LomoWomen: SheGazes Sfida la Rappresentazione delle Donne nella Fotografia

La fotografa Caroline Ruffault ha già condiviso diverse volte le sue meravigliose foto creative sul nostro Online Magazine. Il Mese della Storia della Donna e la Giornata Internazionale della Donna, ci offrono una nuova opportunità per intervistarla. Quest'anno, il tema di questa giornata mondiale è #ChooseToChallenge, ed è attraverso la sua rivista SheGazes che Caroline ha deciso di sfidare se stessa e mettere in discussione come le donne vengono rappresentate attraverso la fotografia, così come nella società.

© Caroline Ruffault.

Ciao Caroline, potresti presentare il tuo progetto SheGazes ai nostri lettori? Perché hai sentito il bisogno di creare questa rivista?

SheGazes è un art zine che affronta come tema principale la rappresentazione delle donne in campo fotografico. Nel 2016 vivevo ad Austin, Texas, una città effervescente con un'importante scena artistica. Stavo scattando le mie prime foto per una marca di abbigliamento e la modella, una sosia di Jean Seberg, posava facendo in continuazione la duck face. Mi chiedevo perché posasse in quel modo, in quel modo ammiccante, e mi sono chiesta perché anch'io, come fotografa, sembravo cercare donne che posassero in quella maniera. In quel momento mi tornò in mente un saggio che avevo precedentemente studiato durante il mio Erasmus a Liverpool. Già famoso nella maggior parte dei paesi di lingua inglese ma molto meno in Francia, il saggio si chiama Piacere visivo e cinema narrativo di Laura Mulvey. Descrive il processo dello sguardo maschile, il cosiddetto male gaze attraverso i suoi studi sui film di Hollywood. Mi sono resa conto che lo sguardo maschile non esisteva solo nell'industria cinematografica, ma era presente anche in campi come la fotografia o la letteratura...

Quando ho iniziato a pensare alla dimensione politica delle immagini, ho capito che era difficile immortalare una donna senza sessualizzarla. Tornata in Francia nel 2017, ho preso spunto dai miei cari amici americani e ho creato SheGazes per mostrare altri tipi di donne in foto, con l'intento anche di aiutare le donne stesse e i fotografi a capire l'esistenza di un'intera ideologia dietro una foto. Vediamo così tante foto di donne in bikini, che guardano dritte verso la macchina fotografica con la bocca aperta che è diventato normale per tutti noi. Non è così. Oggi, credo addirittura che quelle foto alimentino la cultura dello stupro, una cultura a cui le donne partecipano senza nemmeno saperlo.

Il nome SheGazes è quindi un riferimento al termine male gaze, sguardo maschile, cos'ha portato secondo te alcune fotografe ad avere uno sguardo maschile sul mondo?

Molte fotografe riproducono lo sguardo maschile a causa delle foto che ci circondano e delle immagini che la gente di solito ama vedere. Non dimentichiamoci però che fotografi uomini possono avere uno sguardo femminile sul mondo. Lo sguardo femminile non è la prospettiva di una donna sul mondo, è un modo di immortalare le donne senza oggettificarle. È guardare con empatia, comprendere una donna nella sua interezza, o anche adottare il suo punto di vista e abbracciare la sua esperienza, non è una questione di genere.

SheGazes n°3 "Woman, Witches & Nature". Foto 1: Ana Hell. Foto 2: Pagine del terzo numero con la foto di Ana Hell. Foto 3: Caroline Ruffault. Foto 4: Pagine del terzo numero con 2 foto di Venelina Preininger.

SheGazes è un'auto-pubblicazione: quali sono le sfide che si incontrano con le autoproduzioni?

Ho dovuto investire un po' di soldi all'inizio, ma ora le vendite coprono i costi di stampa. Tuttavia, non ci guadagno nulla, quindi non posso pagare gli artisti che contribuiscono con i loro lavori, e questo è un aspetto negativo.

Movimenti come il body positivism stanno ricevendo un grande seguito, tuttavia la percezione del corpo delle donne rimane abbastanza standardizzata. Prospettive diverse sono spesso censurate sui social media, come alcune foto postate su Instagram di SheGazes. Cosa ne pensi di questo paradosso sociale, che non possiamo fare a meno di notare?

È frustrante e piuttosto stupido censurare un'opera d'arte a causa di un capezzolo visibile, o perché si vede troppa pelle. Allo stesso tempo, mi sembra che indichi i nostri limiti come società, il che ci porta a reagire. Siamo tutti - uomini e donne - rinchiusi in schemi intellettuali dettati dalla nostra società e dalla nostra educazione, l'importante è esserne coscienti e continuare a porsi domande.

