Circus: il viaggio onirico di Sabrina Caramanico con la Holga

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Sabrina Caramanico è una fotografa freelance italiana nata in un paese immerso nelle montagne dell’Abruzzo. All’età di 22 anni decide di dedicare interamente sé stessa alla fotografia ed utilizzare mezzi digitali e analogici per documentare la sua personale idea della realtà concentrandosi su progetti a lungo termine con un approccio visionario alla fotografia documentaria.

Un po' per caso ci siamo imbattuti nelle sue splendide fotografie scattate con la nostra Holga CFN 120. Nel suo progetto continuativo Circus Sabrina documenta, attraverso i suoi scatti, l'affascinante mondo del circo itinerante da un punto di vista particolare. La bellezza dei suoi scatti ci ha talmente colpiti che abbiamo deciso di fargli qualche domanda riguardo al progetto e alla sua passione per la fotografia analogica.

Ciao Sabrina, come nasce la tua passione per la fotografia analogica? Per quali ragioni continui a scattare in analogico?

Ho iniziato a fotografare da bambina con una compatta e da allora non ho più spesso di scattare fotografie. Amo la fotografia analogica, è un approccio diverso. Mi fa pensare in maniera più lenta anche se sono molto istintiva. E’ L’intero processo che mi affascina, dallo scatto, allo sviluppo e poi la stampa. Mi fa lavorare più lentamente e questo mi dà consapevolezza nel lavoro e poi amo particolarmente le imperfezioni e la grana della pellicola.

Com’è nato il progetto “Circus”? Perché hai scelto la nostra Holga e il bianco e nero per documentare questo progetto?

Tre anni fa è arrivato il circo nel paese dove vivo, ho sempre pensato di voler documentare la vita circense, mi ha sempre affascinata ed ero curiosa di scoprire cosa si nascondesse sotto il tendone e ho iniziato il progetto così. Ho seguito poi vari circhi in giro per l’Italia tra cui anche un circo contemporaneo. Prima di iniziare il progetto sul circo, scattavo già con la Holga da molti anni, ha uno stile tutto suo, e si adatta molto bene al mio modo di osservare e scattare. Il bianco e nero è un mondo a parte, lo trovo più emotivo e personale nonostante io ami molto anche il colore.

L’arte circense è spesso evocativa. Quali emozioni hai provato durante l’elaborazione di questo progetto?

Cerco sempre di osservare le cose come se fosse la prima volta, quasi con gli occhi di un bambino. E’ stato emozionante documentare il dietro le quinte e le vite che fanno parte di un mondo che si conosce solo attraverso lo spettacolo dell’arte circense.

Tra le foto del progetto “Circus”, ce n’è una che ci ha colpito particolarmente e volevamo conoscere la storia dietro questa foto.

Mi trovavo dietro il tendone, e ho chiesto a Ethel, bravissima trapezista, prima che entrasse per la sua esibizione con il trapezio, di fermarsi un attimo per un ritratto.

Nelle tue foto ritrai spesso paesaggi naturali, montuosi e rurali. Il tuo luogo di nascita, nel mezzo delle montagne abruzzesi, ha influenzato il tuo lavoro da fotografa?

Sono molto legata alla natura e alle mie montagne. Per me sono una grandissima fonte d’ispirazione. Penso di poter dire che l’elemento naturale è sempre, o quasi sempre, presente nei miei lavori.

C’è una foto a cui sei particolarmente legata e che ti rappresenta più di altre?

Tutte e nessuna. Sono così presa dal momento, dallo scatto e da tutta la situazione che mi circonda che poi provo un certo distacco quando rivedo le foto o meglio ognuna di esse ha rappresentato qualcosa di diverso per me e non saprei da dove partire per poter scegliere quella a cui sono più legata.

Per scoprire di più riguardo ai progetti di Sabrina Caramanico, vi invitiamo a visitare la sua Lomohome, il suo sito personale, e le sue pagine Instagram e Facebook. Se ti è piaciuto l'articolo, condividilo e lascia un commento!

Scritto da pippilangstrumpf il 2019-08-14 in

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