Racconto Fotografico della Biennale di Venezia

Camilla Ferrero e Lorenzo Maccarrone, due Lomografi della nostra Community, hanno visitato la Biennale di Venezia documentandola esclusivamente in analogico con le nostre pellicole LomoChrome Metropolis e Berlin Kino B/N. Ecco il resoconto del loro weekend.

© Camilla Ferrero - Pellicola LomoChrome Metropolis

Ciao Camilla e Lorenzo! Potreste fare una breve introduzione per i nuovi arrivati della nostra Community?

C: Ciao ragazzə! Sono Camilla, ho 23 anni e lavoro nel mondo dell’arte contemporanea a Torino. Scatto da quando ero al liceo immortalando ciò che cattura la mia attenzione tra pellicola e digitale.

L: Ciao! Io sono Lorenzo e lavoro tra arte contemporanea e arredo d’interni. Mi sono avvicinato alla fotografia analogica perché mi ha colpito il modo di scattare e l’importanza che si dà ad ogni singolo fotogramma.

© Camilla Ferrero - Pellicola LomoChrome Metropolis

La Biennale di Venezia, insieme ad altri eventi culturali, ha inaugurato finalmente il ritorno di iniziative culturali dopo questi mesi di blocco totale: per voi, quanto é importante il poter partecipare ad eventi culturali "fisici" e non virtuali come é successo nell'ultimo anno?

L: Sicuramente la fisicità degli eventi e spettacoli per me è fondamentale, trovo che con il digitale (così come in fotografia) si vada a perdere la dedizione temporale e la valorizzazione dell’evento in sé. L’evento per me parte dalla notte prima del viaggio, dalle ore in macchina e da tutto ciò che circonda la venue principale. Con gli eventi online tutto questo si perde, certo basta un clic per immergersi completamente, ma credo che poi resti poco nella memoria, anche perché si rischia di “partecipare” a molti eventi e non concentrarsi su quello che realmente ci piace.

© Camilla Ferrero - Pellicola LomoChrome Metropolis

C: Io ho apprezzato molto l’impegno dei vari enti culturali, italiani e non, nel cercare di trasferire le proprie attività online per sopperire alle restrizioni dovute alle pandemie, sicuramente questo ha accorciato le distanze e reso più accessibile il mondo dell’arte, banalmente dal mio divano ora posso fare il tour del Louvre, ma per me non c’è confronto. Essere lì, davanti alle opere, in mezzo alle persone - certo, con le dovute distanze - non ha prezzo. Gli eventi fisici trasmettono emozioni, sensazioni, incuriosiscono, mi fanno sentire parte di un qualcosa, vieni inevitabilmente trasferito in un mondo nuovo fatto di persone, luoghi, interpretazioni e diversi punti di vista.

© Camilla Ferrero - Pellicola LomoChrome Metropolis

La Biennale di Venezia quest’anno è stata sicuramente il miglior dei modi per ricominciare, era da tanto che non sentivo la frenesia degli eventi e di tutto ciò che si porta dietro, tra cui, viaggiare. E poi quanto è bello parlare faccia a faccia con unə mediatore culturale che ti spiega, ti ascolta e con cui si può creare una dialogo?

© Lorenzo Maccarrone - Pellicola Berlin Kino B/N

Mostre-Opere da non perdere assolutamente?

C: Sarò banale ma direi di non perdere la Biennale di Architettura: tranquillə, non è solo per gli addetti ai mestieri, è diretta, attuale e parla con chi sta vivendo questo momento storico, con noi. Apre scenari e gli occhi, porta a galla questioni e cerca risposte, ci fa riflettere sul mondo che cambia velocemente, su una comunità mondiale interconnessa, vicina ma distante. How will we live together?

L: Andando nel dettaglio (senza fare spoiler), ci hanno colpito i padiglioni nazionali come quello del Kosovo, che definirei accecante e disturbante come da intento, così come l’Irlanda e Israele per la loro forte e diretta comunicazione. L’Inghilterra, che esplora in maniera più colorata degli argomenti fondamentali, il padiglione centrale dei giardini con svariate opere singole degne di nota tra cui “Resurrecting the Sublime”. Infine per un aspetto più tecnico e tecnologico sicuramente bisogna citare gli Emirati Arabi Uniti e la Danimarca.

© Lorenzo Maccarrone - Pellicola Berlin Kino B/N

C: Aggiungo solo due cose, non perdetevi gli eventi collaterali, è vero alcuni hanno in mostra materiali davvero tecnici, ma ti permettono di entrare in palazzi pazzeschi e di vedere Venezia da altri punti di vista.

In più, tappa obbligatoria alla mostra “Contrapposto studies” di Bruce Nauman a punta della Dogana e Peter Fischli a Fondazione Prada.

© Lorenzo Maccarrone - Pellicola Berlin Kino B/N

Venezia é famosa anche per i suoi cicchetti e bacari: dove consigliate di fare una pausa durante la visita alla Biennale?

C+L: In primis, il posto del cuore, il caffè “La Serra”, vicino ai Giardini della Biennale, un posto tranquillo immerso nel verde in cui prendere uno spritz pre o post giro.

In giro per Venezia ci sono i più blasonati come “Da Lele” o “Gislon” assolutamente da provare, vietato mancare al richiamo delle ombre e dei cicchetti e su via Garibaldi ogni tappa sarà una buona tappa, assicurato.

Venezia è calda, i chilometri da fare molti, noi abbiamo preferito fare piccole pause condite da cicchetti e spritz, immancabile baccalà mantecato e sarde in saor!

Inoltre abbiamo utilizzato TooGoodToGo, un’app che aiuta a trovare luoghi da cui recuperare del cibo che altrimenti andrebbe sprecato, una bellissima idea per fare merende inaspettate con un occhio di riguardo per l’ambiente! (App da utilizzare sempre, non solo a Venezia).

Per invece una cena tipica abbiamo seguito un consiglio di un’amica che a nostra volta consigliamo: l’osteria “Ai promessi sposi”.

© Camilla Ferrero - Pellicola LomoChrome Metropolis

Ringraziamo Lorenzo & Camilla per aver condiviso con noi la loro esperienza presso la Biennale di Venezia. Segui le loro avventure sia nelle loro LomoHome -larryvista e camillaferrero che sulle loro pagine Instagram - camilla.ferrero e larryvista.

Scritto da melissaperitore il 2021-07-30 in #cultura #luoghi #biennalevenezia

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