usavate le registrazioni quando eravate adolescenti.

Dite benissimo, avete perfettamente centrato il punto. Noi lo vediamo come un ballo nostalgico, perché in questa atmosfera un po' malinconica in fondo rimane la voglia di muoversi, di andare avanti appunto. Il concetto è espresso prima attraverso una serie di oggetti che guardano al nostro passato, poi passando per la descrizione di un affetto perso nella monotonia del proprio crescere, è quel tipo di meditazione che avete ben descritto anche voi, un ballo tra ciò che eravamo e quello che stiamo diventando. Noi ormai siamo una famiglia, passiamo gran parte della settimana insieme e non soltanto per suonare. Anche se dal più giovane al più grande c'è qualche anno di differenza ovviamente le videocassette le abbiamo usate tutti, delle registrazioni ricordiamo la grande ansia che c'era nel sapere se avevi il nastro avesse registrato o meno, poi la complessità del meccanismo... "Mamma fai tu che non voglio rischiare".

Credit: La Clinica Dischi / Conza / Artist First

In tutto il suo splendore analogico, VHS, è un video che ti trascina in un turbine onirico, interamente girato con pellicola 35 mm con il LomoKino L’humor nostalgico si rispecchia anche in questa scelta. Di chi è stata l’idea e chi il regista?

Siamo molto contenti di sentire queste parole, diciamo che l'estetica vintage è parecchio inflazionata di questi tempi, poi però girare un intero video realmente su piccola è diverso. Ci piaceva molto la sfida di farlo realmente con il Lomokino, l'idea in principio è stata nostra e con questa c'è stata anche subito la decisione di affidarsi alle sapienti mani del grande Pietro Berselli. Avevamo già visto i suoi lavori e volevamo proprio quel tipo di estetica, quindi forse è più corretto dire che l'idea viene direttamente da lui.

La serie di fotogrammi compongono un sogno a scatti. E’ stato difficile regolarsi con la velocità di ripresa? (A questa ha risposto Pietro)

Girare in LomoKino è sempre una sfida non da poco per via del frame rate ingestibile e imprevedibile, o meglio quasi imprevedibile! VHS non è il primo video che giro con questa tecnica, ho avuto tempo di capire come gestire la situazione sul set. Sapendo già quale sarà il frame rate finale del video, sapendo che ad ogni giro di manovella corrispondono due scatti, provando la scena un po' di volte prima per capirne la durata in secondi e capire di quanti fotogrammi all'incirca ci sarà bisogno per far comprendere l'azione allo spettatore, si può dirigere la scena in modo da far coincidere tutto perfettamente!
Certo, ci sarà sempre una dose di imprevedibilità, ma è questo il bello no?

Credits: pietroberselli

Il VHS come la fotografia analogica. Per voi si tratta più di un ritorno al passato o semplicemente un invito a non dimenticare le vecchie pellicole?
Difficile definirlo un ritorno al passato, piuttosto diremmo che con tutte le tecnologie che avanzano questi macchinari un po' datati guadagnano fascino col passare degli anni, un po' come tutti gli oggetti nel momento in cui vengono superati a distanza di qualche decennio. Poi è chiaro che in questo momento, specialmente nell'ambito musicale in cui molte sonorità riprendono qualcosa di quegli anni, il tipo di estetica che le macchine analogiche producono si sposa perfettamente e crea uno scenario non totalmente replicabile con le apparecchiature moderne.

Nell'EP, in Rimbaud, parlate di personaggi famosi che avrebbero voluto essere qualcos'altro. Avete mai pensato lo stesso su di voi? Per esempio di dedicarvi e sperimentare un’altra arte, tipo la fotografia piuttosto che la musica?
Ad essere sinceri nessuno di noi ha mai sviluppato in maniera seria la passione della fotografia, però certo ognuno di noi si dedica a qualcos'altro. Ad esempio se fare i pop corn rientra nella categoria arte, Gomez è un artista incredibile. A dire il vero probabilmente è proprio il fatto di suonare il nostro "sentirci altro" rispetto alla nostra quotidianità, ed è una figata.

L’effetto sorpresa che consegue le riprese vi ha preoccupato o emozionato? In fondo la magia di riprendere con una fotocamera analogica è questa, restare con il sospiro per aria fin quando non si iniziano a vedere i risultati.
È stato super, in realtà un po' di ansia c'era già dal momento in cui tiravamo fuori i nastri dal Lomokino una volta finite le prese, e pregavamo che gli ingranaggi avessero girato correttamente. Poi aspettavamo il messaggio da Pietro "Bella ragazzi (gnari per l'esattezza), ho portato a sviluppare i rullini e abbiamo tutto", da lì era tutto in discesa, fa parte del gioco lo sapete meglio di noi. Poi vedere su schermo le immagini è stato veramente tanta roba, grande Pietro che ha fatto un lavoro incredibile, era proprio il tipo di scenario che volevamo delineare col primo singolo. Avevamo bisogno di tracciare un percorso preciso nei confronti di tutto il disco, siamo molto contenti di questo primo video.

Pensate di girare altri video con il Lomokino in futuro?
Per questo disco probabilmente no, ci piace l'idea che il video di VHS rimanga un pezzo unico per noi per il momento, in futuro però non lo escludiamo di certo.

Qual è il vostro rapporto con la fotografia? La considerate un'estensione della musica o piuttosto un complemento?
Come dicevamo nessuno di noi fa il fotografo nemmeno in modo amatoriale, però la apprezziamo molto. Oramai un gruppo deve curare il proprio scenario estetico, grafico, quasi al pari di quello musicale, quindi ci interessiamo molto volentieri. Forse la definiremmo più un complemento, nel senso che appunto come dicevamo all'orizzonte sonoro che un gruppo crea, consegue un immaginario visivo che deve essere coerente ed efficace, deve trasmettere lo stesso messaggio.

Dove vi potremo ascoltare questa estate? Avete dei tour programmati volete condividere con noi?
È tutto in costruzione, sicuramente potrete sentirci a Padova in luglio, poi per ora possiamo dirvi che il disco uscirà in ottobre e da lì partiremo sicuramente col tour.

Credit: Carlotta Bianco

Segui i Joe D. Palma sui loro canali social Facebook e Instagram in questo modo sarai sempre aggiornato sui loro prossimi concerti e avrai la possibilità di ascoltare dei nuovi pezzi!

Video prodotto e diretto da Pietro Berselli. Per ulteriori approfondimenti poteve seguirlo qui Be a machine.studio su Facebook
Potete seguire Pietro anche nella sua LomoHome

Scritto da macilomo il 2019-05-28 in #news #persone #videos

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