Cartuccia Magazine, Nuova Open Call: Toy-Cam Analogiche

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E' aperta l'open call per presentare i propri progetti ed avere la possibilità di vedere i propri lavori sul nuovo numero della Zine Cartuccia incentrato sulle toy-cam analogiche.

© Mirko Ragnoni

Ecco una breve introduzione alle toy-cam scritta da Mirko, membro attivo della nostra Community e ideatore di questa nuova Zine:

COSA SONO LE TOY-CAM?

Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza, cominciando col definire quali caratteristiche possiedono le toy-cam. Di base sono classificate come macchine economiche e accumunate, più o meno tutte, da un sistema di lenti di plastica molto rudimentale e impostazioni fisse che non permettono di variare né l’apertura del diaframma né la velocità di scatto. Uno strumento puro e semplice che si presenta al fotografo nella maniera più schietta ed onesta possibile: io sono così e ti offro questo, sta a te amarmi od odiarmi. Al di là delle limitate impostazioni, le particolarità più evidenti sono da attribuire alla lente che, possedendo uno schema ottico molto semplificato e non di vetro, produce immagini dalle forti aberrazioni, sia cromatiche che geometriche. Tuttavia, se ben sfruttate, queste peculiarità possono attribuire allo scatto un’anima assolutamente unica e un gusto che ad oggi si distacca molto dall’ordinario. Se infatti il digitale converge verso una sempre maggiore risoluzione e nitidezza, realizzando immagini sempre più vicine alla realtà, le toy-cam si muovono esattamente nella direzione opposta, verso lidi che nulla hanno a che vedere con i concetti moderni ma che lasciano ampio spazio all’interpretazione e al sentimento.

La lente, così poco attenta al dettaglio e alla precisione, cattura qualcosa che è oltre l’immagine vista e che non è più documentazione ma pura interpretazione.

Se di fatto queste fotocamere sono nate come oggetti destinati ai più piccoli, permettendo loro di entrare nel mondo della fotografia senza troppe pretese, ad oggi sono utilizzate per i più disparati progetti, trovando finalmente un posizionamento sociale più di prestigio. Ad oggi rappresentano una categoria molto richiesta e della quale si cerca di emularne il risultato con distorsioni via software attraverso i nostri smartphone, utilizzati da una nuova generazione appassionata di vintage.

© Mirko Ragnoni

NON FOTOGRAFIA MA LOMOGRAFIA

Molto spesso, in favore di questa interpretazione di cui gli scatti si caratterizzano, non si parla più di fotografia ma di Lomografia - prendendo spunto dal movimento Lomography nato negli anni ‘90 da due studenti austriaci. Come avvenuto all’epoca, anche oggi questo rappresenta per molti il motivo di riscoperta della pellicola fotografica.

La storia che ha visto la nascita del movimento si ripete per tutti i fotografi appartenenti alle nuove generazioni che, tramite lo stesso o la dirompente passione per il vintage, riscoprono le vecchie macchinette della Lomo - da cui deriva il nome - ad oggi portate a nuovi orizzonti.

Le toy-cam, e l’esperienza di Nancy Rexroth, ci insegnano come lo strumento fotografico sia solo un mezzo e concorra solo in parte al risultato finale. Ciò che rende grande uno scatto è ciò che c’è dietro, è ciò che si sviluppa nella mente del fotografo e che muove la sua creatività. Perciò, sebbene la società ci porti a pensare di dover cambiare la nostra attrezzatura per poter essere all’avanguardia, di dover avere l’ultimo modello per ottenere scatti di qualità, tutto questo, in realtà, non fa altro che allontanarci dal vero significato delle fotografie, dalla vera essenza che per anni questa ha rappresentato e che ha narrato grandi eventi della nostra storia. La documentazione e l’espressione sono i due capisaldi e dovrebbero essere sempre considerati tali; questi sono, di fatto, in grado di regalare quella tridimensionalità che spesso davanti ai grandi maestri percepiamo come un’essenza della quale non sappiamo dare spiegazione, ma che in qualche modo incolla il nostro sguardo alla foto.


Vuoi presentare i tuoi lavori realizzati con queste fotocamere? Contatta Cartuccia Zine su Instagram o Mirko sulla sua LomoHome oppure sul suo profilo Instagram.

Scritto da melissaperitore il 2022-02-16 in #cultura

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Un Commento

  1. mirkos91
    mirkos91 ·

    Grazie mille a Lomography per averci ospitato! Ne siamo onorati!

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