West of Babylonia al Festival di Venezia

“West of Babylonia” è un documentario girato nel deserto Californiano dai filmmakers italiani Emanuele Mengotti e Marco Tomaselli e racconta la vita di una comunità, che ha deciso di lasciare i comfort della società moderna per vivere in totale libertà in un territorio ostile e selvaggio.

West of Babilonia, non è solo un documetario. In questi giorni è stata allestita una mostra fotografica con 18 immagini visibili fino al 7 settembre alla Pagoda, di fronte all' hotel Des Bains, in concorrenza alla mostra fotografica allestita dalla Biennale Cinema.
L'esposizione di questi fotogrammi vuole mostrare uno spaccato di questo mondo così lontano e distante dalla nostra realtà, dove a volte il reale si perde nella finzione. Ambienti, luoghi e personaggi sembrano appartenere più all’immaginario mondo cinematografico, che alla vita vera.

Verranno, inoltre, presentati una serie di ritratti realizzati dal direttore della fotografia Marco Tomaselli, realizzati in pellicola e scattati con la camera a 35mm del padre, che poi è stata donata a lui.

West of Babylonia documenta le vite di alcuni Slabber nella loro quotidianità, nella loro espressione artistica e nel loro disagio, dovuto all’abuso di sostanze stupefacenti o alle condizioni di vita.

Slab City sorge nel deserto, ai confini con una base militare dove vengono testati ordigni esplosivi. A Slab City si vive senza acqua corrente e senza elettricità. Le strade sono sterrate e la popolazione (gli “Slabber”) oscilla tra le 400 persone d’estate e le 4.000 d’inverno. Gli Slabber sono giovani e anziani, hippy e neo nazisti, fuorilegge ed artisti. Tutti accomunati dalla voglia di essere liberi e di non dover rispondere alle regole della società americana. Tutto ciò che sta al di fuori di Slab City per loro è “Babylonia”. Parte delle riprese sono state realizzate durante il Prom, il tradizionale ballo scolastico di fine anno, che ritualisticamente sancisce l’ingresso dei giovani americani nella società adulta. A Slab City però non sono soltanto i giovani, ma tutti i membri della comunità partecipano al Prom e attraverso questo momento cercano una seconda chance di riscatto nella vita. Questo evento si festeggia in un periodo molto significativo: la fine del mite inverno e l’inizio dell’estate mortale, durante la quale molti membri della comunità sono costretti a lasciare questo luogo o rischiano la morte a causa delle condizioni climatiche e ambientali proibitive.

Scritto da macilomo il 2019-09-03 in #news

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