Scatti Urbani di Anthony Stone con la Pellicola LomoChrome Metropolis

Qualche anno fa il fotografo Anthony Stone ci aveva parlato della sua passione per la fotografia istantanea. Oggi invece ci racconta come si è trovato a scattare con la pellicola LomoChrome Metropolis.

© Anthony Stone

Ciao Anthony, potresti fare una tua piccola presentazione ai lettori del nostro Online Magazine che ancora non ti conoscono?

Ciao, mi chiamo Anthony, sono abruzzese e vivo a Pescara. Sono un fotografo freelance, scatto da circa 25 anni e il mio ambito fotografico è il ritratto e lo storytelling. Scatto per raccontarmi e i miei set sono principalmente storie di incontri, a volte casuali, a volte cercati, ma sempre con un unico mantra: l'autenticità.

Parlaci del tuo background fotografico. Qual è la tua storia? Quando hai iniziato a fotografare?

Ho iniziato a fotografare a 17 anni per caso, quando mio padre mi regalò la sua attrezzatura che non usava più. Per fare pratica scattavo foto ai miei amici e da subito ho trovato la mia dimensione nel ritratto.

Questi meravigliosi ritratti sono stati scattati con la pellicola LomoChrome Metropolis: quali sono le caratteristiche che più ti hanno colpito?

Naturalmente la desaturazione dei colori a favore della dominante rossa. Avevo già visto alcuni risultati di altri fotografi ed è stata una bella sfida provare ad usarla, cercare il luogo giusto, la modella adatta, il make up che meglio potesse esaltarne le caratteristiche. Peccato che le limitazioni dovute alla pandemia non mi hanno permesso di spostarmi di più perché avrei voluto cercare situazioni diverse. Ad esempio mi è dispiaciuto non poterla testare anche al chiuso, in un bar o in un pub, con le luci ambiente di questi posti, credo si sarebbe adattata bene. Comunque mi sono divertito e il risultato mi ha appagato in pieno.

© Anthony Stone

Quale fotocamera hai utilizzato per queste foto?

Ho usato una Canon 1N, che è la macchina che uso abitualmente per il 35mm.

Tutti i ritratti presenti sul tuo profilo Instagram sono stati scattati in Italia ma, in qualche modo, il tuo stile unico riesce a trasportarci in luoghi lontani, ricordandoci in qualche maniera scene forse Californiane grazie ai soggetti e alla composizione delle immagini. Da dove nasce questa tua scelta stilistica?

Più che una scelta è stata un’esigenza. La voglia di raccontare il mondo che mi circonda, esprimere le potenzialità del mio quotidiano, mi ha portato a questo stile. Ogni volta che mi muovo vedo scorci inediti della mia città, sfumature, e mi viene voglia di raccontarle, di far vedere quello che ho visto io in una strada, in una facciata di un palazzo, di un hotel, in un orizzonte di periferia, mi faccio ispirare dai particolari a cui non si presta molta attenzione quale, ad esempio un semaforo o un semplice attraversamento pedonale, l’insegna di un negozio, le luci di una fila di lampioni, le chiome delle palme. Allora cerco la persona adatta ad esprimere quella ispirazione e cerco di fonderla nel paesaggio, di modo da raccontare lui tramite lei e viceversa.

Che tipo di attrezzatura fotografica non può assolutamente mancare quando scatti ritratti?

Il 35mm e una macchina a sviluppo istantaneo, che sia essa Polaroid o Instax è indifferente, l’importante è che sia con me.

Quale attrezzatura invece porti sempre con te nei tuoi viaggi?

Una compatta digitale e La Sardina, adoro La Sardina.

© Anthony Stone

Ti occupi principalmente di fotografia ritrattistica, come mai questa scelta?

Come ho già menzionato, il ritratto è il genere di fotografia che più mi affascina ed è praticamente l'unico tipo di fotografia che faccio. Per me è un atto catartico di scoperta, un modo per ritrovare se stessi nella fisionomia degli altri, è scoprirsi umano, vivo, è appartenenza al mondo ed elevazione, è vita, un attimo che si cristallizza nel tempo per divenire una traccia indelebile della propria esistenza in un determinato tempo, in un determinato luogo

Il tuo segreto per mettere i tuoi soggetti a loro agio?

Farli ridere, è la cosa migliore, aiuta a rilassarsi e ad instaurare un rapporto di fiducia reciproco.

Cosa rende perfetto un ritratto?

Domanda difficilissima, credo che sia un dibattito che non troverà mai una risoluzione univoca. Personalmente ritengo il ritratto è riuscito quando il soggetto è l’ambiente si fondono perfettamente in modo naturale bilanciandosi. Per me lo sfondo è funzionale al ritratto, per questo difficilmente scatto in studio, mi piacciono spazi e geometrie, l’immagine deve respirare.

Chi sono gli artisti che segui e da chi-cosa trai ispirazione per le tue foto?

Seguo tantissimi artisti asiatici, in particolare giapponesi, trovo bellissimo il loro modo di approcciarsi all’ambiente e alle persone. Uno su tutti Yoshikazu Aizawa, un genio assoluto e grande fonte di ispirazione per la mia fotografia.

© Anthony Stone

In molti tuoi scatti usi il Flash: potresti dare qualche consiglio ai nostri lettori alle prime armi con il flash?

Il flash lo odiavo, un po’ come la maggior parte dei fotografi ritrattisti. Poi c’è stata la scoperta appunto di Aizawa e della fotografia erotica Giapponese che fa largo uso
del flash. Ho iniziato a sperimentare nei miei lavori, ma sempre con poca convinzione.

Quello che mi ha dato la spinta maggiore è stato un talk di Alex Liverani, il suo modo di usare il flash mi ha stregato. Il flash ha il potere di straniare il paesaggio, lo stravolge, rendendo tutto un po’ surreale e grottesco. Ho approfondito il linguaggio con lo studio e ora l’ho metabolizzato così tanto nella mia fotografia che mi esce naturale esprimermi col flash.

Ai neofiti non posso che dire di non averne paura, di usarlo perché è un mezzo espressivo potente e se dosato con cognizione di causa, può esprimere cose che la semplice luce naturale o ambientata non può.

Hai qualche progetto o collaborazione interessante in programma?

Ho sempre tantissime idee e voglia di realizzarle, ma per ora la cosa più importante è che il Covid ci lasci presto, spero di di poter tornare ad essere libero, perché prima di tutto per me la fotografia è un’esigenza, e come tale passa dalla libertà di essere e determinarsi.


Segui Anthony sulla sua LomoHome e sul suo profilo Instagram.
La musa di questi scatti è Rebecca D'Anastasio.

Scritto da melissaperitore il 2021-04-06 in #gear #persone

Maggiori informazioni

LomoChrome Metropolis XR 100–400

LomoChrome Metropolis XR 100–400

Questa pellicola possiede una formula chimica unica sviluppata appositamente nella nostra compagnia di sviluppo pellicole Lomography, che desatura i colori e fa risaltare i contrasti.

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