Sugli Appennini e in Città, con il Sole e con la Neve, Giulio Speranza ha Messo alla Prova il Nuovissimo Dorso LomoGraflok

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Giulio Speranza, esperto di fotografia di grande formato, ha testato per noi il nuovissimo dorso LomoGraflok per fotocamere 4×5 in diverse luoghi e condizioni atmosferiche. Guarda i suoi video tutorial e leggi la sua intervista.

Monte Terminillo © Giulio Speranza

Ciao Giulio, potresti fare una tua piccola presentazione ai lettori del nostro Online Magazine?

Sono nato a Roma nel 1980, ho un dottorato di ricerca in Scienze Geologiche e dal 2014 lavoro come fotografo professionista. Mi occupo di fotografia d’interni, di architettura e soprattutto paesaggistica in montagna, in questo caso usando esclusivamente fotocamere di grande formato e pellicole B&N. Inoltre, tengo regolarmente corsi di fotografia grande formato e tecnica di uso delle fotocamere a corpi mobili ed organizzo workshop fotografici sia in Italia che all’estero. Collaboro come freelance con società quali Booking.com, Uniplaces, UALA, BOOM Image Studio, in massima parte come fotografo d’interni.

Monte Terminillo © Giulio Speranza

Parlaci del tuo background fotografico. Qual è la tua storia? Quando hai iniziato a fotografare?

Come accade spesso ho iniziato da bambino a giocare con le fotocamere, ma è dal 2006 circa che ho acquisito consapevolezza del mezzo ed ho iniziato ad esprimermi con organicità. Per un po’ ho portato avanti contemporaneamente analogico e digitale, poi ho sempre più approfondito il lavoro in bianco e nero su pellicola, fino all’incontro con il grande formato e i banchi ottici, che sono diventati il mio mezzo principale di espressione e ricerca.

Inizialmente mi sono accostato alla fotografia naturalistica classica, poi ho un po’ vagato tra astratto, abbandono e architettura. Infine, ho trovato la mia collocazione ideale nella ricerca e documentazione del paesaggio di montagna, in grande formato e in bianco e nero.

Monte Terminillo © Giulio Speranza

Da quanto tempo scatti in grande formato? Cosa ti piace di più dello scattare con fotocamere di grande formato?

La scintilla con i banchi ottici è scattata nel 2010, con l’acquisto della mia prima Linhof 5x7”. Da lì sono stati anni di studio “matto e disperatissimo” dello strumento per acquisire la tecnica e capirne i segreti e le mille sfaccettature. Oggi non potrei più farne a meno!

Usare un banco ottico crea una forma mentale di approccio alla fotografia di grande importanza: insegna a concentrarsi, a rinunciare, a vedere meglio ciò che ci circonda, ad essere precisi e consapevoli di quello che si sta facendo. Inoltre, la qualità e le possibilità di controllo sull’immagine che derivano dall’uso delle fotocamere a corpi mobili sono impareggiabili.

Villa Torlonia © Giulio Speranza

Su quali fotocamere hai utilizzato il dorso LomoGraflok?

Posseggo numerosi banchi ottici 4x5” e nel corso del test ho voluto provare il LomoGraflok in varie locations, diverse condizioni atmosferiche e su diversi strumenti. In casa, sui monti, in città, con il freddo o meno. Per quanto riguarda le fotocamere, l’ho usato su due diverse folding di StenopeiKa, la Hyper Camera e la Michelangelo, sulla Horseman LS45 e anche sulla Linhof Technikardan S45.

Villa Torlonia © Giulio Speranza

Hai mai scattato foto istantanee con una fotocamera di grande formato prima?

Raramente. Avevo usato delle vecchie Polaroid 4x5” e poco altro. Poter usare le Fuji Instax Wide è stata una bellissima scoperta.

Caldara di Manzi © Giulio Speranza

Raccontaci della tua esperienza con il LomoGraflok. Cosa ti ha colpito maggiormente?

Il LomoGraflok in due parole: utile e divertente!

