Jennifer Novoa ci Parla del suo Progetto Fotografico "La Nueva Objetividad"

In questa intervista la storica dell'arte e fotografa spagnola Jennifer Novoa condivide l'idea dietro il suo nuovo progetto "La Nueva Objetividad" e alcune incredibili foto scattate con la nostra fotocamera Simple Use Ricaricabile.

© Jennifer Novoa

Ciao Jennifer! Puoi fare una tua breve presentazione ai nostri lettori?

È sempre complicato parlare di se stessi, ma prometto che cercherò di fare del mio meglio. Mi chiamo Jennifer, ho 26 anni, sono la più giovane di due sorelle e ho avuto la fortuna di crescere ad Allariz, un bellissimo villaggio vicino a Ourense (Galizia). Attualmente sto per finire il mio master in gestione del patrimonio artistico, musei e mercato dell'arte.

Sei uno storica dell'arte: perché hai deciso di specializzarti in Storia della Fotografia?

Quando sei uno storico dell'arte ti viene sempre chiesto: qual è la tua disciplina artistica preferita, qual è il tuo artista preferito? Queste sono sempre state domande a cui ho sempre avuto difficoltà a rispondere. Penso che una persona possa sentirsi legata a diversi tipi di produzione artistica nel corso del tempo. Prendendo l'esempio della musica, possiamo dire che c'è sempre una canzone per ogni umore o una colonna sonora diversa per ogni fase della tua vita. Detto questo, una delle cose che non sono cambiate negli anni è stata la mia passione per la fotografia, sia studiandola che sperimentandola.

La storia della fotografia, rispetto ad altre discipline artistiche, è breve. È nata nella prima metà del XIX secolo e, fin dall'inizio, si è sempre evoluta con un intento democratizzante. Grazie a questo, al giorno d'oggi tutti possiamo avere l'opportunità di avere una macchina fotografica e scattare una fotografia. Tuttavia, questo ostacola anche la considerazione di una fotografia come opera d'arte. Attraverso tutto il mio lavoro di ricerca, cerco di darle il prestigio e il posto che merita nella storia dell'arte. Le fotografie, o almeno la maggior parte di esse, hanno una componente soggettiva che dipende dal loro creatore, per cui possono essere indicate come una forma di espressione artistica.

© Jennifer Novoa

Sei anche una fotografa: potresti parlaci del tuo background fotografico. Qual è la tua storia? Quando hai iniziato a fare foto?

Essere una fotografa è una delle cose di cui sono più orgogliosa. Anche se attualmente non sono una fotografa praticante, la mia esperienza gioca un ruolo fondamentale nei miei progetti accademici legati alla storia della fotografia.

Mi sono interessata alla fotografia in tenera età. Ho sempre sentito un'affinità con questo processo che non so nemmeno spiegare. La definirei semplicemente una connessione. Appartengo a quella generazione di fortunati la cui infanzia è stata catturata per sempre su carta fotografica. I miei genitori hanno un baule pieno di foto e mi è sempre piaciuto, di tanto in tanto, aprirlo e sfogliare le foto; ho persino preso alcune fotografie per creare i miei album fotografici.

A 15 anni, mentre studiavo arti plastiche, design e immagine, i miei genitori mi comprarono la mia prima DSLR: una serie Sony Alpha. Ho fotografato assolutamente tutto con essa. Ero ossessionata da riviste digitali come National Geographic, dove potevo accedere a lavori legati al fotogiornalismo o alla fotografia documentaristica. È così che ho scoperto Cristina García Rodero. Quello stesso anno, in concomitanza con un campeggio in Portogallo, sono entrata in possesso di due libri di Man Ray e Dorothea Lange, che mi sono piaciuti molto. La fotografia entrò a far parte così della mia vita quotidiana. Ho fotografato i miei amici, la mia famiglia, ho sperimentato gli autoritratti...La mia passione per la fotografia è iniziata così pura e forte, che dopo 11 anni la vivo ancora allo stesso modo.

© Jennifer Novoa

Hai un nuovo progetto chiamato "La Nueva Objetividad"- la Nuova Oggetività - una piattaforma con lo scopo di diffondere la storia della fotografia: puoi raccontarci di più in merito a questo progetto?

