Ritratti in Medio Formato di Carlo Carbotti con la Pellicola Metropolis

Carlo Carbotti ha provato per la prima volta la pellicola Metropolis e si é messo in gioco in un genere fotografico a lui molto lontano, la ritrattistica, ottenendo dei risultati davvero ottimi!

© Carlo Carbotti

Ciao Carlo, potresti fare una tua piccola presentazione ai lettori del nostro Online Magazine?

Ciao! Sono Carlo e sono originario di Martina Franca (Taranto), paese della Valle d’Itria conosciuto per il celebre Festival lirico e per il capocollo. Ho 36 anni e faccio il giornalista per una testata locale e da qualche anno realizzo anche shooting commerciali e di eventi.

Parlaci del tuo background fotografico. Qual è la tua storia? Quando hai iniziato a fotografare?

Ho iniziato come tutti gli over 30 a scattare in analogico con la famosa “compattona plasticona” di famiglia, una Kodak completamente automatica. Erano gli anni in cui si scattava prettamente alle gite (parliamo degli anni a cavallo del 2000), alle feste di famiglia e nelle festività, quindi le mie foto erano sempre tutte uguali. Per tantissimo tempo non mi sono più interessato alla fotografia ma circa 10 anni fa ho iniziato a collaborare con una testata giornalistica ed essendoci bisogno di un foto-reporter ho preso la Nikon che c’era in redazione e da lì è partito tutto. Ho comprato la mia prima e ultima fotocamera digitale nuova (una D90 in kit col 18-105) con la quale ho fatto tanta pratica, macchina alla quale sono seguite una D700, una D600 e una mirrorless Fujifilm. Con l’analogico invece ho iniziato per curiosità circa 5 anni fa con una Nikon FM2 e da lì sono arrivato ad avere circa una dozzina di camere, la maggior parte delle quali prese a pochi soldi su Ebay e riparate in casa…ma questa è un’altra storia.

© Carlo Carbotti

Questi meravigliosi ritratti sono stati scattati con la pellicola LomoChrome Metropolis: quali sono le caratteristiche che più ti hanno colpito?

Grazie mille per i complimenti! Prima di questo rullo non avevo mai fatto ritratti ma ho pensato che la Metropolis potesse essere la pellicola giusta per i miei primi tentativi. Quando ho organizzato gli shooting con Fiorella e Greta ho cercato di variare completamente le condizioni di luce per capire come la pellicola si comportasse sia in sole pieno che con cielo coperto. Le prime due caratteristiche che mi hanno colpito non appena ho visionato i negativi sono state la base verde sulla quale è stesa l’emulsione e soprattutto la palette cromatica! Il contrasto è molto alto, le ombre sono nette e dense ed è una pellicola con una forte personalità e che va “rispettata” non ritoccandola troppo in fase di acquisizione. Per tutte queste caratteristiche l’ho trovata una pellicola molto adatta alle scene a basso contrasto come possono essere delle giornate nuvolose. Non è sicuramente una pellicola semplice ma esposta correttamente dà dei risultati non ottenibili con altri stock.

Quale fotocamera hai utilizzato per queste foto?

Ho usato una Rolleicord Va Mk1 del 1958 appositamente revisionata per l’occasione. La macchina ha restituito delle foto molto dettagliate e che personalmente mi soddisfano… Nei primi piani ho inoltre utilizzato un filtro Rolleinar 1, che diminuendo la distanza di messa a fuoco mi ha consentito di fare dei primi piani che altrimenti non avrei potuto realizzare. In due foto ho inoltre usato un flash monotorcia con un beauty dish, perché volevo sperimentare anche il comportamento della Metropolis in luce artificiale. Concludo dicendo che la sensazione di scattare nel 2021 con una macchina di oltre 60 anni fa è impagabile!

© Carlo Carbotti

Perchè la scelta del medio formato?

Ho scelto il 120 per diverse questioni. Volevo innanzitutto un approccio più slow e ragionato: pensare in anticipo alla scena da utilizzare, esporre con l’esposimetro esterno, comporre e scattare con calma. Volevo testare la Metropolis in medio formato per capire anche quanta grana avesse rispetto al 35mm (del quale avevo visto diversi samples in rete) ma il motivo più importante è l’ultimo: non avendo mai fatto ritratti volevo avere poche foto ma buone, almeno nelle intenzioni.

Da qualche tempo utilizzi la nostra mascherina DigitaLIZA: come ti trovi ad utilizzarla e come mai la scelta di non affidarti ad un laboratorio e fare tutte le scansioni dei negativi da te?