Sono abituato ad un approccio allo scatto molto razionale e tecnico e la possibilità di testare le mie esposizioni su un materiale a sviluppo istantaneo come le Fuji Instax è molto utile. Inoltre, le immagini possono essere usate come appunti visivi e documenti di backstage per il proprio progetto ed il divertimento nel vedere immediatamente l’immagine apparire sotto i vostri occhi è innegabile. Il peso del Lomograflok è contenuto e lo strumento si è comportato bene in tutte le situazioni. L’ho portato in alta montagna con il sole e con la neve, con le nuvole e con il vento senza alcun problema di sorta. L’accoppiamento è sempre andato bene con tutti i banchi ottici che ho usato. La maschera per comporre e mettere a fuoco è precisa. Insomma, non posso che apprezzare l’idea alla base del progetto e il lavoro fatto nello sviluppo del prototipo.

Per questo test hai utilizzato un nostro prototipo, ma credi che in futuro potrebbe diventare un'aggiunta alla tua attrezzatura?

Sì, ne sono convinto.

Quale attrezzatura porti sempre con te quando viaggi?

La mia dotazione base consiste in una fotocamera 4x5” (generalmente una folding), tre ottiche (150 – 210 e 300mm), pellicole e filtri (ND, polarizzatore, rosso e giallo), e infine un buon cavalletto! Il tutto sta comodamente nello zaino da montagna che mi accompagna durante le mie escursioni alla ricerca dei punti di vista migliori per fotografare le montagne.

Monte Terminillo © Giulio Speranza

Chi sono gli artisti che segui e da chi-cosa trai ispirazione per le tue foto? 

La passione e la conoscenza della montagna, eredità di una vita di frequentazione assidua, insieme alla mia formazione scientifica da geologo sono le due colonne su cui si posa la mia analisi a rappresentazione del paesaggio di montagna. La mia volontà è di realizzare un lavoro di documentazione precisa e rigorosa con un occhio anche all’estetica, che però non deve mai diventare preponderante. Per questo motivo grandi esempi da seguire sono inevitabilmente Ansel Adams e soprattutto Vittorio Sella.

Roma © Giulio Speranza

Hai di recente pubblicato il tuo primo libro fine art "Gran Sasso d'Italia" puoi parlarcene?

Con piacere! Il volume “Gran Sasso d’Italia” è la conclusione di tre anni di lavoro sul grande massiccio Abruzzese. Si tratta di un libro fine-art in edizione limitata (400 esemplari) che raccoglie 44 fotografie in bianco e nero, tutte scattate in grande formato. Una ricerca che ricalca quanto dicevo prima a proposito della mia volontà di rappresentazione del paesaggio di montagna a metà tra estetica e documentazione, ma anche un omaggio alla montagna che frequento da una vita e che tanto mi ha dato nel corso degli anni.

Caldara di Manzi © Giulio Speranza

Hai qualche progetto o collaborazione interessante in programma? 

Attualmente sto iniziando, pandemia permettendo, a lavorare ad un nuovo progetto: “Majella Madre”. L’oggetto della ricerca è il Massiccio della Majella, seconda vetta più alta dell’Appennino. Una montagna assai diversa dal Gran Sasso e per questo una sfida interessante e stimolante. Tra le collaborazioni non posso non citare il mio ruolo di tester per tutte le fotocamere grande formato artigianali StenopeiKa, che mi vedrà presto all’opera sui monti con una enorme 11x14”. Un’altra sfida che si preannuncia assai interessante!

Gli appunti di Giulio racchiusi nel LomoGraflok book creato appositamente da NunaPaper

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Un grazie infinito a Giulio per averci donato il suo tempo prezioso e per il suo magnifico lavoro. Visita il suo sito e seguilo sul suo profilo Instagram e YouTube.

Scritto da melissaperitore il 2021-04-21 in #gear #persone #videos

Maggiori informazioni

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Un Commento

  1. mmstudiorec
    mmstudiorec ·

    Bellissimo articolo!

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