Un ricordo del Giappone

La lomografa kii_87 l'abbiamo già conosciuta per i suoi bellissimi viaggi, prima in Myanmar dove ci ha raccontato attraverso i colori le sfaccettature di questo magico Paese, e dopo qualche tempo, dei paesaggi struggenti dell'Irlanda. Oggi Barbara ci racconta cosa significa vivere da expat durante il coronavirus da rimpatriata a casa e le emozioni che vive in questo momento di quarantena ripensando al paese che l'ha accolta, ospitata e che oggi sente un forte peso nel cuore che possiamo chiamare nostalgia.

Credits: kii_87

Ecco con le sue parole la sua espezienza:

Nel novembre 2018 io e mio marito ci siamo trasferiti in Giappone. L’anno scorso non siamo tornati in Italia per Natale, ma quest’anno abbiamo voluto fare una bella sorpresa alle nostre famiglie: abbiamo messo nei bagagli lo stretto necessario per una settimana e siamo partiti.
Durante le vacanze natalizie il coronavirus si è fatto sempre più vicino e il nostro ritorno in Giappone sempre più lontano. Adesso, in piena quarantena, ci troviamo in patria, ma con metà dei nostri effetti personali dall’altra parte del mondo, comprese un paio di fotocamere analogiche, rullini e lo scanner per i negativi.

In questi giorni di quarantena, non solo penso alle amicizie lasciate lì, ma anche alle varie emozioni che ho provato in quei luoghi al momento irraggiungibili.

Il sentimento che mi ha avvolta poco dopo essere arrivata in Giappone è stato la nostalgia. Forse perché sono andata a viverci in un momento particolare della mia vita, o forse per il cemento grigio della costa sud del Kansai, fra le città di Osaka e Kobe. Mi ha disturbata all’inizio tutto quel cemento fra casa e il mare, molto di più di quello a cui ero abituata nella mia piccola città italiana. Ma dopotutto Kobe è una città da 1 milione e mezzo di abitanti, e io e mio marito abbiamo scelto di stabilirci in un appartamento al limite fra la città e le colline.

Credits: kii_87

La scelta dell’appartamento è stata istintiva per entrambi. Si vedeva che fosse un po’ datato, ma le colline ripide e ricoperte di vegetazione così vicine ci hanno fatto subito sentire a casa. Hanno qualcosa di speciale, come il resto dei luoghi naturali in Giappone. Sono solenni, selvaggi, e anche un po’ tristi.

Di quella tristezza mischiata al ricordo di qualcosa di bello... in altre parole, nostalgia.

Ho notato che i giapponesi tendono a cambiare mentre si muovono in spazi naturali. Sono più rilassati, silenziosi, sorridenti e accoglienti, e spesso mi sono ritrovata ad imitarli.

Credits: kii_87

Grazie a Kii_87 per aver condiviso con noi questo particolare momento della tua e della nostra esistenza.
Scoprite tutte le sue foto nella sua LomoHome!

Scritto da macilomo il 2020-05-20 in

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