Mi trovo complessivamente bene (ci sono alcuni difetti ma trovatemi un sistema che non ne abbia…) e la trovo una scelta dal rapporto qualità/prezzo molto conveniente. Io ho scelto DigitaLIZA perché avevo già una reflex e un ottimo obiettivo macro, quindi è bastato costruirmi una lightbox con la quale illumino i negativi e il gioco è fatto. I laboratori attrezzati con scanner a tamburo sicuramente offrono un servizio migliore (con costi ovviamente superiori) ma la soddisfazione di curare tutta la filiera dallo scatto al file finale è maggiore!

Quale attrezzatura porti sempre con te nei tuoi viaggi?

Io non esco mai di casa senza una macchina fotografica! È vero, gli smartphone ormai hanno una qualità non lontanamente paragonabile a quella di pochi anni fa ma credo che utilizzare uno strumento che faccia solo fotografie ci faccia concentrare maggiormente su quello che stiamo facendo! Detto questo, strumentazione digitale a parte (per i miei lavori personali preferisco usare mirrorless per una questione di pesi e ingombri) non esco mai di casa senza almeno una compatta a pellicola. Ne ho diverse (dalle Olympus XA alla Nikon L35AF, passando per Ricoh R1 e quant’altro) e le preferisco alle reflex per gli scatti di street e di quotidianità spicciola. Mi piace poter fissare su pellicola anche momenti che possono sembrare banali perché i negativi anche fra decine e decine di anni saranno sempre visualizzabili mentre uno smartphone o una memoria digitale possono sempre avere problemi e farti perdere tutto! Quando uso invece delle macchine con regolazioni manuali (una delle mie preferite è la Rollei 35S) nella mia borsa non manca mai un esposimetro esterno perché quando posso cerco sempre di esporre in luce incidente. Un altro accessorio che non manca quasi mai è un mini treppiedi da viaggio, utilissimo nelle lunghe esposizioni.

Hai di recente realizzato un libro fotografico dal titolo "Film is not dead". Potresti parlarci di questo progetto e di come nasce?

Mi piacerebbe dirti che è una pubblicazione fatta con un editore ma no, le cose sono leggermente diverse. Mi è stato proposto di testare un servizio di fotolibri online e ho pensato che potesse essere l’occasione buona per mettere su carta un po’ di foto degli ultimi mesi. Ho sempre creduto che - a prescindere da come si scatti – sia sempre utile stampare le proprie foto, in modo da avere un ricordo duraturo. Il titolo poi nasce come risposta alla domanda che chiunque scatti a pellicola si è sentito fare almeno una volta nella vita e cioè “Ma i rullini li fanno ancora?”. La risposta è sempre e solo una: “Certo che li fanno! La pellicola non è ancora morta!”

Dove si può acquistare?

Per il momento ne ho fatta stampare solo una copia ma a dirti il vero già un paio di amici mi hanno chiesto dove poterlo reperire…Magari ne faccio stampare qualche copia in formato più economico, un po’ come le zine molto usate ad esempio in UK e USA.

Digitalizzazione dei negativi con la mascherina Lomography DigitaLIZA

Chi sono gli artisti che segui e da chi-cosa trai ispirazione per le tue foto?

Preferendo la street photography i miei riferimenti sono i grandi della Magnum (Robert Capa, Elliott Erwitt e Dennis Stock in primis) e anche i giganti della fotografia italiana come Gianni Berengo Gardin, Mario Dondero, Tano D’Amico, Ferdinando Scianna. Su Youtube invece seguo con piacere alcuni creator come Grainydays, King Jvpes, Analog Resurgence, The Art of Photography e tanti altri, oltre al canale del noto negozio fotografico milanese New Old Camera. Parlando di ispirazioni diciamo che spesso mi faccio guidare dall’istinto, da un fotogramma di un film appena visto, da una foto sbirciata da qualche parte, da cose così. Mi piace sperimentare, sempre e comunque!

Hai qualche progetto o collaborazione interessante in programma?

Con un altro ragazzo della mia città abbiamo messo su un Collettivo fotografico e dopo questi mesi travagliati per tutti noi speriamo di poter finalmente iniziare le nostre attività “reali” in pianta stabile con workshop, uscite fotografiche e sedute di sviluppo analogico. A parte questo mi piacerebbe continuare coi ritratti e a tal proposito ho un paio di idee per alcuni progetti a pellicola da sviluppare durante l’estate, magari con pellicole Lomography.


Segui Carlo sulla sua LomoHome e sul suo profilo Instagram. Se sei della sua zona non dimenticarti di seguire anche il profilo del suo nuovo progetto Foto Collettivo Valle d'Itria per rimanere aggiornato su tutte le iniziative!

Scritto da melissaperitore il 2021-07-21 in #gear #videos #metropolis #medioformato #pellicola-120mm

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