BFF: Biennale di Fotografia Femminile

BFF come Best Friends Forever , che tradotto significa Migliori amiche per sempre , o meglio ancora come Biennale di Fotografia Femminile per raccontare la fotografia al femminile oggi.

In una società in cui ancora non esiste una piena parità di genere e la cui storia è spesso raccontata da occhi maschili, la fotografia femminile è poco rappresentata e spesso stereotipata e la Biennale è l’occasione per dare la giusta visibilità a importanti progetti di eccezionali fotografe da tutto il mondo.

Mantova ospiterà la prima edizione della BIENNALE DELLA FOTOGRAFIA FEMMINILE, ideata dall’ Associazione la Papessa e con la direzione artistica di Alessia Locatelli; un evento unico al mondo, che porterà in città a partire dal 5 fino al 29 marzo 2020 mostre di grandi fotografe italiane e internazionali, talk, letture di portfolio, workshop e residenze artistiche.

Il lavoro è il tema portante della Biennale, attuale e scottante, che riguarda tutti, al di là del genere, ma particolarmente delicato se declinato all'universo femminile.

Le esibizioni verranno allestite nei luoghi storici della città e rimarranno attive nei fine settimana per tutto il mese di Marzo con lo scopo di di veicolare messaggi di uguaglianza attraverso la fotografia e mostrando come le donne possono tratti pari degli uomini tematiche forti e crude.

Ecco qui il programma della Biennale della Fotografia Femminile e a seguire un'anticipazione di alcune delle fotografe invitate a questa prima edizione della Biennale e dei loro lavori che saranno esposti.

Annalisa Natali Murri Cinderellas

Fotografa freelance italiana, dopo il diploma alla scuola di fotografia architettonica ed urbana ed una laurea in ingegneria, avvia una serie di progetti personali e documentaristici, ispirati a questioni sociali ed alle loro conseguenze psicologiche. Alla Biennale porta un intenso lavoro sulle Hijras transessuali del Bangladesh, un tempo venerate e rispettate per la loro appartenenza al “terzo genere”, oggigiorno queste donne transgender soffrono invece gravi situazioni di povertà e negazioni di diritti, trovandosi costrette a prostituirsi per sopravvivere. Ma non è la tragedia di queste discriminazioni che ci viene mostrata nelle immagini in bianco e nero di Murri. Il suo ritratto delle Hijiras è piuttosto un incontro intimo, silenzioso e profondamente rispettoso.

Betty Colombo La Riparazione, progetto realizzato con Save the Planet e Canon - dove l’uomo e la natura cercano un dialogo per la salvezza comune attraverso l’atto di riparare, al posto di sostituire

Classe 1975, è una fotoreporter italiana che lavora con le principali testate giornalistiche italiane e straniere occupandosi prevalentemente di reportage di viaggio e attualità
Il rapporto tra uomo e natura è qualcosa di controverso e stupefacente. La Terra cambia, un po’ per sé stessa e molto a causa nostra. Ma il pianeta sa muoversi per auto-ripararsi e così cerca di fare l'uomo. L’uomo distrugge il pianeta e poi lo cura, entrambi si feriscono a vicenda per poi aggiustarsi. Questo lavoro parla di riparazione; riparare il guasto per conservare al posto di cambiare. Quattro finestre su altrettanti momenti in cui l’uomo e la natura cercano un dialogo per la salvezza comune. Quattro serie raccontano un territorio colpito da un incendio, un trapianto di polmoni, il salvataggio di un animale, un intervento di chirurgia plastica a seguito di un’ustione.

Claudia Corrent Vorrei

Bolzanina con una passione per la fotografia sin da giovanissima, studia filosofia, approfondendo simultaneamente l’aspetto comunicativo ed estetico dell’immagine. Cogliere il Genius loci paesaggistico è la sua missione principale. Esplorando il concetto di “vita laburista”, i dittici del progetto Vorrei ritraggono adolescenti studenti di una scuola professionale.

Daro Sulakauri The Black Gold ci porta nel vivo delle condizioni lavorative dei minatori georgiani di Chiatura

Studia cinema e fotografia a Tbilisi, in Georgia, per poi diplomarsi in fotogiornalismo documentaristico all’ ICP di New York. The black gold ci porta nel vivo delle condizioni lavorative dei minatori georgiani di Chiatura: ogni giorno gli uomini si avviano verso le miniere, lavorando in condizioni durissime e pericolose per 8-12 ore al giorno per un salario di 270 dollari. Il progetto è accompagnato da un'installazione video.

Eliza Bennett con A Woman’s work is never done

Autrice inglese con un Master of Fine Arts alla London Art School porta un progetto sul ricamo che è tradizionalmente associato all';idea di lavoro femminile, inteso come opera minuziosa e agile,distante dalla fatica fisica del lavoro maschile. Eliza Bennet utilizza lo strato superiore della sua pelle come tessuto da ricamo sovvertendo così la contrapposizione tra lavoro maschile e femminile attraverso l’uso di una tecnica considerata femminile, l'artista restituisce l'immagine rappresentativa delle mani di donne impiegate in occupazioni ancillari e invisibili alla società, mostrando come il lavoro delle donne sia ben lungi dall'essere facile e leggero. Il suo progetto prevede un’installazione video.

Rena Effendi Transylvania: built on grass

Fotografa e documentarista originaria dell’Azerbaijan, con la fotografia indaga l’umano, le persone e la cultura in contesti di ingiustizia sociale, conflitto e sfruttamento. Transylvania: built on grass è un colorato scorcio di vita nelle remote campagne della Romania.

Sandra Hoyn Fighting for a Pittance - crudo documentario fotografico sulla boxe infantile praticata in Tailandia:

Fotografa tedesca, inizia la sua carriera nel 2005 come fotogiornalista per riviste ed ONG a cui affianca progetti personali focalizzati sul sociale, sui diritti umani e sull’ambiente. A Mantova propone un crudo documentario fotografico sulla boxe infantile praticata in Tailandia: una serie di immagini in bianco e nero che documentano la durezza dei combattimenti minorili di boxe e lo sfruttamento ad essi connessi. Le foto mostrano non solo la violenza del ring, ma anche la pressione psicologica che va di pari passo con la competizione sfrenata. Bambini e bambine si allenano portando il loro corpo e la loro mente al limite, mentre vestono gli abiti di lottatori adulti.

È possibile seguire tutte le inziative tra 12 mostre, 10 talk, 3 workshop, letture di portfolio e proiezioni con le maggiori esponenti dell’attuale fotografia italiana e internazionale sono gli ingredienti della manifestazione, e in aggiunta le mostre del circuito off della Biennale della Fotografia Femminile sul loro sito internet per avere maggiori dettagli su ora e luogo, sul canale Instagram e sulla pagina Facebook.

A causa di eventi di forza maggiore, la Biennale della Fotografia Femminile è stata rimandata. Consigliamo di seguire gli sviluppi sul sul loro sito internet e sulla pagina Facebook

Scritto da macilomo il 2020-02-27 in

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