Bonnita Postma: linee sfocate con ritratti vintage non simmetrici

Aartisti come Bonnita Postma sfidano il mezzo riassemblando scatti per ricreare nuove immagini: nuovi ritratti le cui identità non sono vincolate da stereotipi di razza e genere. Scopri come Bonnita lavora questi assemblaggi in questa intervista.

© Bonnita Postma

Come vanno le cose in questo momento, per te che sei un'artista?

E' abbastanza difficile per artisti e fotografi sbarcare il lunario a causa delle misure in atto per il coronavirus..

Come hai inziato il photo collage?

Lavoro come fotografa da 20 anni. Faccio molti ritratti per riviste, editori, teatri e aziende. "Cosa rende un ritratto tale? Come guardi un ritratto? Cosa stai guardando? Come riconosci qualcuno?" Queste domande mi incuriosiscono. Se copri o cambi gli occhi di qualcuno, non sono più la stessa persona, non li riconosceri più. Con questo nella mia mente, ho iniziato a tagliare foto e sperimentare. Mi dà una grande sensazione di libertà.

© Bonnita Postma

Ci piace molto l'idea dei ritratti che cambiano identità, genere, con la giustapposizione di vecchie e nuove fotografie. Ti andrebbe di condividere con noi come hai inventato la serie? Qual è stato l'impulso della serie?

Sono affascinata dalle vecchie foto. Uno sbiriciare nella vita di qualcuno. Un momento di intimità che condividi con una persona sconosciuta, vulnerabile di fronte alla macchina fotografica. Un'immagine cara ai propri cari. Entrare nei mercatini delle pulci, mi commuove. Quando copri una parte di una foto con un'altra fotografia di epoca diversa, viene creata un'immagine senza tempo, un anacronismo del ritratto. Questo vale anche per l'identità di genere o razziale. Con un piccolo intervento, l'immagine originale scompare. E quindi fa lo stigma. Qual'è la verità? Che cosa sto vedendo? Che cosa sto guardando?

© Bonnita Postma

Hai incontrato delle difficoltà durante la creazione della serie? Qual è la tua parte preferita del processo quando li realizzi?

I miei collage dipendo dal mio materiale che trovo. Non posso semplicemente comprarlo. La coincidenza, pertanto, svolge un ruolo (importante). E la limitazione della mia tavolozza paradossalmente mi dà la libertà che sto cercando. Se all'improvviso emerge un ritratto durante lo scivolamento e la prova, pieno di bellezza, imperfezione, autenticità e vulnerabilità…. questa è magia.

Nonostante l'era digitale, cosa ti tiene aggrappato al processo più alternativo di creazione di immagini artistiche?

Per lavoro, quindi lato editoriale, utilizzo tutti i mezzi digitali. Per i miei progetti artistici, voglio lavorare con foto reali tangibili, non da riviste - foto che appaiono in grandi quantità -, ma con foto uniche con una storia. Mi piace la temperatura delle vecchie foto a colori, il tempo ha lasciato belle tracce. Apprezzo le pieghe in una foto, un bordo strappato, le cicatrici del tempo.

© Bonnita Postma

Qual è la cosa più importante per te quando crei un'immagine?

La cosa più importante per me durante la creazione di un'immagine, è il momento in cui trovo ciò che (inconsciamente) cerco. Che è in qualche modo perfetto. Quando sono commosso da "il neonato catturato".

Da dove trai ispirazione?

Mi ispiro ai dettagli della vita. La mia visione non è mai disattivata. Lo trovo stimolante quando le cose si trovano in un contesto diverso. E adoro cercare immagini (vintage). Le istantanee della vita.

Hai altri progetti per il futuro?

Sto continuando con la serie di ritratti. Sono anche impegnato in un progetto con le vecchie diapositive che ho trovato nella mia casa d'infanzia. Le immagini esistenti saranno sempre qualcosa con cui continuo a sperimentare.

© Bonnita Postma

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Scritto da cielsan il 2020-07-04 in #cultura #persone

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