La Nueva Objetividad è un piccolo progetto, attualmente solo una pagina Instagram, ma è nato con un immenso desiderio di raccontare le cose. Sono sempre stata circondata da persone che mi vogliono molto bene e che mi hanno sempre domandato perché non avessi creato uno spazio, il mio, dove poter condividere le mie conoscenze sull'arte. Fortunatamente, al giorno d'oggi ci sono innumerevoli profili dedicati alla divulgazione della storia dell'arte, che parlano di artisti, pittura, ecc. Ecco perché ho pensato di creare uno spazio diverso, in cui poter parlare della mia vera passione e, forse, della mia specialità, che è la storia della fotografia. Dico "forse" perché ho sempre un po' paura di parlare di "specializzazione". Penso che non si possa mai essere abbastanza specializzati, si impara sempre, giorno dopo giorno.

Così è nato questo progetto, con molto entusiasmo, e con l'intenzione di parlare della storia della fotografia in modo diretto e affascinante. L'idea è quella di creare uno spazio dove le persone possano conoscere nuove informazioni, la relazione tra questa e altre discipline artistiche, parlare di riferimenti (soprattutto femminili) e divertirsi imparando.

Puoi spiegare cosa significa "La Nueva Objetividad" che in italiano si traduce in "Nuova Oggettività" o "Nuova Visione"?

Si tratta di un movimento artistico emerso all'inizio del XX secolo. Una delle intenzioni di questo movimento era la rappresentazione oggettiva della realtà. L'idea di rinnovamento, da cui il nome, delle procedure precedenti.

Lo trovo affascinante come modo di alludere a questo movimento artistico. Forse la mia intenzione non è la rappresentazione oggettiva della realtà, poiché c'è sempre una certa soggettività in tutto ciò che facciamo. Ma questa soggettività parla di noi, della nostra impronta come artisti. Ho scelto questo nome perchè lo trovo vicino allo scopo del progetto, e per la mia intenzione di raccontare la storia in un modo nuovo. Un nuovo modo di guardare.

Quanto è importante conoscere la storia dietro una fotografia?

Come storica, dico sempre che è importante conoscere la storia dietro ogni cosa. Per essere critici nei confronti della realtà che ci circonda, dobbiamo essere consapevoli del contesto in cui viviamo. Questo può essere facilmente collegato a una fotografia perché, come un quadro o un'architettura, ci dice sempre qualcosa, ma non tutti possono decifrare il messaggio. Non perché non siano capaci di farlo, ma perché non abbiamo gli strumenti per farlo.

A questo proposito, La Nueva Objetividad vuole offrire questi strumenti. La storia dietro una fotografia può darci accesso a un mondo completamente nuovo. Una fotografia può dirci da chi é stata scattata, dove e perché è stata scattata, o quali tecniche sono state utilizzate. Come mi disse una volta la mia amata Anna Turbau (una pioniera della fotografia documentaria spagnola): La fotografia è una piccola poesia.

© Jennifer Novoa

Chi sono i fotografi del passato che tutti dovrebbero studiare?

Questa è una domanda difficile. Se siete interessati alla storia della fotografia vi consiglierei di procurarvi un libro che parli di essa. Tuttavia, se devo fare una selezione, direi Anna Atkins, all'ombra di suo marito, una donna con un processo fotografico primitivo ma che creò alcune impressionanti immagini botaniche; Julia Margaret Cameron e la sua fotografia onirica; Cartier Bresson, un classico, la cui relazione con il suo amico e artista Henry Matisse ho sempre trovato accattivante; e Dora Maar, una donna meravigliosa e un'eccellente fotografa nonostante sia conosciuta solo come amante di Picasso.

Le donne nella storia della fotografia: molte grandi fotoreporter sono stati, e lo sono tuttora donne. Gerda Taro, Letizia Battaglia per citarne alcune, ma il più delle volte, quelle che fanno notizia sono fotografi uomini: puoi condividere la tua opinione in merito?

