Il Concetto di Human Gaze Secondo la Fotografa Francesca Bianchi

In questa intervista, Francesca Bianchi ci parla del suo amore per la fotografia analogica, del concetto di "Human Gaze" e condivide alcuni suoi scatti realizzati con le nostre pellicole Metropolis, Postdam e Berlin Kino.

© Francesca Bianchi

Ciao Francesca, potresti fare una tua presentazione per lettori del nostro Online Magazine?

Ciao, certamente! Mi chiamo Francesca Bianchi, fotografa classe 1994 nata e cresciuta in Maremma, che è anche il principale sfondo e cornice che accompagna i miei scatti. E posso dire che la mia occupazione principale, intesa come ciò che mi coinvolge nella maniera più assoluta, è sicuramente la fotografia.

Raccontaci del tuo background fotografico: quando hai iniziato il tuo viaggio nel mondo della fotografia?

L'incontro con la fotografia è cominciato all'età di 19 anni, quando per gioco iniziai a propormi come soggetto fotografico. Successivamente sono passata dall'altra parte della macchina fotografica, e ciò mi ha permesso di capire quanto fosse intensa e liberatoria l'arte fotografica. Da subito il nudo è stato il genere che più mi affascinava: credo tutt'ora che possa essere la forma espressiva più pura e sincera, senza mistificazioni o orpelli.

© Francesca Bianchi

Come mai la scelta della fotografia analogica?

Sono partita con la fotografia digitale, ma della fotografia analogica ho amato tantissimo i tempi e la concentrazione dietro ogni singolo scatto: avendo a disposizione un numero limitato di fotogrammi in un rullino, ognuno di questi diventa veramente unico e speciale. Rivaluti tantissimo quelli che in altri contensti chiameresti errori o difetti, e apprezzi notevolmente di più i bei risultati. Ha una sorta di filosofia tutta sua.

© Francesca Bianchi

La tua fotocamera preferita?

Ho una Mamiya 645 che adoro alla follia. Ma da un po' sto approfondendo la fotografia istantanea, che riesce a dare tante soddisfazioni.

Che tipo di attrezzatura fotografica non può mai mancare nei tuoi viaggi?

Sicuramente un cavalletto che riesca a ridursi a piccole dimensioni: faccio spesso viaggi in natura e mi piace farmi autoscatti. E ovviamente una macchina facilmente trasportabile, ma che mi permetta di gestirla manualmente, come la mia Nikon FG.

© Francesca Bianchi

Queste foto sono state scattate con le Pellicole Metropolis, Postdam e Berlin Kino: quali sono le caratteristiche che più apprezzi si queste pellicole?

Della Metropolis adoro la versatilità degli ISO e il gusto retrò che regala. Quando si riesce a conoscere bene riesce a regalare risultati sorprendenti. Della Postdam e Berlin Kino amo la scala dei grigi: le preferisco a pellicole più contrastate, le trovo molto eleganti.

Sul tuo profilo Instagram troviamo molte foto che ritraggono momenti e situazioni molto intime, non possiamo evitare di notare una naturalezza assoluta nelle pose e come i tuoi soggetti si trovino a loro agio: come ti approcci ai tuoi soggetti quando scatti nudi ad esempio? Qual é il tuo segreto per metterli a loro agio?

Intanto sono molto felice che si noti serenità negli scatti che faccio, è una componente fondamentale per me. Penso che la comunicazione, qui come ovunque, sia fondamentale: cerco di tenere sempre a mente che in quel momento qualcuno si sta mettendo nelle mie mani, e non ha controllo di come può apparire all'esterno. Siamo abituati a guardarci allo specchio, o in foto che ci facciamo autonomamente, mentre delle foto fatte da un'altra persona possono stravolgere la visione del proprio corpo. Per questo credo sia importantissimo guidare e orientare il soggetto, suggerendo pose e rispettando i limiti personali, dando però la possibilità in quel momento di superarli.

© Francesca Bianchi

C'è un termine che ci viene immediatamente in mente guardando le tue foto: Female Gaze. Ti ritrovi dietro a questo concetto-estetica? Cosa ne pensi in generale di questo concetto?

Assolutamente sì. Trovo che sia un passaggio doveroso quello di proporre immagini e contesti diversi a quelli che purtroppo sono stati considerati l'unica alternativa finora, se non la verità più assoluta. Purtroppo molti di questi schemi riescono a entrare radicalmente nel modo in cui uno vede il mondo e i rapporti umani, e credo che proporsi come obbiettivo quello metterli in discussione debba trascendere dal sesso e l'identità dell'autore. Nel mio personale caso, dietro ogni set c'è l'aiuto e il supporto del mio compagno, fotografo anche lui. Ci piace molto pensare che tramite i nostri lavori e quelli di tanti altri colleghi un giorno si potrà arrivare a una sorta di "Human Gaze", chissà.

Chi sono gli artisti che segui e da chi-cosa trai ispirazione per le tue foto?

Seguo e mi confronto con piacere con tantissimi artisti della scena fotografica underground, che spesso hanno stili molto diversi dal mio. Il cinema, l'arte pittorica e l'illustrazione sono potentissime forme di ispirazione, ma recentemente mi affascina anche il mondo dello sport per lo studio del corpo e per il dinamismo delle pose. La natura però forse è lo stimolo maggiore, una fonte di reference infinita.

© Francesca Bianchi

Oltre alla fotografia su pellicola crei anche prodotti artigianali che definisci simili a te, "un po' selvatici e delicati". Visto che Natale é alle porte, ci parleresti delle tue creazioni e ci spiegheresti in che modo ti ritieni anche tu un po' "selvatica e delicata"?

Che emozione, non mi aspettavo questa bella domanda! Sì, realizzo saponi naturali artigianali e accessori che mostro sul mio profilo Instagram La Stanza di Fra. E' un'altra parte di me che coltivo con molto piacere, anche perchè le capacità artigianali si sposano molto bene con la fotografia analogica. La definizione infatti, anche se sembra un ossimoro, potrebbe andar bene per entrambi le mie attività: quello che faccio attinge dal mondo naturale, il che necessita di essere un po' selvatico delle volte, ma senza forzature, seguendo piuttosto il flusso e non dando per scontato nulla.

Hai progetti futuri di cui vuoi parlarci?

Sì, mi piacerebbe poter finalmente realizzare una mia esposizione. Ma forse il progetto attualmente più grande in corso è la ristrutturazione di casa nostra, che diventerà con piacere anche studio fotografico e luogo di soggiorno e incontri per gli artisti che vorranno collaborare o scambiare due chiacchiere.

© Francesca Bianchi

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Scritto da melissaperitore il 2021-12-03 in #gear

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