La Festa di Dischi Sotterranei su Pellicola Berlin Kino

3 giorni, 3 palchi e più di 15 tra concerti e dj set fino a tarda notte: Simone Pezzolati, armato di pellicole Berlin Kino, ha documentato La Festa di Dischi Sotterranei tenutasi lo scorso novembre a Padova.

© Simone Pezzolati

Simbolo della resistenza musicale della provincia riunita, la Festa di Dischi Sotterranei è stata una 3 giorni di immersione musicale, con un ricco programma: showcase, live, DJ set, secret show e talks tenutisi presso la Casetta Zebrina ed il CSO Pedro di Padova.

© Simone Pezzolati - A destra: Exit Exit

Sottoterra è uno spazio in cui chi fa la musica la racconta:

Crediamo che far parlare chi lavora con la scena faccia crescere la scena. Siamo artisti, promoter, discografici, baristi, giornalisti, attori, facchini, fonici, insegnanti, imprenditori che lavorano con la musica.
© Simone Pezzolati - Dall'alto a destra in senso orario: Francesco Aneloni (Jesse the Faccio), Jesse the Faccio e Laguna Bollente

Sottoterranea nasce alla fine dell’estate 2013, quando sette band del circuito patavino costituiscono un collettivo che organizza le prima serate indipendenti al Metropolis di Padova, coinvolgendo studenti ed appassionati. L'anno successivo il Metropolis diventa una stagione di eventi, i Sotterranei diventano la scena: sono conosciuti, frequentati, supportati e diventano il fenomeno rock padovano della stagione.

© Simone Pezzolati - Dall'alto a destra in senso orario: Michele Novak (Jesse the Faccio), Ulisse Schiavo e New Condys

Nel 2015 nasce Dischi Sotterranei, l’etichetta discografica indipendente dei Sotterranei seguita da un'agenzia booking e un ufficio stampa che promuovono band e artisti.

Dopo anni di live, release discografiche ed eventi, nel 2021 la pandemia blocca le attività live ma non quelle online: dopo i primi mesi di gestazione, nel 2020 esce Sottoterra, progetto editoriale di Dischi Sotterranei composto da un magazine, una playlist e un podcast: uno spazio in cui chi fa la musica la racconta.

© Simone Pezzolati - Visconti & The Giallorenzos
C'è un principio di necessità che lega la controcultura a ciò che non si vede. La controcultura si nasconde, si annida nei non luoghi, germina sottoterra, si fa cercare attraverso le vibrazioni che irradiano la superficie. E c’è un principio di lacerazione che porta la controcultura a cercare altri spazi, a strisciare nei sotterranei, finché lo spazio e l’esercizio artistico diventano la stessa cosa: underground. La musica underground si lascia cercare, ed ancora una volta è musica che si cristallizza in uno spazio e in un tempo, mentre in superficie il suono osserva le ultime fasi della sua fatale liquefazione.
© Simone Pezzolati

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Scritto da melissaperitore il 2021-12-21 in #cultura

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