Tasselli di un mosaico fotografico

Marco Tomaselli in arte Toma, è il direttore della fotografia del documentario West of Babylonia il documentario girato nel deserto californiano con il LomoKino e l'obiettivo artistico Petzval Art in collaborazione con Emanuele Mengotti, di cui vi abbiamo già parlato qui.

Questa volta, Toma si cimenta con l'arte del puzzle fotografico. Scopri cosa l'ha ispirato e come poterne realizzare uno tuo con i suoi consigli.

Ci racconti l'idea creativa che ti ha portato a creare un mosaico di fotografico?

A settembre ho avuto il piacere di visitare la bellissima mostra delle polaroid giganti durante la Mostra del Cinema di Venezia ed in una sezione avuto il piacere di scoprire il talento di Maurizio Galimberti ed i suoi lavori con i mosaici. Avevo a disposizione la Lomo Instax Wide ho voluto prendere ispirazioni per sperimentare un po’ questa tecnica

Quali sono stati passaggi principali?

Per prima cosa, ho iniziato con dei test per assicurarmi che tutto fosse bilanciato, ad esempio l'esposizione, il flash, la distanza dal soggetto, etc.

Ho scelto di coprire l'esposimetro per gestire al meglio le impostazioni (manuali) in modo da esser sicuro di avere per ogni scatto la stessa esposizione. Al contrario di quello che ho visto nei lavori di Galimberti, io ho scelto di renderlo impersonale. Volevo essere molto vicino al soggetto, motivo per cui ho optato per l'aggiunta del close up che mi ha permesso non solo di concentrarmi sui dettagli, ma anche di ammorbidire i tratti con con una minima profondità di campo. A questo punto ho dovuto diffondere e diminuire la potenza del flash che con l'esposimetro coperto, scattava sempre a pieno regime. Per fare ciò l'ho semplicemente coperto con diversi strati di carta e del nastro adesivo, magari lasciando il tutto molto largo così da aumentare la superficie della luce emanata dalla camera.
Dopo qualche tentativo ho trovato il giusto rapporto tra distanza del soggetto e grado di diffusione che meglio funzionava al mio scopo.

Credi che la fotografia istantanea sia l'ideale per questo genere di creatività o è un falso mito?

Avere la possibilità di scattare e pian piano intravedere l’immagine che riaffiora dai chimici è una sensazione impagabile, in questo caso ti dà la possibilità di creare e comporre un qualcosa di fisico, tangibile sul momento.

Quali consigli vorresti suggerire a chi volesse cimentarsi in questo esperimento?
Sicuramente quello di dotarsi di molte pellicole. La sperimentazione è la bellezza profonda del lavorare con questa tipologia di camere e l’ultima cosa che vuoi è quella di rimanere a secco nel momento di più alta ispirazione!

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E tu vorresti cimentarti con questa tecnica? L'hai già speriementata? Scrivilo qui nei commenti!

Scritto da macilomo il 2020-01-29 in

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