In Primo Piano tra parole e immagini. Il nuovo singolo di Moci

Moci è il nome d'arte di Marco Colagrande, cantautore romano classe '97 che prova a esorcizzare i sentimenti più angoscianti e cupi della vita, come la morte, la paura, il dolore attraverso osservazioni profonde e mai banali, ribaltando atmosfere, situazioni e idee. Il 5 giugno è uscito per Sbaglio Dischi e distribuito da Carosello, Primo Piano, secondo singolo estratto dall’album di Moci, in uscita il prossimo inverno.

Il giovane cantautore romano in primo piano scava nelle proprie emozioni, è un racconto di importantissimi momenti che tra strofe ripetute come un mantra esorcizzante e la descrizione in fotogrammi di quegli istanti vissuti.

Scopriamo di più su questo cantautore e mentre leggi l'intervista, ascolta Primo Piano su Spotify

Benvenuto su Lomography! Ti va di raccontarci qualcosa di te?

Sono Moci, ho 22 anni e sono nato e cresciuto a Roma. Adoro tutto ciò che sia più vecchio di me di almeno 10 anni, dalla musica agli oggetti di arredamento, passando ovviamente anche per le fotografie analogiche. Diciamo che mi piace
un po' tutto quello che è analogico, polveroso e senza fini pratici, un po' come la mia musica.

Quando e come ti sei avvicinato alla fotografia analogica?
Si è sempre trattato di un rapporto di estrema simpatia, ma mai di vero amore. Ho sempre avuto difficoltà ad appassionarmi a più di una cosa alla volta e diciamo che con la musica ha fatto un po da "asso piglia tutto" dei miei interessi, ma l'abitudine di comprare macchine usa e getta o di cercare vecchie analogiche "lo-fi" sul marketplace di facebook mi è rispuntata fuori negli ultimi 2-3 anni.
Il compromesso del digitale non mi ha mai stimolato: catturare un'immagine, confrontarla con la propria foto mentale e rifarla se necessario va proprio contro la mia idea di fotografia. Preferisco di gran lunga aspettare una settimana
che si sviluppi o il rischio esoso delle polaroid. Questo dipende anche dal fatto che non ho mai scattato fotografie per il gusto di imprimere su pellicola qualcosa di esteticamente armonioso o suggestivo per altri, ma di importante per me, promemoria significativi di momenti dal forte impatto emotivo, che ci fosse qualcosa di realmente importante da catturare davanti a me o no. Molte fotografie che mi capita di scattare spesso raffigurano solo il cruscotto della mia auto con l'ora segnata. Non sono immagini che sono solito condividere, sono piccoli promemoria emotivi.

Raccontaci degli scatti che hai realizzato per l'uscita del tuo nuovo singolo "Primo Piano".
Sono foto catturate nel periodo esatto in cui il brano è stato pubblicato, quindi tutte molto recenti. C'è la vista dal balcone dello studio di mia mamma, un paio di serate con amici passate a vomitarsi addosso turbe emotive post-quarantena, il disordine della mia cameretta/studio, i miei giocattoli rispolverati e messi in posa tra tonnellate di cavi attorcigliati, momenti di tenerezza e la foto del cruscotto di un'auto non mia in un momento di sbrocco. Le lego a Primo Piano non solo per il periodo in sé, ma per un vero e proprio fatto di rappresentazione: Primo piano è un racconto di tutti questi importantissimi momenti.

In fotografia specialmente nella composizione fotografica quando si fotografano i paesaggi, è particolarmente importante inserire nell’inquadratura un elemento in primo piano. Cosa hai voluto evidenziare? Quali sentimenti vuoi suscitare in cui osserva le tue fotografie e ascolta il tuo nuovo singolo?

Il titolo del pezzo è appunto un gioco di parole tra il testo del ritornello e tra l'inquadratura introspettiva che rappresenta per me il testo. Come dicevo prima, il pezzo non fa altro che descrive in fotogrammi un brutto pomeriggio: scazzi con gli amici, segreterie che scattano con tempismo nefasto, una smart che ti ruba il parcheggio a Piazza Vescovìo e l'improvvisa illuminazione: vivere e sopravvivere non sono assolutamente la stessa cosa. In primo piano ci sono quindi i vari momenti di uno sbrocco: confusione, realizzazione, sofferenza, urla, pensieri imbecilli ed irrazionali e calma e distensione finale.

Qual è la tua fonte di ispirazione?
Tutto quello che almeno una volta nella mia vita sia riuscito a farmi venire un po' di pelle d'oca.

Quali sono i progetti futuri? Puoi anticipare qualcosa alla nostra community?

Ho un disco pronto sull'Hard disk ed altri 3 nella mia testa, diciamo che se tutto va bene tra non molto potrete sentirlo tutto, mi piacerebbe anche dal vivo, il momento che amo di più, ma proprio non so cosa pensare a riguardo.


Grazie Mocci per aver condiviso in anteprima queste foto con noi! Seguitelo su facebook Instagram

Qui su Spotify il suo nuovo singolo!

Scritto da macilomo il 2020-06-19 in

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