Photo 1: Pagine della prima edizione di SheGazes, foto sulla destra di Isa Gel e sulla sinistra di Ethan Covey. Foto 2: Noortje Palmers. Foto 3: Chloé Grégoire. Foto 4: Collage di Caroline Ruffault per il quarto numero di SheGazes Female body and censorship.

Secondo te, in che modo la fotografia analogica dona libertà alle fotografe donne?

Fin dall'inizio, la fotografia è sempre stata un mezzo femminile. Tuttavia, la storia ha messo in evidenza solo gli uomini. Oggi, possiamo trovare il lavoro di Gerda Taro, morta in prima linea. Le sue foto della guerra civile spagnola sono state ingiustamente accreditate a Robert Capa. Le pioniere della fotografia hanno contribuito fortemente a formare la comprensione collettiva dei diritti e delle sfide delle donne.

Possiamo osservare lo sviluppo del femminismo nell'ambito dell'arte, secondo te, come potremmo fare un passo avanti per denunciare la disuguaglianza di genere in questo settore?

Se prendiamo l'esempio delle Guerilla Girls, un gruppo di artiste fondato a New York nel 1985 per promuovere le donne e le persone di colore nel mondo dell'arte, è molto chiaro che l'evoluzione è piuttosto lenta. Hanno iniziato nelle strade come reazione a una mostra del MoMA, che copriva l'arte contemporanea attraverso il lavoro di 169 artisti, di cui solo 13 donne. Oggi, le Guerilla Girls si sono spostate dall'altra parte, e il loro lavoro può essere contemplato nei musei. Per essere ottimisti, ci sono in realtà diverse iniziative femminili che danno visibilità alle opere di artiste donne rese invisibili dalla storia. Il prossimo passo sarebbe quello di includere le donne nei libri di storia dell'arte più recenti.

Foto sulla sinistra di Megan Doherty e sulla destra di Tania Franco Klein.

Come fotografa ed editor donna, qual è la tua esperienza? Credi che il genere abbia la sua importanza? Hai esperienze positive o negative da condividere con noi?

Personalmente, non ho mai avuto a che fare con un'esperienza negativa come fotografa. Non posso fare a meno di notare che si tende a far sempre domande incentrate sulle donne alle donne, mentre su altri argomenti gli uomini sono molto più considerati e ascoltati.

SheGazes n°5 Growing up female. Photo 1: Kristen Joy Emack. Foto 2: Pagine della quinta edizione con un'illustrazione di Alisha Sofia. Foto 3: Pagine della quinta edizione con le foto di Françoise Delahaie. Foto 4: Cover del n°5 di Caroline Ruffault.

Quali sono i temi trattati nell'ultimo numero "Growing Up Female"? Qual è il messaggio che vorresti che SheGazes inviasse alle giovani generazioni di artisti?

Crescendo come donna, ciò che conta è appropriarsi del proprio sguardo. Ci guardiamo allo specchio per chiederci come dobbiamo apparire, e spesso è attraverso lo sguardo maschile. Credo che le donne siano diventate le creatrici di un nuovo sguardo. Possiamo imparare a guardare le cose in modo diverso, l'importante è continuare a mettersi in discussione per non imitare ciò che ci si aspetta da noi. Credo anche che le nozioni di sguardo femminile e maschile debbano essere insegnate a scuola, in particolare durante la scuola media. Sui social media, le ragazze dovrebbero sapere cosa può raccontare un selfie e devono essere consapevoli della dimensione politica che un corpo e le foto possono contenere.

Vuoi condividere con noi qualche novità o progetto imminente? Magari il tema del prossimo numero?

Lo sguardo femminile non è solo guardare le donne. Per la prossima edizione di SheGazes, voglio aprire nuove prospettive. Il tema è "Guardare il mondo". Il mondo è diventato particolarmente strano ultimamente, offre quindi numerose nuove prospettive che possono diventare incredibili.

Pagine della quinta edizione di SheGazes' Growing up female. Da sinistra a destra: Agelis Tsotras, Rose May Philippe e Marta Karkosa.

Grazie Caroline Ruffault per questa intervista. Speriamo vi abbia ispirati! Seguite Caroline su Instagram e sul sito di SheGazes.

Scritto da florinegarcin il 2021-03-22 in #cultura #news #persone

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