Penso che sia essenziale dare a tutte le donne il loro giusto posto nella storia. La storia è creata tanto dalle donne quanto dagli uomini, e quindi è molto importante che le generazioni future crescano con modelli femminili; che le ragazze possano avere dei riferimenti in cui proiettarsi; che possano dire: "se l'ha fatto lei, posso farlo anch'io".

Nella storia della fotografia, i nomi maschili hanno prevalso, come se i riferimenti femminili fossero esseri senza storia. Per esempio, dietro lo pseudonimo di Robert Capa c'era Endre Ernö, ma anche Gerda Taro. Le donne hanno contribuito alla storia della fotografia allo stesso modo degli uomini, e il lavoro di entrambi è fondamentale per capire come si è sviluppata questa disciplina. Dobbiamo parlare di tutti quegli uomini? Certamente. Ma questo non significa che dobbiamo dimenticare le donne.

Fortunatamente, la storia della fotografia ha una lista innumerevole di riferimenti femminili: Anna Atkins, Julia Margaret Cameron, Imogen Cunningham, Berenice Abbot, Dora Maar, Dorothea Lange, Vivian Maier, Shirin Neshat, Cristina García Rodeo, Joana Biarnés, Claude Cahun, Diane Arbus, Nan Goldin, Ouka Leele, Tina Modotti, Lee Miller...

© Jennifer Novoa

Queste incredibili foto sono state scattate con una fotocamera Simple Use precaricata con una pellicola Metropolis. Come ti sei trovata ad usarla?

Prima di tutto, grazie mille per avermi dato l'opportunità di fare questa intervista e per avermi offerto la possibilità di testare questa macchina fotografica. È stato meraviglioso, ma soprattutto molto divertente. Vorrei incoraggiare tutti ad usarla perché penso che una macchina fotografica del genere sia come una bella vacanza: ti fa prendere una pausa e ti fa vivere la vita in un modo diverso, soprattutto per quelle persone come me, che sono abituate a concentrarsi sul lato tecnico.

La Simple Use mi ha riportato a quando avevo 10 anni e i miei genitori mi davano una macchina fotografica usa e getta per fare foto durante le gite scolastiche. Era davvero bello. Inoltre, il fatto che sia ricaricabile è meraviglioso. Penso che ora più che mai dobbiamo essere consapevoli dell'impatto che abbiamo sull'ambiente. A casa siamo molto consapevoli di questo e il fatto che Lomography si impegni a creare questo tipo di fotocamere è un passo avanti. Il prodotto stesso è molto facile da usare. Inoltre, ho amato il risultato della pellicola Metropolis. Quella desaturazione dei colori mi ha davvero colpito. Ti dà libero sfogo per creare un nuovo universo!

Hai una macchina fotografica a pellicola preferita?

Senza ombra di dubbio la Rolleiflex: é la mia piccola cotta, per così dire. È una macchina fotografica di medio formato con molta storia, usata da grandi riferimenti come Vivian Maier o Robert Doisneau, tra gli altri. A parte la sua bellezza estetica, mi piace molto il suo mirino TLR. Inoltre, il fatto che abbia un obiettivo a focale fissa è sempre stato una sfida per me. Ha tutte le caratteristiche che la rendono degna della sua reputazione.

© Jennifer Novoa

Da dove trai ispirazione?

La mia ispirazione viene assolutamente da tutto. Non credo che ci sia una cosa in particolare che funziona come fonte di ispirazione per me. La mia famiglia, i libri che leggo, le serie che mi piacciono, le situazioni che vivo, le conversazioni che ho...tutto. Siamo esseri plasmati da tante cose, e lo stimolo può apparire quando meno te lo aspetti, come un piatto di cibo che ti riporta alla tua infanzia o una canzone che ti fa pensare a quella persona. Tuttavia, mia madre è sempre stata la mia grande musa. Una persona eclettica, interdisciplinare al massimo. Una donna rinascimentale. Mi ha sempre ispirato e sostenuto, proprio come mio padre, mia sorella e ora il mio compagno. Tutti loro mi hanno fatto trovare la mia strada, mi hanno spinta a continuare a lavorare sulle mie curiosità e a diventare la donna che sono.


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Scritto da melissaperitore il 2021-05-13 in #gear #cultura #persone

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