Nextones 2019 il festival delle sperimentazioni

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Nelle storiche cave di estrazione di marmo e granito tra le sponde del Lago Maggiore e la Val D’Ossola, in Piemonte, si è svolto quest'estate Nextones, il festival internazionale di musica elettronica e arti digitali nato nel 2014 come parte del festival Tones On The Stones. Giunto alla sua VI edizione, il festival si sviluppa in tre giorni di performance visive e musicali, completamente immerse nel circostante contesto naturale.

Lorenzo Maccarrone e Camilla Ferrero di OutsidersWebzine sono stati in questo luogo magico e ci raccontano com'è andata con le loro parole e i loro scatti.

Ciao Camilla & Lorenzo, è un piacere riavervi qui in Lomography per raccontare una bellissima esperienza che avete vissuto questa estate. Vi abbiamo già conosciuto qui durante il Red Hook Criterium e oggi siamo qui per raccontare nextones 2019, un festival fuori dal comune, ci raccontate con parole vostre quello che avete vissuto?

Lorenzo: È stato incredibile fin dal primo momento in cui siamo arrivati. Ci siamo subito diretti verso gli Orridi di Uriezzo, parco naturale dove è possibile farsi il bagno tra costoni di roccia, cascate e canyon naturali. Un posto magico, perfetto anche per i nostri scatti. Abbiamo voluto convogliare bene il contesto che il Nextones si portava dietro, e quindi legare la Natura al Festival.

Camilla: è stata una sorpresa dopo l’altra, dalla cava che si è trasformata in un teatro perfetto al piccolo villaggio in pietra dove abbiamo goduto di un favoloso pranzo domenicale in compagnia di un dj set.

In questa era digitale, cosa significa per voi scattare su pellicola durante un festival di questo tipo?

Lorenzo: Sicuramente è più complesso scattare con una piccola macchinetta che fa un flash ridotto rispetto ad una Reflex digitale più completa e con obbiettivi intercambiabili, ma le dimensioni spesso ci favoriscono. Abbiamo volutamente deciso di rimanere leggeri, per stare molto più vicini alle persone che vivevano il festival.
Camilla: Conosciamo bene il mestiere del fotografo di eventi “convenzionale”, volevamo dare un’impronta personale e distaccarci dal classico report agenti. Inoltre, scattare su pellicola ti obbliga a pensare a ogni singolo scatto dando così più importanza al momento.

La scelta della pellicola vi distingue moltissimo da altri fotografi , quale avete utilizzato? Quali impostazioni? Vi andrebbe di condividere qualche dettaglio più tecnico con la nostra community?

Lorenzo: Io ho utilizzato una Yashica FF che purtroppo mi ha abbandonato a metà festival, ma da cui ho ricavato i migliori scatti in notturna, grazie ad un flash molto potente e ad una pellicola non proprio adatta alla notte. Il Lomography Color Negative 100, che nonostante la sua bassa sensibilità è riuscita a donarmi proprio gli scatti che immaginavo, quindi molto ravvicinati al soggetto, buone tonalità di colore e, grazie al sensore, sono riuscito a mantenere tempi ridotti immortalando anche i movimenti più rapidi.
Camilla: io invece ho scattato con tre macchine differenti su cui ho montato tre pellicole diverse. Ho deciso di utilizzare una reflex analogica per catturare i paesaggi diurni in bianco e nero descrivendo così il luogo circostante; per la sera ho deciso di montare sulla mia Olympus XA2 il lomo100 fotografando più gli ambienti che i singoli particolari. Per tutta la durata del festival mi sono fatta accompagnare da una pellicola particolare, il Redscale, cercando un punto di vista diverso, il risultato mi ha stupito notevolmente.

Nei vostri scatti traspare la vera essenza di questo festival. Qual è l'elemento più importante quando si compone una fotografia?

Lorenzo: Per me è sicuramente far entrare chi si sofferma a guardarla nel contesto in cui è stata scattata, come se ci si ritrovasse catapultati all’interno dell’evento. Quindi deve esserci un punto di vista molto umano
Camilla: il mio è stato un lavoro più impulsivo, mi sono fatta trascinare dalle vibrazioni del festival e ho scattato ciò che per me più descriveva le emozioni date dalla situazione.

Avete un momento significativo del festival che desiderate condividere con noi?
Lorenzo: L’arrivo al Dancing Rubino dopo lo spostamento di location dovuto ad un clima che ha messo a dura prova tutta l’organizzazione. Il cambio sede non è mai semplice da gestire ma i ragazzi di Nextones se la sono cavata alla grande, trovando un degno sostituto del tempio fatto di pietra.
Camilla: il primo incontro è stato sicuramente il più emozionante, gli orridi di Uriezzo sono davvero incredibili e pensare che sono a un paio d’ore di macchina da Torino e da Milano mi fa ben sperare di tornarci presto.

State già lavorando ad un nuovo progetto? Se sì, pensate di lavorarci su pellicola 35mm?

Lorenzo: Quasi sicuramente manterremmo il 35 mm anche se già con il Nextones abbiamo testato il 120. Abbiamo provato le lunghe esposizioni notturne degli ambienti in cui si è svolto il festival, e non vediamo l’ora di svilupparle!
Camilla: Con felicità di entrambi posso annunciarvi che a brevissimo abbiamo in programma una trasferta ad Urbino. Ovviamente vi faremo vedere i risultati!

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Ringraziamo Lorenzo & Camilla per aver condiviso con noi questa esperienza incredibile.

Continuate a seguire le loro avventure sia nelle loro lomohome, Lorenzo Maccarone aka Larry Vista e di Camilla Ferrero e sulle loro pagine Instagram, Lorenzo Maccarone aka Larry Vista e Camilla Ferrero

Scritto da macilomo il 2019-10-23 in #news #persone

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Un Commento

  1. larryvista
    larryvista ·

    Grazie Mille ragazzi! <3

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